«È crollato un mito della sinistra». Così il vicepremier, Antonio Tajani, commenta la decisione della Rai di rimuovere Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report. Il ministro degli Esteri ne ha parlato a Ceglie Messapica, a margine della seconda serata dell’evento «La Piazza – Il Bene Comune», difendendo al tempo stesso il principio di garanzia nei confronti del giornalista. «Non sono un giustizialista e sono garantista anche per quanto riguarda Ranucci», ha premesso Tajani. Subito dopo, però, ha sostenuto la scelta dell’azienda di Viale Mazzini. «Ora la Rai ha deciso di sostituirlo. È libera di farlo», ha dichiarato. E per il ministro, quella di Ranucci non sarebbe una storai riconducibile a una persecuzione personale. «Non si tratta di una vittima, si tratta soltanto di un giornalista che è stato spostato da una parte all’altra. Se l’editore ha deciso di spostare un giornalista da una trasmissione all’altra è giusto che sia così», ha concluso. Lo scontro in RaiLe parole di Tajani arrivano poche ore dopo l’annuncio della nuova conduzione di Report, che dalla prossima stagione sarà affidata a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. La decisione ha provocato una reazione immediata da parte di Ranucci e della redazione degli inviati del programma, che ha annunciato l’intenzione di dimettersi in blocco se la Rai non dovesse tornare sui propri passi. Lo stesso Ranucci ha raccontato sui social di aver appreso la notizia dalla stampa. «Sono venuto a conoscenza dall’Ansa che la Rai mi ha sospeso dalla conduzione di Report», ha affermato. Il giornalista ha poi attribuito la decisione alla campagna mediatica degli ultimi mesi, parlando dei «2800 articoli in due mesi fatti dai giornali del gruppo Angelucci e comunque di governo».Conte: «Un editto Meloni»Diametralmente opposta la posizione del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che durante la presentazione del suo libro a Lucera, ha definito la decisione della Rai «un editto Meloni perché è tutto governato da Palazzo Chigi». «Vi faccio nomi e cognomi come è mia abitudine: Giorgia Meloni e Giovanbattista Fazzolari, è tutto costruito e congegnato lì. Dovevano mandar via Ranucci perché si sono preparati con Telemeloni ad affrontare la campagna elettorale», ha attaccato Conte. «Oggi lo stato dell’informazione in Italia è peggiore anche rispetto ai tempi di Berlusconi, il governo Meloni con la scusa che c’era l’egemonia della sinistra ha iniziato un’opera sistematica per conquistare tutti gli spazi in Rai. Non fanno prigionieri, hanno occupato tutto. Oggi il 90% dell’informazione stampa e tv è controllata direttamente o indirettamente da palazzo Chigi. Rimaneva Report», ha concluso. L'articolo Caso Ranucci, Tajani: «Non è una vittima. Rai libera di sostituirlo». La furia di Conte: «È un editto Meloni, vi faccio nomi e cognomi» proviene da Open.