Non ci fu corruzione: tutti assolti in Appello per lo stadio della Roma a Tor di Valle

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Mar, 20 Ott 2026Dopo anni di processo, la Corte d’Appello cambia la sentenza di primo grado sul progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle.DiRedazioneCondividi l'articolo(Foto: rendering del progetto)La Corte d’Appello di Roma ha rivisto le condanne sul caso del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle (il progetto nato durante la gestione Pallotta e mai venuto alla luce), assolvendo diversi imputati. Dopo circa tre ore di camera di consiglio, i giudici della terza sezione hanno assolto Marcello De Vito, ex presidente dell’Assemblea Capitolina, con la formula «perché il fatto non sussiste». In primo grado era stato condannato a 8 anni e 8 mesi. Sono stati assolti con la stessa formula anche l’avvocato Camillo Mezzacapo e Luca Lanzalone, che avevano ricevuto rispettivamente una condanna di 9 e 3 anni.Cambia anche la pena per l’imprenditore Luca Parnasi, che passa da due anni a tre mesi. Assolti Gianluca Bardelli e Giuseppe Statuto. Per Giulio Centemero, ex tesoriere della Lega, e Andrea Manzoni è invece stata riconosciuta la prescrizione. Per quanto riguarda Adriano Palozzi la sua pena è stata ridotta da un anno e 10 mesi a 8 mesi.In primo grado erano già stati assolti Francesco Bonifazi, ex tesoriere del Pd, Gianluca Talone, Domenico Petrolo, Fortunato Pititto, Fabio Serini, Claudio Santini, Francesco Prosperetti, Davide Bordoni e l’ex assessore regionale Michele Civita.Al centro del processo c’erano presunti episodi di corruzione, traffico di influenze e finanziamento illecito. Secondo la Procura, l’imprenditore Parnasi avrebbe cercato di favorire i propri affari attraverso rapporti con esponenti politici di diversi partiti. Gli inquirenti avevano descritto questo sistema come un metodo per ottenere vantaggi per le proprie attività. La sentenza d’Appello ha però cambiato in modo netto il quadro delle responsabilità stabilito in primo grado.In aula era presente anche De Vito, che durante le indagini aveva trascorso otto mesi in carcere. Dopo la sentenza, l’ex presidente dell’Assemblea Capitolina si è espresso così: «C’è grande felicità – ha commentato visibilmente emozionato – oggi finalmente è stata fatta giustizia. Sono stati sette anni durissimi, dopo otto mesi di detenzione mentre facevo il presidente dell’Assemblea Capitolina a Roma come cittadino più votato».De Vito ha poi raccontato quanto questa vicenda abbia pesato sulla sua vita. «Sono stati sette anni che mi hanno distrutto la vita politica e professionale, ma la mia famiglia è stata fondamentale. Oggi finisce un incubo, un calvario. Una grande soddisfazione contro chi mi aveva condannato e in particolare i miei ex colleghi di partito che mi avevano dato per morto».Anche l’avvocato Francesco Petrelli, che ha difeso Mezzacapo insieme a Fabio Frattini, ha commentato la decisione: «Già la corte di Cassazione in sede cautelare aveva severamente censurata la impostazione dell’indagine con la quale erano stati criminalizzati i contatti fra imprenditori e politica».Petrelli ha poi aggiunto: «Questa sentenza è importantissima perché fa giustizia di una decisione che era evidentemente errata in fatto e in diritto e soprattutto riconosce la fondatezza delle ragioni che avevamo sin dall’inizio sostenuto in difesa del collega».Developed by 3x1010