Nel giorno in cui vengono interrogati a Rebibbia alcuni degli arrestati considerati gli esecutori materiali del finto attentato a Sigfrido Ranucci ordito da Valter Lavitola, arriva dalla redazione di Report una netta presa di posizione sul futuro della trasmissione. Gli inviati dello storico programma hanno infatti mandato una lettera al direttore degli Approfondimenti Rai Paolo Corsini per dire la loro su ciò che (non) dovrà accadere. Il testo della lettera non è pubblico, e non è chiaro se l’iniziativa sia nata spontaneamente o sia stata sollecitata dalla Rai. Ma gli inviati hanno poi diramato una nota in cui danno conto della loro posizione: esprimono «profonda contrarietà a qualsiasi ipotesi di conduttore e capoautore esterno alla guida di Report», sottolineano che all’interno della redazione «ci sono già le professionalità necessarie» e per questo avvertono la Rai che «qualsiasi scelta differente sarà da noi giudicata come ostile e tesa alla normalizzazione e al commissariamento del programma». La caccia a Ranucci e la difesa di Report In apparenza la nota muove dalla solidarietà al conduttore finito nel mirino dei vertici della Rai e del centrodestra. «È ormai evidente come l’annunciata rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report abbia a che fare solo in parte con la vicenda Lavitola e che segua in realtà un preciso disegno politico», si legge nel documento. «Lo si evince dalla violenza con cui, prendendo a pretesto l’indagine giudiziaria sull’attentato, alcuni gruppi editoriali legati a partiti della maggioranza abbiano preso di mira la trasmissione, i suoi giornalisti e le principali inchieste mandate in onda, con il chiaro intento di delegittimare e infangare uno degli ultimi presidi di libertà e di indipendenza informativa del servizio pubblico. Ci auguriamo perciò che la Rai intenda tutelare uno dei suoi marchi più prestigiosi non solo dal punto di vista della qualità e ma anche degli ascolti e che voglia continuare a garantire l’autonomia che in tutte le democrazie europee viene attribuita a simili trasmissioni di giornalismo investigativo». La soluzione interna per ReportLa conclusione della nota, e dunque anche della lettera, chiude a qualsiasi ipotesi di «commissariamento» esterno ma avanza di fatto la pista della sostituzione interna di Ranucci, dato ormai per spacciato. «All’interno della redazione ci sono già le professionalità necessarie, che in questi anni hanno fatto funzionare la macchina del programma», scrivono gli autori. E proprio per questa posizione, secondo Il Fatto Quotidiano che ha anticipato la notizia, Ranucci ora si sentirebbe «tradito dai colleghi con cui ha lavorato fianco a fianco per anni». Perché di fatto gli inviati per salvare il programma considerano la pagina già voltata e a loro volta già disegnano il futuro di Report senza di lui. In realtà, sempre secondo Il Fatto, la redazione del programma sarebbe spaccata, tra i “lealisti” a Ranucci e chi guarda oltre: ieri quest’ultima “fazione” pare aver avuto la meglio, quando la proposta di un documento si solidarietà a Sigfrido non è passata. Ovvio che la decisione finale, comunque, spetterà alla Rai.L'articolo Sigfrido Ranucci «tradito» dagli inviati di Report, la lettera alla Rai: «Salviamo noi il programma» proviene da Open.