Positivo alla difterite anche il cugino della bimba, Pregliasco: “possibili altri casi”

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Anche il cuginetto della bimba morta a Palermo è risultato positivo alla difterite, ma ha sviluppato una forma non grave della malattia perché vaccinato, fanno sapere dall’Istituto superiore di sanità. Al momento non risultano altri casi. “La vaccinazione non impedisce l’infezione, perché il vaccino contro la difterite è efficace nel ridurre la gravità della malattia, ma non è sterilizzante”, chiarisce a LaSalute di LaPresse Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva all’Università Statale di Milano. “È per questo motivo che possono esserci ancora dei casi in Italia – prosegue – anche se in soggetti asintomatici o con una semplice tonsillite. Il problema sorge quando il batterio colpisce una persona non vaccinata, come nel caso della piccola di Palermo”. In Sicilia l’Asp di Palermo sta ora conducendo un’indagine epidemiologica: “É possibile che ci siano altri casi in un contesto come quello siciliano, col 15% dei bambini dell’ultima coorte dei 24 mesi che non ha completato la vaccinazione,  magari anche tra gli adulti che non hanno fatto richiami”, ipotizza l’esperto. “Come tanti vaccini, infatti, anche questo necessiterebbe di una dose di richiamo ogni dieci anni”. L’indagine epidemiologica, dunque, sta interessando “tutti i possibili contatti” dei due casi. “Il tempo di incubazione è tra i due e i cinque giorni ma può arrivare anche a dieci”, informa Pregliasco. Per ridurre il gap siciliano nella copertura vaccinale (85% rispetto al 95% circa della media nazionale, ndr), servirà “un importante lavoro di revisione: purtroppo le anagrafi vaccinali non sono sempre aggiornate e complete”. Questo articolo Positivo alla difterite anche il cugino della bimba, Pregliasco: “possibili altri casi” proviene da LaPresse