IL CAIRO — Che cosa chiede davvero Riad al Cairo? La domanda è rimasta senza risposta nell’aula del Parlamento egiziano, che ha rinviato al 26 ottobre il voto sulla richiesta del presidente Abdel Fattah al-Sisi di inviare forze in Arabia Saudita, bersaglio dei missili Houthi da dieci giorni. Mentre il Cairo prende tempo, oggi Londra ha annunciato l’invio di caccia Typhoon nel regno e Riad ha rinviato al 2027 il suo «Davos nel deserto».Sisi aveva avanzato la richiesta sabato, a una cerimonia di laurea dell’Accademia militare: «L’Egitto prenderà qualsiasi misura richiesta dall’Arabia Saudita per proteggerla e difenderla». La Costituzione esige però i due terzi della Camera, circa 398 voti su 596, per una missione di combattimento all’estero. Dopo due sedute a porte chiuse, domenica e lunedì, il presidente dell’assemblea Hesham Badawy ha aggiornato i lavori senza votare: circa 300 deputati si erano iscritti a parlare.La prima domanda riguarda il perimetro della missione. Il Partito socialdemocratico egiziano, una dozzina di seggi, ha ordinato l’astensione: mancano informazioni su «portata, costi e rischi» dell’operazione e sulle misure «per proteggere le forze egiziane», anche se due suoi deputati hanno detto all’AFP che la maggioranza del gruppo è favorevole. Il Partito della Costituzione chiede obiettivi e limiti scritti. Sisi aveva risposto in anticipo: «Non parlo di affrontare o attaccare nessuno. Parliamo soltanto di difesa».La seconda è se una richiesta saudita esista davvero. Né il Cairo né Riad hanno confermato un’istanza formale; il Consiglio di Difesa Nazionale, riunito domenica da Sisi, ha promesso «tutte le forme di sostegno necessarie e possibili» per i «luoghi santi dell’Islam». Il quotidiano libanese Al-Akhbar, vicino a Hezbollah, scrive che militari egiziani sarebbero già nel regno da settimane, senza partecipare a operazioni in Yemen. Il Cairo non ha commentato.La terza domanda è il prezzo di un no. Un deposito saudita di 5,3 miliardi di dollari presso la banca centrale egiziana scade questo mese, riferisce Reuters, e le entrate del Canale di Suez dipendono dalla sicurezza del Mar Rosso; a luglio due navi gasiere sono state attaccate da droni nel porto mediterraneo di Damietta. La partita del Cairo è incassare il credito di Riad senza mettere un soldato in Yemen. Per Samir Ragheb, generale in congedo e analista strategico egiziano, la posta è più larga: «L’Egitto non difenderà il regno dagli Houthi. La minaccia è molto più grande: l’Iran, le milizie irachene e le cellule dormienti dentro il regno stesso». E aggiunge: «Se vuoi essere un attore regionale, devi avere un ruolo. Altrimenti perdi il posto al tavolo».La lettera degli HouthiGli Houthi si sono rivolti non a Sisi ma al Parlamento. Yahya al-Raei, presidente dell’assemblea di Sanaa che la comunità internazionale non riconosce, ha scritto al suo omologo egiziano che un intervento «rappresenterebbe un grave pericolo per la sicurezza nazionale» dell’Egitto, ha accusato Riad di «aggressione e assedio contro lo Yemen da oltre dodici anni» e ha chiesto al Cairo «una posizione coraggiosa». Il richiamo degli Houthi è alla campagna egiziana in Yemen degli anni Sessanta, che evocano come precedente disastroso; l’ultimo grande dispiegamento terrestre egiziano all’estero resta la guerra del Golfo del 1991.Sul terreno l’attacco più grave resta quello del 10 ottobre all’aeroporto internazionale King Khalid di Riad: 13 morti e oltre 300 feriti secondo le autorità saudite, scalo chiuso per una settimana. Il regno conta almeno 18 morti in tutto; la scorsa settimana è stata colpita anche la sede di Aramco a Dhahran. La coalizione guidata da Riad ha risposto con raid su Sanaa, mentre gli Houthi assediano Taiz e minacciano lo stretto di Bab al-Mandab.Chi difende Riad, dunque? A settembre Donald Trump ha respinto la richiesta saudita di attacchi americani contro gli Houthi, limitandosi a intelligence e assistenza nella scelta dei bersagli. Il ministro della Difesa britannico Wes Streeting ha precisato oggi che i Typhoon voleranno «in un ruolo difensivo», senza colpire lo Yemen: l’attacco all’aeroporto «mostra fino a dove gli Houthi sono disposti a spingersi». Il patto di difesa con Turchia e Pakistan è attivo dal 5 ottobre, ma il combattimento, ha detto il ministro della Difesa pakistano, «lo conducono in pratica le forze saudite stesse».Nella capitale saudita gli uffici pubblici lavorano da casa fino a giovedì e il Kingdom Centre, la torre di 99 piani che ospita l’ufficio regionale del Fondo monetario internazionale, ha chiesto ai dipendenti di non presentarsi. Il Future Investment Initiative, la fiera finanziaria che attendeva dal 26 ottobre Larry Fink di BlackRock e David Solomon di Goldman Sachs, è slittato al 2027: la scelta, ha detto l’amministratrice dell’istituto, «nasce da un profondo impegno verso i nostri partner». Quel 26 ottobre, mentre a Riad doveva aprirsi la fiera, il Parlamento del Cairo voterà.