La più grande catena di librerie della Corea rifiuta un ordine da 100mila libri per timore dell'IA

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La più grande catena di librerie della Corea del Sud, Kyobo Book Centre, ha respinto un ordine da 100.000 libri arrivato da un'azienda straniera con cui non aveva mai lavorato. La richiesta era insolita: una copia per ciascun titolo, senza indicare argomenti o generi. Nel settore editoriale coreano cresce il sospetto che volumi acquistati così servano ad addestrare modelli di intelligenza artificiale, riporta il Korea Herald.Kyobo ha chiesto chi fosse il destinatario finale dei libri, ma l'azienda si è limitata a indicare una "data company", spiegando che il contratto le impediva di fornire altri dettagli. "Abbiamo dovuto rifiutare l'ordine perché l'azienda che lo ha effettuato non era il destinatario finale", ha spiegato un funzionario della catena. Il nome e il Paese dell'acquirente non sono stati resi noti.Una decina di richieste dall'esteroSecondo il Korea JoongAng Daily, dall'inizio del 2026 circa dieci aziende straniere, in gran parte statunitensi, hanno contattato Kyobo con richieste simili. Alcune hanno negato che i libri fossero destinati all'IA, altre hanno indicato come destinatario un'azienda del settore dei dati. Ad agosto una società con sede in Arizona ha chiesto grandi quantità di libri usati anche al reparto dell'usato di Yes24 e alla libreria Seoul Book Bogo.Il direttore di Seoul Book Bogo, Kim Su-hyeon, ha un'ipotesi: "Sospetto che le aziende di IA abbiano finito di addestrare i loro modelli sui libri nuovi". Ordini massicci di libri usati sono stati segnalati anche in Germania e a Jimbocho, il quartiere dei librai di Tokyo.Il vuoto normativoLa Korean Publishers Association avvierà un'indagine presso librerie, rivenditori dell'usato e distributori sui tentativi di acquisto in blocco. Chiederà inoltre a governo e Assemblea nazionale di rafforzare la tutela del diritto d'autore sui libri. In Corea un emendamento del 2023 che prevedeva il consenso degli autori per l'uso delle opere nell'addestramento dell'IA non è stato approvato. "Siamo in un vuoto normativo", ha detto al JoongAng Daily Park Jeong-in, ricercatrice della Duksung Women's University.Il professor Seo Yong-seok, del Kaist, parla di "imperialismo dei modelli di IA": "La Corea sta di fatto passando da produttrice di conoscenza a fornitrice di conoscenza grezza e consumatrice di servizi di IA".