Apple blocca il tracciamento invisibile che usa la vostra email per la pubblicità: lo stop arriva con Safari in iOS 27

Wait 5 sec.

Apple blocca il tracciamento invisibile che usa la vostra email per la pubblicità: lo stop arriva con Safari in iOS 27Apple chiude un’altra porta al tracciamento pubblicitario sul web. Con iOS 27, iPadOS 27, macOS 27 e visionOS 27, Safari e WebKit bloccano i servizi di “identity resolution”, una tecnica con cui alcune aziende raccolgono in modo invisibile l’indirizzo email che inseriamo nei siti e lo trasformano in un identificativo per seguirci da un sito all’altro, e perfino da un dispositivo all’altro. Il blocco era già attivo, ma solo ora Apple ha spiegato nel dettaglio cosa fa e perché, in un post sul blog di WebKit.Su iPhone ed iPad la protezione non riguarda solo Safari: WebKit è il motore su cui si basano tutti i browser, quindi vale anche per Chrome e per le altre app che navigano sul web.Cos’è l’identity resolutionApple blocca i cookie di terze parti in Safari da sei anni, ed è stato un passo avanti importante per la privacy. L’industria del tracciamento, però, si è adattata, e nella cosiddetta era “post-cookie” ha trovato un’alternativa: invece di un cookie, usa il nostro indirizzo email.Il meccanismo, come lo descrive Apple, funziona così. Quando accediamo ad un sito o ci iscriviamo ad una newsletter, uno script di un’azienda terza, presente nella pagina ma invisibile, raccoglie l’indirizzo email e lo invia ai suoi server. Lì viene creato un identificativo di tracciamento legato in modo permanente a quell’indirizzo, che torna al sito e da quel momento può essere usato per qualsiasi scopo: costruire un profilo della nostra navigazione o mostrarci pubblicità mirata su siti diversi. Uscire dall’account o disiscriversi dalla newsletter non cancella né l’identificativo né l’email salvata dall’azienda terza.Col tempo, ogni accesso ed ogni modulo compilato con dati personali arricchisce questo profilo, che nel settore si chiama identity graph. Il punto, per Apple, è che l’email è un dato che quasi tutti usano per anni, se non per decenni, ed è quindi un identificativo unico e stabile, molto più di un cookie: permette di seguire una persona anche quando cambia dispositivo. E chi lascia la propria email per leggere una newsletter non si aspetta che finisca ad un’altra azienda per scopi completamente diversi.Leggi ancheCon iOS 26, Safari attiverà di default la protezione anti-fingerprinting avanzata30 Lug 20250 CommentiCosa fa Safari con iOS 27Le aziende che offrono questi servizi non sono provider di accesso né servizi di newsletter: secondo Apple “sono lì solo per tracciarvi”. Con le versioni 27 dei sistemi operativi, Safari e WebKit bloccano le connessioni verso la loro infrastruttura, impedendo che l’indirizzo email arrivi ai loro server. Il blocco avviene a livello di dominio: non basta cambiare la struttura della richiesta per aggirarlo.Apple precisa che la personalizzazione fatta direttamente da un sito, con i dati dei propri utenti, non è tracciamento e non viene toccata. Il problema nasce quando c’è un intermediario esterno che incrocia i dati raccolti su siti, dispositivi ed aziende diverse.Chi è abbonato ad iCloud+ può aggiungere un ulteriore livello di protezione con Nascondi la mia email, che genera un indirizzo casuale e diverso per ogni sito, mentre i messaggi continuano ad arrivare nella casella di posta vera.Chi è stato bloccato, e cosa cambia per la pubblicitàApple non ha pubblicato un elenco, ma all’inizio di ottobre il settore pubblicitario si è accorto che i domini di diverse aziende che offrono identificativi alternativi ai cookie avevano smesso di funzionare, senza alcun preavviso. Fra queste, riporta Business Insider, ci sono The Trade Desk, LiveRamp, ID5, Permutive ed Audigent. Nella prima fase il blocco aveva impedito a The Trade Desk perfino di mostrare pubblicità nei browser di Apple; pochi giorni dopo Apple ha ripristinato il dominio che serve gli annunci, lasciando bloccato il suo identificativo pubblicitario, Unified ID 2.0.La tecnica è molto diffusa: uno studio accademico pubblicato a settembre, che ha analizzato 600.000 siti per 41 mesi, ha rilevato che a maggio 2025 l’83,76% di quei siti usava identificativi alternativi. Per chi fa pubblicità, man mano che gli utenti installano iOS 27, il pubblico raggiungibile si restringe: gli addetti ai lavori si aspettano campagne più costose, meno controllo su quante volte una persona vede lo stesso annuncio e più difficoltà nel misurarne i risultati. Potrebbe guadagnarci chi non ha bisogno di questi identificativi perché ha già milioni di utenti con un account, come Meta e Google.Restano anche delle domande aperte. Apple non ha spiegato con precisione quali criteri usa per considerare un’azienda un fornitore di identity resolution, ed ha già dimostrato di poter aggiungere nuovi domini senza avvisare. Secondo AdExchanger, testata specializzata in pubblicità online, l’azienda avrebbe preparato anche una lista più ampia, in grado di bloccare potenzialmente centinaia di società di pubblicità, marketing e dati.La linea di Apple: prima gli utentiNel post, Apple rimanda alla sua politica contro il tracciamento, che ammette apertamente come questi blocchi possano avere effetti indesiderati, ad esempio sui siti che si finanziano con la pubblicità mirata o sulla misurazione delle campagne. La scelta, però, è dichiarata: davanti ad un compromesso, Apple dà “di solito la priorità ai benefici per gli utenti” rispetto alle pratiche attuali dei siti. Ed i tentativi di aggirare le protezioni vengono trattati “con la stessa serietà dello sfruttamento di vulnerabilità di sicurezza”, con la possibilità di aggiungere nuove restrizioni senza preavviso.È l’ultimo capitolo di una partita che va avanti dal 2017, quando Apple ha introdotto in Safari la prevenzione intelligente del tracciamento: ad ogni nuova protezione, l’industria pubblicitaria ha sviluppato una contromisura. Apple lo riconosce nel suo post: bloccare i cookie fra siti non basta più, perché chi traccia gli utenti non ha mai smesso di provarci.Leggi ancheApple mette in sfida Safari contro Chrome in una nuova campagna che ricorda quella dei Mac contro i PC [Video]13 Ott 20264 Commenti