E’ stato un enorme crollo di una parte di un ghiacciaio a provocare l’inondazione improvvisa che ha causato centinaia di vittime in Nepal. A confermarlo è stato lo Us Geological Survey. La simulazione del disastro viene riprodotta in un video pubblicato sui social, generato con l’Intelligenza artificiale: si vede il crollo e la successiva inondazione con le acque che corrono a valle travolgendo tutto. Il crollo ha provocato un terremotoIl crollo, sottolinea l’ente statunitense, ha comportato un evento sismico di magnitudo 5.2 “che ha provocato una colata detritica a valle con conseguenze catastrofiche per le comunità”. Il bilancio delle vittime, ancora provvisorio, parla di oltre 1.300 i dispersi, di cui più di 500 stranieri. Le vittime accertate si avvicinano a quota 200 ma saranno molto di più. Colpito il confine tra Nepal e Cina.“Inizialmente classificato dall’USGS come terremoto di magnitudo 4.4, il segnale sismico è stato poi attribuito al collasso del ghiacciaio e alla colata detritica liberando un’energia paragonabile ad un terremoto di magnitudo 5.2”, spiega l’Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia, sottolineando che le cause scatenanti dell’evento sono ancora in fase di studio. L’Ingv ha quindi provato ad analizzare il segnale sismico registrato nell’area del disastro in Nepal. 26 agosto 2026: la frana in Nepal e l’analisi dei sismogrammi https://t.co/SlZhG3dJyv— INGVterremoti (@INGVterremoti) August 27, 2026 Come distinguere un segnale sismico di un terremoto o di una frane“Il terremoto – si legge sul sito dell’Ingv – genera un segnale impulsivo, caratterizzato da un inizio netto, ampiezze elevate concentrate nei primi secondi e un rapido decadimento. Il relativo spettrogramma mostra energia distribuita su un ampio intervallo di frequenze, associata all’arrivo delle diverse onde sismiche”. Il segnale della frana invece presenta un inizio più graduale e una durata decisamente maggiore, con diversi impulsi che si susseguono. Questa lunga evoluzione riflette il movimento progressivo della massa di ghiaccio e roccia, i successivi impatti lungo il versante e il rotolamento del materiale. La durata più prolungata, l’assenza di un unico inizio impulsivo e la prevalenza delle basse frequenze permettono quindi di distinguere chiaramente il segnale della frana da quello di origine tettonica.Questo articolo Nepal, l’inondazione dopo il crollo del ghiacciaio: il video della catastrofe generato da IA proviene da LaPresse