Justin Baldoni dovrà pagare a Blake Lively oltre 400mila dollari: cosa ha deciso il giudice

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La battaglia legale tra Blake Lively e Justin Baldoni continua a produrre conseguenze, anche dopo l’accordo che ha evitato un processo destinato a trasformarsi in uno degli appuntamenti giudiziari più seguiti di Hollywood. Questa volta al centro non ci sono nuove accuse, testimonianze o documenti riservati, ma una cifra molto concreta: oltre 400.000 dollari che Baldoni e la sua società di produzione, Wayfarer Studios, dovranno versare all’attrice per coprire parte delle spese legali sostenute durante la lunga controversia nata attorno a It Ends With Us.La decisione è arrivata mercoledì dal giudice federale di New York Lewis Liman, che ha stabilito un rimborso pari a 363.245,40 dollari di onorari legali e 44.206,35 dollari di spese processuali. Una somma importante, ma enormemente inferiore rispetto a quella richiesta inizialmente da Blake Lively e dal suo team legale, che puntavano a ottenere circa 7,5 milioni di dollari, secondo alcune ricostruzioni quasi 8 milioni. Il giudice ha definito quella richiesta sostanzialmente sproporzionata, aprendo così un nuovo capitolo nella guerra di interpretazioni che da quasi due anni accompagna ogni sviluppo del caso.Blake Lively e Justin Baldoni, il giudice stabilisce oltre 400mila dollari di spese legaliLa sentenza non rappresenta una vittoria totale per nessuna delle due parti. Ed è proprio questo il dettaglio che rende la vicenda particolarmente interessante. Da una parte, Blake Lively ha ottenuto il riconoscimento del diritto al rimborso di parte delle spese sostenute per difendersi dalle accuse di diffamazione. Dall’altra, il tribunale ha respinto gran parte della cifra richiesta, ridimensionandola in maniera drastica.Il giudice Liman ha applicato una legge californiana pensata per proteggere le vittime di molestie sessuali dalle azioni legali considerate ritorsive, ma ha chiarito che la normativa poteva essere utilizzata solo per una parte specifica del contenzioso: quella relativa alla difesa di Lively dalle accuse di diffamazione. Non tutte le ore di lavoro fatturate dagli avvocati, quindi, potevano essere considerate necessarie o direttamente collegate alla causa.Ed è proprio qui che si è concentrata gran parte della decisione. Secondo il giudice, il numero di ore presentato dal team di Lively per ottenere il rimborso era «irragionevole», soprattutto per quanto riguardava le attività legate alle relazioni con i media e alla gestione dell’immagine pubblica dell’attrice.Perché Blake Lively non ha ottenuto gli 8 milioni richiestiLa differenza tra quanto richiesto e quanto effettivamente riconosciuto è enorme. Blake Lively sperava di recuperare diversi milioni di dollari, ma il tribunale ha concesso soltanto una frazione della somma.Nella sua ordinanza, Liman ha sottolineato che il lavoro di pubbliche relazioni svolto durante il contenzioso non poteva essere automaticamente considerato parte della difesa legale. In particolare, il giudice ha osservato che «le relazioni con i media non sono state essenziali per difendersi dall’accusa di diffamazione» e che quindi il tempo impiegato nella gestione della stampa e della copertura mediatica non poteva essere rimborsato.È un passaggio particolarmente significativo per una causa che, sin dall’inizio, si è combattuta su due livelli paralleli: nelle aule di tribunale e nell’opinione pubblica. Ogni deposito, ogni comunicato degli avvocati e ogni ricostruzione giornalistica ha contribuito a costruire due narrazioni opposte attorno alla fine del rapporto professionale tra Lively e Baldoni.In questo senso, la decisione di Liman sembra tracciare un confine preciso. La battaglia mediatica può accompagnare una causa, ma non significa che ogni costo sostenuto per gestirla possa essere automaticamente trasferito sulla controparte.Foto: Instagram @blakelivelyJustin Baldoni parla per la prima volta dopo il caso Blake Lively: «Sono stati due anni di dolore»Justin Baldoni commenta la decisione: «La sentenza parla da sé»La reazione della squadra legale di Justin Baldoni non si è fatta attendere. L’avvocato Bryan Freedman ha interpretato la riduzione della cifra come un successo importante per il