AGI - Divinità festeggiate in Africa, fantasmi coi quali stringere patti nella mafia nigeriana. Luce e ombra. Sfruttando la religione del vudù la criminalità africana fa montagne di soldi e schiere di schiavi. A gennaio 2027, a partire dal 10 e per 15 giorni l’antico culto sarà celebrato in tutto il Benin, suo paese natale. In italiano il credo è noto come vudù. Stando agli studiosi, invece, nel continente nero ha molti nomi: vodu, vodoun, voudou o voodoo. Significato del termine: “genio” o “spirito protettore”. “Si fonda su un’alleanza tra uomo e divinità - scrive l’antropologo Marco Aime sulla rivista ‘Africa’ - L’uomo offre preghiere e doni al dio il quale manifesta la sua presenza e la sua protezione al fedele”. L’evento è atteso anche nei Paesi confinanti (Togo, Nigeria, Burkina Faso e Niger) e in quelli dell’area del Golfo di Guinea (Camerun, Ghana e Costa d’Avorio). Già si organizzano tour turistici.Il vudù fa rima con mafia nigeriana“L’impatto più forte con le tradizioni magiche – spiega l’Ambasciata africana - si avrà visitando la città portuale di Ouidah”: luogo che lo scrittore britannico Bruce Chatwin ha usato per dare il titolo a uno dei suoi libri: “Il viceré di Ouidah”. Ma c’è il lato oscuro. In tutto l’Occidente il vudù fa rima con mafia nigeriana. È divisa in quattro “secret cults”, confraternite comparse nella metà del secolo scorso all’interno delle università (sul modello americano) per combattere il razzismo. E nel tempo sono diventate temibili gruppi criminali. I principali: Maphite, Black Axe, Supreme Eiye e Vikings.La sentenza della CassazioneMettendo insieme religione e criminalità – e prendendo spunto dalla liturgia delle mafie “Made in Italy” – l’intera organizzazione è diventata molte cose. Prima di tutto spaventosa. Lo dice la Cassazione in una sentenza che ha lasciato il segno nella giurisprudenza. È la numero 48350 del novembre 2008: “I riti – hanno scritto i giudici - talvolta malefici e stranianti, terrorizzano la persona che ne è oggetto, soggiogandone irreversibilmente la volontà”. Aggiungendo del macabro più avanti: “Di esperienza religiosa vudù - conclude la Corte suprema - è la possessione, l'invasamento… cerimonie di iniziazione che si accompagnano ai temibili riti di magia nera, come ‘l'invio dei morti’ e la trasformazione dell’anima di un defunto in ‘morto vivente’ (o zombi)”. Roba da film di Hollywood.Il sacro è la porta di accesso al sodalizio criminale e si oltrepassa col rito che sembra di passaggio all’inferno. Per dare un’idea di quanta angoscia susciti, significative le dichiarazioni di un pentito, un nigeriano ex affiliato che ha contribuito parecchio all’inchiesta “Maphite” conclusa nel luglio 2019 da Polizia di Stato e Polizia locale di Torino. Perché ha scelto di collaborare? Soffriva di crisi di persecuzione a seguito del rituale cui era stato sottoposto. Infatti, le cerimonie celebrate dai cosiddetti sacerdoti juju sono violente e suggestionano.È tutto nei verbali. L’adepto viene spogliato, gettato a terra, frustato e costretto a bere bevande a base di sangue e alcol. L’evocazione dello spirito suggella il patto di fedeltà e paventa la morte a chi lo viola. La funzione da brividi serve pure per assoggettare le ragazze reclutate, soprattutto a Benin City, capitale dello Stato di Edo, in Nigeria. Si garantisce loro un lavoro in Europa, invece vengono costrette a prostituirsi. “Attraverso il rito magico - spiega il Servizio analisi criminale (Sac) del ministero dell’Interno in un focus sul fenomeno del dicembre 2020 - le povere vittime giurano fedeltà. Ogni