Massimo Caputi analizza la nuova stagione di Serie A: dal futuro di Leao alle ambizioni di Inter, Napoli, Roma e Juventus, passando per la sorpresa Lazio e la Nazionale di Roberto ManciniIn esclusiva per CalcioNews24, Massimo Caputi analizza i principali temi della nuova stagione di Serie A, dagli equilibri tra le big al futuro di Leao, passando per le ambizioni di Inter, Napoli, Roma e Juventus e per la possibile sorpresa Lazio. Nell’intervista si parla anche della Nazionale, della scelta di Roberto Mancini come nuovo CT e delle prospettive dell’Italia in vista dei prossimi impegni. Un’analisi a tutto campo sul campionato appena iniziato e sulle sfide che attendono il calcio italiano.LEGGI ANCHE: le ultimissime in Serie APartirei con te dalla prima gara di domani, quella che apre la seconda giornata, tra Milan e Venezia. I rossoneri hanno vinto a Torino nella prima giornata, ma sta tenendo banco in queste ultime ore il futuro di Leao, che non sarà domani a disposizione, col Milan, che ha però scoperto Sisse in gol nella prima giornata. Volevo un tuo parere su questo ragazzo, sia nell’immediato che in prospettiva, e un tuo parere sulla vicenda relativa al futuro di Leao.«Indubbiamente Cisse si è messo in grande evidenza per il gol, ma direi in generale per la prestazione, per la personalità, per la sua capacità, così giovane, di essere già un giocatore che io credo Amorim considera importante. E quindi è un bel segnale per il Milan e per il giocatore, ma è interessante e importante un po’ per il nostro calcio in generale, perché da tanto che diciamo che bisogna dare spazio ai giovani, poi non tutti i giovani sono italiani, ma sta di fatto che è un buon inizio quello di dare fiducia ai giovani, visto che negli altri campionati a 18, 19, 20 anni vengono non solo lanciati, ma vengono proprio considerati dei veri e propri titolari. Quindi è un giocatore interessantissimo, è un giocatore che mi sembra, io chiaramente non lo conosco personalmente, però da quello che hanno detto gli osservatori e soprattutto Amorim, che lo ha allenato in questo periodo, che è un giocatore veramente con una personalità, una concentrazione, anche una freddezza se vogliamo, che possono fare indubbiamente la differenza e far sì che questo calciatore cresca nel migliore dei modi.Dall’altra parte invece c’è un altro protagonista, un protagonista che non si sa se sarà un rimpianto o se sarà una liberazione. Io personalmente ritengo che per il bene del giocatore e del Milan le strade si debbano separare, lo pensavo prima, mi sono più convinto adesso, ma credo che sì.Anche perché dopo sette anni credo sia anche nella logica naturale delle cose. Poi anche perché sono nati ormai degli equivoci, delle situazioni che è difficile risanare, cioè non basta giocare due partite fatte bene perché ne basterebbe una fatta male che ritornerebbe sempre al solito tormentone.A 27 anni Leao ha ancora tanto per poter dimostrare quello che tutti riteniamo sia un grandissimo talento, ma questo talento va dato alla costanza e forse servono anche nuovi stimoli».La prima giornata, oltre appunto come dicevo all’inizio, oltre alla vittoria del Milan, non ha dato grosse sorprese perché tutte le squadre più accreditate, le cosiddette BIG, hanno portato a casa i tre punti. In questo senso le due squadre che hanno impressionato di più, almeno personalmente parlando, sono state l’Inter con il Monza e soprattutto la Roma in quello che penso possa essere considerato il vero big match della scorsa giornata con la Fiorentina all’Olimpico. Io volevo un parere sulle due squadre, anche in ottica futura, in ottica lotta a Scudetto magari e Champions League, e dove la Roma, secondo te, dovrebbe ancora intervenire per completare una squadra che sembra comunque già molto forte.«Penso che questa prima giornata, come hai detto te, non ha regalato sorprese che di solito invece nei primi turni possono accadere, quindi adesso aspettiamo anche il secondo turno, ma in generale nel primo turno c’è sempre qualche grande che ha difficoltà. Questo secondo me vuol dire due cose, una che principalmente c’è una differenza, sempre più marcata a mio avviso, tra le squadre più forti e le altre, e che questo mercato, che ancora non si è concluso bene o male, non ha delineato le formazioni, né quelle grandi, ma neanche quelle che sono sotto.Adesso mi viene da pensare per esempio al Monza, a tutte le trattative che sta facendo per rafforzare la squadra in queste ultime ore, così come altre, lo stesso Parma, perché indubbiamente non solo ci si è accorti che mancano dei tasselli importanti, ma anche perché adesso tutti aspettano i saldi. Naturalmente ci sono le rose belle e ampie, quindi quello che prima costava X adesso sicuramente costa di meno.Quindi questo è quello che è emerso nella prima giornata. È chiaro che l’Inter per un verso, la Roma per un altro, sono le squadre che hanno dato la migliore sensazione, però non trascurerei neanche il Milan, perché tutto sommato giocare a Torino contro il Torino, seppur un Torino che mi aspettavo meglio, devo essere sincero, però vincere a Torino non è facile».Non sono neanche sorpreso del pareggio di Como-Udinese, perché l’Udinese sul proprio campo, con quella fisicità, è una squadra difficile per tutti.