regista e per Wayfarer Studios.Freedman ha sostenuto che il giudice abbia sostanzialmente respinto quella che ha definito una richiesta «oltraggiosa e irragionevole» di oltre 8 milioni di dollari, concedendo solo una piccola percentuale dell’importo inizialmente domandato.Secondo la difesa di Baldoni, la sentenza dimostrerebbe che nemmeno una figura pubblica potente può utilizzare il sistema giudiziario per ottenere rimborsi non adeguatamente giustificati. «L’aula di tribunale non è il luogo adatto per abusare della legge a proprio vantaggio personale», ha dichiarato Freedman. Una lettura, naturalmente, contestata dalla controparte.Gli avvocati di Blake Lively parlano di «responsabilità»I legali di Blake Lively, Esra Hudson e Michael Gottlieb, hanno infatti scelto un punto di vista completamente diverso. Invece di soffermarsi sull’enorme riduzione della somma richiesta, hanno sottolineato il principio stabilito dalla decisione: Baldoni e Wayfarer dovranno comunque pagare le spese legali dell’attrice relative alla causa per diffamazione.Secondo gli avvocati, si tratta di un risultato importante perché dimostrerebbe che esistono conseguenze concrete quando vengono avviate cause considerate ritorsive contro persone che hanno denunciato comportamenti inappropriati. «Il caso di Blake Lively non ha mai riguardato il denaro, ma la responsabilità», hanno dichiarato.Il team dell’attrice ha inoltre definito il risarcimento significativo anche dal punto di vista giuridico, sostenendo che possa rappresentare un precedente utile per altre persone che decidano di denunciare situazioni simili senza temere di essere trascinate in cause multimilionarie.Due interpretazioni opposte della stessa decisione, dunque. Per Baldoni, il dato centrale è che Lively abbia ottenuto soltanto una piccola parte di quanto richiesto. Per Lively, invece, ciò che conta è che il tribunale abbia comunque riconosciuto il diritto al rimborso.Blake Lively e Justin Baldoni, come è iniziata la causa per It Ends With UsPer capire come si sia arrivati a questo punto bisogna tornare alla fine del 2024, quando il rapporto tra Blake Lively e Justin Baldoni era ormai completamente deteriorato.I due avevano lavorato insieme a It Ends With Us, adattamento cinematografico del romanzo di Colleen Hoover. Lively interpretava la protagonista, Lily Bloom, mentre Baldoni era contemporaneamente co-protagonista e regista del film.Dopo mesi di indiscrezioni su una presunta tensione sul set, Lively presentò una denuncia al Dipartimento per i Diritti Civili della California accusando Baldoni di comportamenti inappropriati e molestie sessuali durante la produzione. L’attrice sostenne inoltre che Baldoni e alcuni collaboratori avessero successivamente organizzato una campagna di ritorsione e screditamento online per danneggiare la sua reputazione.Baldoni e Wayfarer Studios hanno sempre negato categoricamente le accuse, dando origine a una guerra legale sempre più aggressiva.Foto: collage Dinara Khairova/Sipa USA/IPA + instagram @justinbaldoniBlake Lively torna a Hollywood dopo il caso Baldoni con una missione: “Vuole riconquistare il pubblico”La causa da 400 milioni di Justin Baldoni contro Blake LivelyNel gennaio successivo, Baldoni reagì con una causa dal valore enorme: 400 milioni di dollari contro Blake Lively, suo marito Ryan Reynolds, la loro addetta stampa Leslie Sloane e altri soggetti coinvolti nella vicenda.Il regista sosteneva di essere stato diffamato e di essere diventato vittima di una campagna orchestrata per danneggiarne la reputazione e la carriera. Parallelamente aveva avviato anche un’azione legale contro il New York Times, accusando il quotidiano di aver pubblicato una ricostruzione ingannevole delle accuse avanzate da Lively.Nel giugno 2025, però, il giudice Liman respinse gran parte delle azioni avviate da Baldoni, compresa la causa contro Lively, Reynolds e il quotidiano. Fu uno dei passaggi più importanti dell’intera controversia e pose le basi per la successiva richiesta di rimborso delle spese legali avanzata dall’attrice.Le accuse di Blake Lively ridimensionate dal tribunaleLa storia giudiziaria, tuttavia, non ha seguito una direzione lineare. Anche Blake Lively ha visto una parte importante delle proprie accuse ridimensionata dal tribunale.Nell’aprile