Fiorentina: due società per gestire il Franchi e naming rights in vendita

Wait 5 sec.

Mar, 20 Ott 2026Un modello di business insolito in Italia e che ha anche creato alcune tensioni con il Comune di Firenze.DiRedazioneCondividi l'articoloLo stadio Artemio Franchi (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)Nella proposta di project financing della Fiorentina, approvata ieri dal Comune di Firenze, sono previste due diverse società per gestire la questione stadio Artemio Franchi. I nomi non sono specificati, visto che la loro creazione è attesa nelle prossime settimane, ma quello che viene indicato è che una si occuperà della gestione sportiva (Team Co.) e l’altra degli aspetti prettamente commerciali (Stad Co.).Come riporta l’edizione odierna della Repubblica-Firenze, si tratta di un modello gestionale se non unico raro, che ovviamente non è vietato dalle normative italiane, ma che sicuramente appartiene più al modello di business statunitense. Sicuramente, questo modello ha portato nei giorni scorsi diverse tensioni tra il Comune e i rappresentanti della Fiorentina soprattutto dal punto di vista legale e finanziario.Il sistema della doppia società, infatti, per quanto comune a livello imprenditoriale porta con sé dei rischi per il soggetto regolatore, in questo caso il Comune di Firenze che dà in concessione lo stadio. In concreto, da quanto viene previsto dal project financing, a gestire lo stadio sarà la società commerciale, che pagherà a sua volta un affitto formale all’altra società, quella sportiva, che probabilmente sarà quella che prenderà la concessione ufficiale.Uno degli aspetti al centro delle tensioni fra club e Comune ha riguardato la destinazione finale dei ricavi da stadio che spetteranno alla Fiorentina. Infatti, nell’accordo fra le parti viene definito come gli extraprofitti, cioè i ricavi oltre la quota stimata dal Piano economico finanziario (Pef) del project che deriveranno alla Fiorentina dal Franchi (sky box, spazi commerciali, concerti, noleggio auditorium, ristoranti), dovranno essere divisi metà e metà con meccanismo di profit sharing. E un sistema a doppia società impone al Comune di aver strumenti di controllo adatti che possano verificare i bilanci delle due realtà gestionali.Secondo alcune indiscrezioni visto che le cifre stimate non sono state condivise, la Fiorentina prevede di incassare una cifra annuale dallo stadio molto più alta dei 25 milioni di euro stimati in un primo momento dal Comune nel Pef redatto però quando Palazzo Vecchio ipotizzava di essere l’unico attore in campo per la ristrutturazione del Franchi, e quindi ben prima dell’approvazione avvenuta ieri del project financing del club gestito dalla famiglia Commisso.I presunti ricavi viola sono calcolati contando 29 partite in casa a stagione (campionato più quarti di finale di una coppa europea e Coppa Italia) per una cifra che oscilla fra i 5 e i 10 milioni annui. A cui poi andranno sommati i ricavi da ticketing e dai diritti televisivi provenienti dalla Serie A e soprattutto dall’UEFA.Poi c’è il capitolo naming rights, cioè la concessione del nome dello stadio che andrà ad affiancare il Franchi. E poi sky box, negozi e ristoranti, anche di lusso: nel Pef, infatti, per gli allestimenti di queste aree la Fiorentina ha stimato di spendere 47 milioni quando il Comune ne immaginava la metà. Segno che si punterà, e molto ad aumentare significativamente i ricavi. E poi i concerti estivi, che per richiesta del Comune dovranno coprire almeno 20 giorni all’anno.Developed by 3x1010