«Quindi l’Inter e Roma sono partite meglio, però credo che il Napoli, che magari nel primo tempo ha sofferto molto con il Genoa, sia una squadra forte, anche se non ha apportato grandi cambiamenti alla sua rosa, però la rosa è forte. Basti pensare ai cambi che ha fatto Allegri nel secondo tempo.Quindi io metto l’Inter e il Napoli ancora un po’ come squadre più forti potenzialmente.Poi vediamo di capire come finirà il mercato e, se per rispondere alla tua domanda sulla Roma, dove se ne parla da un anno e mezzo, manca l’attaccante di sinistra di piede destro. Quindi vedremo se riusciranno a darglielo in queste ultime ore di mercato».Ecco, tra le big che hanno vinto alla prima giornata, ma che tu non hai nominato, c’è la Juve, che però a mio avviso è quella che probabilmente ha sofferto di più sul campo del Frosinone. Vuoi per un calo fisico nel finale e vuoi soprattutto per le tante occasioni fallite da Kolo Muani, che è stato peraltro bastonato nel post-partita da Spalletti, secondo me anche in maniera un po’ immeritata rispetto alla corte che la stessa Juve gli ha fatto per un anno e mezzo. Quindi la domanda è questa: come vedi la Juve e se pensi che Spalletti sia il tecnico adatto per riportare la Juve ad alti livelli, perché onestamente da quando ha terminato l’esperienza in nazionale non mi sembra neanche a volte molto lucido nei giudizi e nei commenti«Io penso che Spalletti sia una garanzia, cioè se questa Juventus che ha evidenti difficoltà sul piano economico, nel dover far quadrare i conti, se c’è un allenatore che può far rendere al meglio possibile i giocatori a disposizione è Spalletti. Poi sì, sicuramente lui ha accusato la parentesi nazionale, soprattutto non aver inciso come avrebbe voluto in nazionale può aver pesato. Però insomma io non metto in discussione le capacità di Spalletti, sinceramente sono rimasto sorpreso anch’io sulle dichiarazioni di Colomoni, anche perché al di là di quello che lui ha detto, se hai due anni che non gioca un motivo ci sarà, ma non capisco perché da due anni che la Juventus lo cerchi. Alla fine bisogna farsi anche questa domanda. Sembrava che non si potesse giocare a pallone senza Kolo MuaniLa Juventus ha evidenziato gli stessi errori dell’anno scorso, le stesse carenze, cioè quella magari di creare molto ma di non saper realizzare.Alla Juventus manca un centravanti, credo anche che forse adesso qualcosa cambierà in virtù dell’infortunio di Yildiz, Alajbegovic indubbiamente potrà o dovrà diventare un protagonista di questa squadra, ma è chiaro insomma che i limiti eventuali della Juventus sono un po’ nella qualità in mezzo al campo e nella capacità di avere un attaccante vero o da mettere insieme a Kolo Muani o comunque al suo posto, ma che sia un attaccante diciamo di quelli che fa gol».Tocchiamo anche il tema relativo alla Lazio, che si è ripresa dopo la batosta dell’eliminazione immediata in Coppa Italia contro il Mantova e reagendo bene con la vittoria pesante sul campo del Bologna col gol di Frattesi. Adesso è arrivato anche Pinamonti, io non ti chiedo un’analisi sul momento della Lazio perché è chiaro che vivrà come lo scorso anno una stagione in polemica aperta, con Lotito, soprattutto per quanto riguarda i tifosi che hanno svuotato anche quest’anno l’Olimpico, solo 4.000 abbonati. Però proprio per questo clima in cui la Lazio dovrà operare durante tutto l’anno, te la senti tu di puntare un euro sul fatto che i biancocelesti possano essere la vera sorpresa della stagione, anche in maniera totalmente inaspettata, viste le premesse?