Mar Nero, la Nato manda aerei e droni dopo gli attacchi alle navi mercantili: 23 marinai dispersi

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BRUXELLES — Un aereo da pattugliamento americano P-8 Poseidon vola da martedì sul Mar Nero, partito dal porto bulgaro di Varna dove era arrivato domenica dalla Sicilia. Nella sede della Nato, a Bruxelles, il Consiglio Atlantico, massimo organo decisionale dell’Alleanza, ha passato la giornata sulla stessa carta nautica: la fascia di mare davanti a Romania e Bulgaria dove in dieci giorni i droni hanno colpito almeno sette navi mercantili. Nessun comunicato ha fatto il nome della Russia.Al termine della riunione l’Alleanza ha annunciato l’invio nel Mar Nero di altri aerei da pattugliamento marittimo, sistemi radar e droni, riferisce Reuters. Con loro arriveranno agenti di intelligence e squadre per l’analisi forense degli esplosivi, ha precisato il portavoce militare della Nato, il colonnello americano Martin O’Donnell. Il bilancio che ha spinto la decisione: otto attacchi in ottobre nel Mar Nero occidentale, due navi affondate, almeno 23 marinai morti o dispersi.L’ultimo episodio risale alla settimana scorsa, quando droni hanno colpito e incendiato due chimichiere al largo della costa romena: sette marinai risultano dispersi. Il 13 ottobre la cargo HS Dignity, diretta al porto romeno di Braila, era affondata davanti al villaggio bulgaro di Krapets con 11 uomini a bordo mai ritrovati. Il 17 ottobre due caccia F-16 romeni hanno abbattuto due droni entrati nello spazio aereo nazionale a 13 miglia da Sulina, alla foce del Danubio. Il ministero della Difesa di Bucarest li ha poi identificati come droni d’attacco a reazione della famiglia Geran, la versione russa degli Shahed di progettazione iraniana.La Nato non ha attribuito gli attacchi a nessuno. «Abbiamo già rafforzato la nostra postura lungo il fianco orientale, anche con capacità anti-drone», ha scritto su X la portavoce principale dell’Alleanza, Allison Hart: «Continueremo a restare uniti e a garantire di essere pronti ad affrontare qualsiasi minaccia e a tenere al sicuro il nostro miliardo di persone». Gli analisti militari sentiti dall’agenzia dicono che i droni sono quasi certamente russi.Sofia e BucarestPiù esplicite le due capitali rivierasche. Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha annunciato lui stesso l’arrivo del Poseidon, chiesto alla Nato il 16 ottobre, e ha detto di attendersi «ulteriore assistenza». Dopo l’affondamento della HS Dignity aveva definito l’attacco «assolutamente inaccettabile», aggiungendo che il suo esito «avvantaggia la Federazione Russa», senza un’accusa formale. La Bulgaria ha convocato l’ambasciatrice russa, ha aperto un’indagine per crimine di guerra e schiererà altri due sistemi di droni e nuovi missili sulla costa, ha detto il ministro della Difesa Dimitar Stoyanov.Il presidente romeno Nicusor Dan, a Bruxelles per un incontro con Radev e con il segretario generale Mark Rutte, è andato oltre: «È ovvio che si tratta di tentativi della Russia, in Romania e in Bulgaria, di destabilizzare le nostre società e ridurre il sostegno all’Ucraina». Il suo ministro della Difesa ad interim, Radu Miruta, ha chiesto un comando militare congiunto degli Stati Nato del Mar Nero, e Bucarest si è detta pronta a ospitarlo sulla propria costa dal 2028. Oggi l’unica struttura comune è il gruppo contromine messo in piedi da Turchia, Romania e Bulgaria nel 2024.Mosca non ha rivendicato nulla. L’ambasciatrice russa a Sofia, Eleonora Mitrofanova, ha detto di non avere informazioni su un coinvolgimento russo e ha ipotizzato una provocazione di terzi. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, citato dall’agenzia di Stato Tass, ha presentato gli attacchi in mare come una ritorsione: «La parte ucraina ha cominciato a colpire le nostre navi mercantili, le nostre petroliere, e a distruggere navi mercantili turche con i droni. E questo ha provocato azioni di ritorsione da parte della Russia». Il quotidiano russo Izvestia, citando una fonte diplomatica, lamenta invece l’aumento dei voli di ricognizione alleati dalla base romena di Costanza, i cui dati finirebbero «al regime di Kiev».Per Alex Kokcharov, analista di Bloomberg Economics per l’Europa orientale, «Romania e Bulgaria vengono sempre più trascinate nelle conseguenze di sicurezza della guerra russa contro l’Ucraina, nonostante la loro netta preferenza per la diplomazia e per evitare qualsiasi confronto diretto con Mosca». Alcuni alleati, scrive il Washington Post, si chiedono se Vladimir Putin stia cercando un’escalation per misurare la tenuta del sostegno a Kiev. Il tratto di mare colpito è la via d’uscita del grano ucraino, e finché Mosca tace la partita si gioca sul costo di tenerla aperta per due Paesi che in guerra non sono.Il Poseidon era arrivato a Varna con il transponder acceso: la piattaforma di tracciamento aereo ADS-B Exchange lo aveva registrato in volo dalla Sicilia due giorni prima che Radev ne annunciasse la missione.