del 2026, il giudice ha infatti smantellato diverse rivendicazioni presentate dall’attrice, comprese alcune relative alle presunte molestie sessuali subite sul set. Lively ha però potuto continuare a perseguire alcune contestazioni legate alle presunte ritorsioni e alla campagna di pubbliche relazioni attribuita al team di Baldoni.Il caso ha quindi progressivamente perso quella struttura iniziale nella quale ciascuna delle due parti sembrava prepararsi a una battaglia totale. Mese dopo mese, molte delle richieste più importanti sono state eliminate o ristrette dai tribunali. A maggio è infine arrivato l’accordo extragiudiziale che ha impedito alla controversia di trasformarsi in un processo pubblico.L’accordo tra Blake Lively e Justin Baldoni e il processo evitatoL’accordo è arrivato quando mancava ormai poco a un procedimento che prometteva di diventare una delle vicende giudiziarie più spettacolari degli ultimi anni a Hollywood. Il rischio era quello di assistere a settimane di testimonianze, documenti privati, comunicazioni interne e deposizioni di personaggi molto conosciuti del mondo dello spettacolo.Blake Lively e Justin Baldoni hanno invece scelto di chiudere la parte principale del contenzioso prima del processo, lasciando però aperta la questione relativa alle spese legali. Il giudice aveva già stabilito che Baldoni e Wayfarer dovessero contribuire ai costi sostenuti da Lively per difendersi dalla causa per diffamazione. Rimaneva soltanto da quantificare l’importo. Il verdetto arrivato ora chiude proprio questo punto: più di 400.000 dollari sì, ma non gli oltre 7 milioni richiesti.Foto: Instagram @justinbaldoniBlake Lively scende a patti con Baldoni evitando il tribunale, ma il caso non finisce qui: emerse le email shockBlake Lively richiama il caso Rebel Wilson nella battaglia sulle campagne onlineNel commentare la decisione, il team legale di Lively ha anche collegato la propria battaglia a un altro contenzioso molto discusso a Hollywood: quello che coinvolge Rebel Wilson e alcuni produttori del film The Deb. Gli avvocati di Lively sostengono che entrambe le vicende abbiano portato alla luce un sistema più ampio di campagne di comunicazione aggressive, siti web denigratori, fughe di notizie e strategie online costruite per influenzare l’immagine pubblica delle persone coinvolte.Si tratta però di casi distinti e ancora caratterizzati da accuse contestate. La vicenda Wilson è tuttora oggetto di procedimenti giudiziari e non può essere utilizzata come conferma automatica delle tesi sostenute dal team di Lively. Il collegamento serve piuttosto a spiegare la strategia comunicativa dell’attrice: presentare il proprio caso non soltanto come una disputa personale con Baldoni, ma come qualcosa che potrebbe avere conseguenze più ampie sul modo in cui Hollywood gestisce accuse, crisi reputazionali e campagne online.Blake Lively e Justin Baldoni, chi ha davvero vinto la battaglia legale?È probabilmente la domanda più difficile da rispondere, nonostante quasi due anni di cause, accuse e decisioni giudiziarie.Se si guarda soltanto alla richiesta economica più recente, il risultato appare favorevole a Baldoni: Lively aveva chiesto milioni di dollari e ne ha ottenuti poco più di 400.000. Se invece si considera il fatto che la causa da 400 milioni avanzata dal regista è stata respinta e che Baldoni deve effettivamente contribuire alle spese dell’attrice, il quadro cambia completamente. La verità è che questa vicenda non ha prodotto una vittoria assoluta. Le accuse di entrambe le parti sono state in parte ridimensionate, alcune azioni sono state respinte, altre sono sopravvissute e infine i protagonisti hanno scelto un accordo prima di arrivare davanti a una giuria.Rimane soprattutto un’enorme frattura professionale nata durante uno dei film più discussi del 2024 e trasformata rapidamente in una delle cause più osservate del mondo dello spettacolo. La decisione da 407.451,75 dollari complessivi potrebbe essere uno degli ultimi atti realmente significativi della battaglia giudiziaria. Ma se questa storia ha insegnato qualcosa, è che tra Blake Lively e Justin Baldoni persino una sentenza apparentemente definitiva può diventare immediatamente il punto di partenza per due racconti completamente opposti.| Da Rumors.it