«Può esserlo, può esserlo, con evidentemente dei limiti che l’ambiente che tu hai citato comunque in qualche maniera comportano, perché in fin dei conti la Lazio è come se giocasse in trasferta sempre.Quindi soprattutto quando giochi all’Olimpico e affronti squadre che magari hanno bisogno di punti, che magari sono inferiori ma che però non hanno il peso di un’atmosfera che carica la squadra di casa, magari possono fare meglio di come farebbero invece nelle condizioni normali. Questo comunque rimane un aspetto.La Lazio comunque con Sutalo, con Frattesi, con Pinamonti e con Pedraza anche, secondo me sta mettendo dei giocatori che migliorano la squadra rispetto a un anno fa. Forse uno dei temi può anche essere quello di capire se Romagnoli resterà o meno, perché in quel caso la difesa assume un aspetto ancora migliore rispetto a quella attuale.E direi che di tutti i reparti quello che sta meglio è proprio il centrocampo, con i giocatori che ha, con Taylor, con Rovella, adesso con Frattesi, con Dele Bashiru, secondo me questo è un signor centrocampo, quindi perché no? Deve fare un gran lavoro Gattuso e non lo deve fare solamente sul piano tecnico e tattico, ma direi molto anche sul piano della personalità, del carattere.E quando intendo carattere non mi riferisco a quello a cui troppo spesso è accompagnato Gattuso. La voglia di reagire e di dimostrare di essere più forti nonostante tutto, ecco questo secondo me può essere un valore che può dare qualcosa in più alla Lazio».So che è presto perché chiaramente siamo alla prima giornata, domani comincia la seconda, però te che hai visto e hai vissuto tanti campionati nella tua carriera, come clima generale, come si stanno approcciando tutte le squadre di cui abbiamo parlato alla nuova stagione, credi che possa essere un anno in cui anche a livello di titolo finale possano esserci delle sorprese? Penso alla vittoria della Roma del 2001, andando più indietro a quella del Verona e penso in questo senso al Como. Cioè, vedi qualcosa che ti fa credere che possa essere una stagione diversa dalle altre, anche come finale, cioè non sempre la solita squadra che vince?«Io non posso dirti se mi aspetto delle sorprese in ambito di vittoria finale.Quello che posso dirti è che un po’ vedendo le scelte in generale fatte dalle varie società e anche per le nuove regole e per una tendenza a voler cambiare, mi aspetto un campionato più bello da vedere, con meno pause, con partite più vivaci, più veloci e quindi anche con più emozioni e gol.Da questo punto di vista, in chiave scudetto, tu hai fatto il nome del Como e della Roma, che sono due squadre sulle quali bisogna vedere quanto inciderà la Champions League.Io penso che l’Inter sia una squadra fortissima, molto completa, che abbia fatto una campagna di rafforzamento anche e soprattutto in chiave Champions.Ora bisognerà vedere se questa rosa a disposizione di Chivu sarà così forte mentalmente, perché lo è tecnicamente, di puntare a fare il meglio possibile in Champions e a bissare lo scudetto.E di conseguenza, detto del Milan, della Juve, del Napoli, è da capire quanto Como e Roma, che per la prima volta, la Roma dopo sette anni, affrontano questo torneo che comunque ha un peso, Però mi aspetto un campionato migliore sul piano del gioco e delle emozioni rispetto a un attimo fa».Chiudiamo con un tasto che purtroppo per noi italiani è dolente, che è quello della Nazionale che non solo ha vissuto la tragedia della mancata qualificazione per la terza volta consecutiva ai mondiali, ma anche tutto il teatrino che si è sviluppato a inizio estate, prima con la nomina di Maldini e Leonardo, poi con le dimissioni, l’arrivo di Ranieri e Mancini in panchina, che era stato preferito da Malagò a Pirlo. Visto che a breve ci sarà la prima pausa delle nazionali e vedremo la nuova prima Italia di Roberto Mancini, volevo innanzitutto un tuo commento sulla vicenda che si è sviluppata quest’estate e che ha portato all’elezione, alla nomina di Mancini come nuovo CT. E soprattutto, legata a Mancini, da che parte stai tu nella polemica sul fatto che Mancini non doveva essere ripreso perché ha abbandonato l’Italia per andare in Arabia Saudita? «Sarò breve, io credo che Mancini sia un’ottima scelta, che sicuramente quello che è accaduto alcuni anni fa non è stato bello, ma Mancini ha chiesto scusa e ha anche dimostrato tutta la sua volontà nel voler tornare sulla panchina azzurra, quindi per quello che mi riguarda io sono sincero, tra Mancini e Pirlo non ci sia neanche discussione su quale sarebbe stata la scelta migliore.Penso che noi in questo momento abbiamo bisogno di ritrovare fiducia, di avere coraggio, quello che ci è mancato nello spareggio con la Bosnia, che è il coraggio di mettere in campo i giocatori migliori e non quelli presunti tali, ma che non erano in condizione.Ci serve quel tipo di coraggio e ci serve anche un allenatore che sappia dare tranquillità a questa squadra, perché noi non abbiamo campioni, ma abbiamo dei buoni giocatori e quindi con i buoni giocatori che abbiamo possiamo fare decisamente meglio rispetto a quello che purtroppo i risultati ci hanno detto».SI RINGRAZIA MASSIMO CAPUTI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA