Tim Curry è morto a 80 anni nella sua casa di Toluca Lake, a Los Angeles, nella serata di martedì 25 agosto. La notizia è stata confermata dalla sua storica manager Marcia Hurwitz. La polizia ha escluso circostanze sospette e ricondotto il decesso a cause naturali. La causa precisa non è stata resa nota.Attore, cantante e uomo di teatro, Curry lascia una carriera lunga oltre mezzo secolo. Una voce baritonale, uno sguardo, un sorriso appena inclinato: gli bastava poco per trasformare ogni personaggio in un’icona.Frank-N-Furter, l’immortalità in calze a retePrima venne il teatro. Poi, nel 1973, il ruolo di Dr. Frank-N-Furter in The Rocky Horror Show. Nel 1975 Curry lo portò al cinema in The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman. Corsetto, calze a rete, tacchi e rossetto rosso divennero il costume di una rivoluzione. Frank-N-Furter era insieme scienziato pazzo, diva, seduttore e creatura aliena. Il film, inizialmente tutt’altro che un successo, sarebbe diventato uno dei cult più longevi della storia del cinema.Tim Curry aveva capito il rischio di rimanere prigioniero di quella parte. Ma fu proprio Frank-N-Furter a renderlo immortale. “Don’t dream it, be it”: non sognarlo, sii ciò che vuoi essere.Da Pennywise al Signore delle TenebreLa sua carriera dimostrò però che Frank-N-Furter era soltanto una delle molte maschere di un interprete straordinario. Nel 1985 fu il terrificante Signore delle Tenebre di Legend di Ridley Scott e l’irresistibile Wadsworth di Signori, il delitto è servito. Apparve inoltre in Caccia a Ottobre Rosso, I tre moschettieri, Congo e Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York.E poi arrivò Pennywise. Nella miniserie It del 1990, tratta da Stephen King, Curry trasformò il clown assassino in un incubo per un’intera generazione. Il suo talento consisteva nel confondere continuamente il grottesco e il minaccioso: Pennywise poteva sembrare umano, mentre Frank-N-Furter poteva essere pericoloso.Il teatro, la voce e gli ultimi anniCurry rimase profondamente legato al palcoscenico. A Broadway interpretò Mozart in Amadeus, il Pirate King in The Pirates of Penzance e Re Artù in Spamalot, ottenendo tre candidature ai Tony Award. Fu anche cantante e un formidabile interprete vocale.Nel 2012 un grave ictus gli lasciò importanti problemi di mobilità, ma non fermò la sua attività. Continuò a lavorare soprattutto con la voce e tornò nell’universo di Rocky Horror nel 2016. Nel 2025 aveva pubblicato l’autobiografia Vagabond, raccontando la sua carriera e la difficile riabilitazione.Tim Curry se ne va, ma non esce davvero di scena. Resta Frank-N-Furter sotto le luci, Pennywise nell’oscurità, Wadsworth dietro il suo impeccabile sorriso. Soprattutto resta un attore maestoso, capace di trasformare l’eccesso in arte e la diversità in spettacolo.L'articolo Tim Curry, addio all’attore che trasformò l’eccesso in arte proviene da AttoriCasting.