Il caso di Garlasco sta rivelando aspetti che non si erano mai visti prima in un caso di cronaca giudiziaria. Già dall’inizio dell’indagine promossa dalla Procura di Pavia, condotta da Fabio Napoleone, si era notato un eccessivo nervosismo tra i tanti soggetti più o meno interessati al caso. Nervosismo che nel corso del tempo ha dato luogo a tutta una serie di scontri caratterizzati da un fuoco incrociato di denunce, querele e controquerele. Tuttavia, questa volta mi sento di dire che si è passato veramente il segno.Mercoledì scorso, durante la diretta di Verità nascoste-il diario, in onda su Canale 5, il conduttore Milo Infante ha informato i telespettatori di essere stato denunciato per ricettazione da Stefania Cappa, cugina della povera Chiara Poggi. Il giornalista, in apertura del programma, ha spiegato che questa, a mio avviso, surreale accusa è stata mossa per aver mostrato, nel corso della trasmissione andata in onda martedì 25 agosto, la querela presentata dalla stessa Stefania Cappa contro l’avvocato De Rensis (difensore di Alberto Stasi), l’inviato della Iene Alessandro De Giuseppe e l’ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto.“Fa un po’ effetto che un avvocato contesti a un giornalista un reato molto grave, infamante, che non appartiene alla professione giornalistica, talmente difficile da provare che di fatto non esiste quasi più”, ha commentato amaramente Infante durante la trasmissione. La ricettazione, ha sottolineato, è un reato che “non appartiene alla stampa. Il ‘reato’ dei giornalisti è la diffamazione, – ha proseguito – ma la diffamazione deve essere provata. Se racconti la verità non è diffamazione, la verità che spesso è nascosta e qualcuno vorrebbe che non venisse fuori”. Il conduttore ha poi dichiarato di aver messo al corrente Mauro Crippa, direttore generale dell’Informazione di Mediaset. “Mi ha risposto: ‘Non ti preoccupare, Mediaset c’è e ti tuteleremo’. Tuttavia, il giornalista a deciso di cavarsela con i propri mezzi. “Ringrazio, ma sollevo l’azienda da qualsiasi responsabilità e mi assumo tutta la responsabilità che eventualmente dei giudici dovessero attribuirmi – ha tenuto a sottolineare.Francamente faccio molta fatica a comprendere la natura e l’obiettivo di una simile e reiterata guerra di denunce e di querele, soprattutto perché portata avanti da soggetti del tutto estranei alla morte di Chiara Poggi, per quanto coinvolti emotivamente in quanto parenti della vittima.In tal senso mi sento di ipotizzare che le ragioni profonde di tutto questo, che potrebbero segnalare una qualche forma di disagio personale, probabilmente non hanno molto a che fare con la nuova indagine, la quale sta sicuramente andando in tutt’altra direzione. Per questo sarebbe più salutare per tutti darsi una calmata, aspettando pazientemente che l’iter giudiziario faccia il suo corso.Claudio Romiti, 27 agosto 2026L'articolo Garlasco, la guerra delle denunce: Milo Infante nel mirino proviene da Nicolaporro.it.