Lazio, giallo sul Flaminio: scomparso il parere dell’Avvocatura sul diritto di superficie

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Gio, 27 Ago 2026Intanto il sindaco Roberto Gualtieri continua a spingere per accelerare l’iter per il pubblico interesse del progetto biancoceleste.DiRedazioneCondividi l'articoloClaudio Lotito (Foto: Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)Tra i vari documenti redatti per il progetto di ristrutturazione della Lazio per lo stadio Flaminio sembra essere scomparso nel nulla il parere dell’Avvocatura capitolina sulla possibilità di concedere al club di Claudio Lotito il diritto di superficie sull’impianto. Si tratta forse di uno dei documenti più importanti tra le carte pubblicate della Conferenza dei servizi preliminare conclusasi nelle scorse settimane. A riportarlo è Il Tempo.Inoltre, si tratta di uno snodo cruciale per l’intero iter, visto che il club biancoceleste ha da sempre indicato come punto centrale del progetto il diritto di superficie gli deve essere concordato. E mentre inizia a crearsi un vero e proprio giallo intorno al Flaminio, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha tutta l’intenzione di accelerare sull’iter e punta alla dichiarazione di pubblico interesse del progetto della Lazio per la ristrutturazione dell’impianto cittadino ormai abbandonato da decenni.Ma ovviamente a rimanere in primo piano rimangono le sorti di quel documento espresso dall’Avvocatura di Roma Capitale. Nel verbale conclusivo della Conferenza non risulta uno specifico pronunciamento sulla concedibilità del diritto di superficie. Inoltre, va sottolineato come qualora questo diritto non fosse concedibile alle condizioni richieste dalla Lazio, verrebbe meno uno dei presupposti fondamentali dell’intera operazione.Federsupporter aveva già sollevato la questione nelle proprie Osservazioni Critiche, regolarmente acquisite e pubblicate tra gli atti del procedimento. Il Flaminio è un bene pubblico, sottoposto alla disciplina al codice civile. L’attribuzione a un soggetto privato di diritti sul bene richiede una preventiva verifica della compatibilità con la sua destinazione pubblica. Una verifica che appunto sembra non esserci nei documenti pubblicati dopo la Conferenza dei servizi preliminare. Comunque rimangono due i casi: il documento esiste ma non è stato ancora pubblicato, e qui sorgerebbe la domanda del perché non è stato reso pubblico con le sue condizioni. O, invece, non esiste nessun documento. E qui si aprirebbe lo scenario mancherebbe di uno dei suoi pilastri e renderebbe vana anche l’accelerazione verso la dichiarazione di pubblico interesse.Infatti, secondo la logica, l’iter dovrebbe seguire una linea anche abbastanza semplice: prima si accerta se il diritto di superficie possa essere legittimamente concesso, poi si valuta il pubblico interesse. Non il contrario.Developed by 3x1010