trasgressione verrà punita con la violenza o addirittura con la morte, propria o dei familiari”. I costi di viaggio, alloggio, indumenti e altro sono a carico della ragazza. Possono raggiungere la cifra di 50-70 mila euro, che chiaramente dovrà ripagare lei.Insomma, sacro e crimine sono un affare da pauraPiù volte le autorità religiose nigeriane sono intervenute a difesa delle giovani e contro i ciarlatani che col vudù fanno soldi a palate. Nell’agosto scorso, l’ultima voce a sollevarsi è stata quella del presidente del “Comitato per i riti vodun”, Mahougnon Kakpo, apparso su “La Novelle tribune” - giornale d’informazione del Benin - chiedendo la creazione di un Ordine nazionale della “professione”. Nel maggio di otto anni fa celebre l’uscita dell’attuale sovrano del Regno del Benin, nello Stato di Edo (Nigeria): ha lanciato una maledizione su chiunque agevoli la migrazione illegale all’interno del suo dominio.La mafia nigeriana è diventata anche potenteNegli Usa, l’Ufficio federale di investigazioni (Fbi) la descrive come “il più importante tra i gruppi criminali transnazionali africani. Opera in oltre 80 paesi del globo, inclusi gli Stati Uniti”. A casa nostra, un esempio di quanto sia esteso il malaffare nigeriano lo ha fornito l’operazione “Viola” di carabinieri del Raggruppamento operativo speciale, Squadra mobile di Napoli, Guardia di finanza di Roma e Interpol. È stata scardinata “un’associazione per delinquere articolata su più cellule presenti in Italia e all’estero: Ghana, Costa d’Avorio, Tunisia, Mali, Libia, Spagna, Francia, Germania, Austria e Turchia”.I settori dove agisce la mafiaIl Sac (dove lavora personale di Polizia, Arma dei carabinieri, Guardia di finanza e Penitenziaria) specifica i settori dove la mafia agisce: “Traffico di droga, tratta di esseri umani, sfruttamento della prostituzione, estorsioni, rapine, falsificazione monetaria, reati contro la persona e il patrimonio, truffe e frodi informatiche, trasferimento fraudolento di denaro”. E anche traffico d’organi. In Italia l’organizzazione praticamente è presente da Nord a Sud, isole comprese. La mafia nigeriana è pure feroce. Alcuni esponenti sono finiti nell’elenco italiano dei latitanti più pericolosi. Nel giugno 2022 uno di questi è stato trovato in Nigeria.Inoltre, i nigeriani segnano un record negativo anche nelle carceri: rientrano tra le prime dieci nazionalità di stranieri detenuti (dato del ministero della Giustizia aggiornato al marzo 2026). In ultimo, la mafia “nera” è ricca. Ogni anno muove un giro d’affari di miliardi di euro. I “cults” “hanno creato un reticolo di lobby di matrice etnico-religiosa”, scrive la Commissione parlamentare antimafia.Bilanci ufficiali non esistonoNel Rapporto sul 2025 l’Unità di informazione finanziaria di Bankitalia ha sottolineato che, grazie alla collaborazione con un ufficio gemello del Nord Europa, sono stati scoperti “casi di frodi informatiche ai danni di soggetti esteri, perpetrate da italiani e nigeriani residenti in Italia”. Attività illegale assai redditizia resa nei dettagli nel report dello stesso Ufficio nel 2020. “L’analisi aggregata di 87 segnalazioni riferite a 1.324 carte prepagate, intestate a 1.124 soggetti diversi – ha osservato l’Unità - ha evidenziato una peculiare modalità operativa utilizzata da associazioni criminali, costituite perlopiù da soggetti di origine nigeriana, per riciclare in Africa rilevanti proventi illeciti generati da: frodi informatiche, contrabbando, sfruttamento della prostituzione, traffico di armi, droga e di esseri umani”. Sacro, crimine e affari.