C’è un indagato per la morte di Noemi Impellizzeri, la donna di 34 anni trovata impiccata nella sua casa alla periferia di Riposto, in provincia di Catania. È Tony, 46 anni, un uomo con cui la donna avrebbe avuto una presunta relazione qualche mese fa. Impellizzeri, un matrimonio alle spalle e tre bimbi ancora piccoli, è stata ritrovata impiccata a un tubo, in casa, all’alba di domenica 23 agosto, dai vigili del fuoco intervenuti per domare un incendio. A Riposto, giovedì, si sono tenuti anche i funerali della 34enne, mentre è attesa per i risultati dell’autospia. Il 46enne è “collaborativo e assolutamente tranquillo” al punto da “non aver voluto nominare un medico”, un consulente di parte, per l’autopsia sul cadavere della ragazza, ritrovata senza vita domenica scorsa nella sua abitazione nel Catanese, dice a LaPresse il suo legale, l’avvocato Ivan Siragusa. La procura di Catania sta lavorando a 360 gradi per ricostruire le ultime ore della donna e capire se si sia trattato di suicidio o se sia stata una messinscena per nascondere un omicidio. Ha raccontato di essere stato avvisato dalla 34enne della sua intenzione di togliersi la vitaL’uomo, in video senza mostrare il viso a La Sicilia, e in chiaro davanti alle telecamere della trasmissione Mediaset ‘Ore 11’, ha raccontato di essere stato ‘avvisato’ dalla 34enne della sua intenzione di togliersi la vita. “Mi aveva detto che voleva farla finita e che avrebbe guardato su YouTube come si faceva il nodo”, dice l’uomo. “Da parte del mio assistito ci sono stati sicuramente dei comportamenti di ‘censurabilità’ come il fatto di non aver chiamato le forze dell’ordine quando ha visto il corpo – afferma – Ci sono situazioni che legittimamente hanno portato la Procura all’iscrizione nel registro degli indagati, anche per gli atti irripetibili”. “Ho chiamato i familiari, tutti, tranne le forze dell’ordine – sottolinea a La Sicilia – per una promessa che avevo fatto, avevo detto a mio figlio che non l’avrei più frequentata, non volevo che mio figlio sapesse che ero stato con lei e invece è successo tutto questo”. Il 46enne “ha moglie e due figli”, era “certamente un punto di riferimento per la ragazza e ha riferito che lei aveva delle aspettative nei suoi confronti”. “Lui era un punto di riferimento per la ragazza, non possiamo sapere con certezza che tipo di relazione avessero avuto, una relazione pregressa – sottolinea l’avvocato – ma il mio assistito ha comunque riferito che quel venerdì lei era stata riaccompagnata a casa da un altro ragazzo”. “Aveva rassicurato i suoi figli che avrebbe allentato i legami o chiuso i rapporti con la ragazza – dice ancora – Per questo, come lui stesso, parlando a ruota libera ha spiegato, non ha chiamato le forze dell’ordine, ma ha cercato di mettersi in contatto con la famiglia di Noemi”. “Aspettiamo gli esiti dell’autopsia, l’analisi delle telecamere di sorveglianza, del cellulare, tutti gli accertamenti, ma siamo sereni”, prosegue.In relazione all’incendio, che potrebbe essere di natura dolosa, divampato nella casa di Impellizzeri, l’avvocato Siragusa ha ribadito quanto già spiegato dal 46enne: “Quando lui è stato là non c’erano né odore di fumo né altri elementi che potevano far pensare a un incendio”.Questo articolo Morte Noemi Impellizzeri, c’è un indagato: è un amico della donna trovata impiccata proviene da LaPresse