Ranucci, la bomba diventa un affare editoriale: “Arriva il libro su Lavitola”

Wait 5 sec.

Sigfrido Ranucci perde Report, ma non sembra avere alcuna intenzione di rinunciare alle sue inchieste. Lo sappiamo, il giornalista è pronto a ripartire da Rainews24, la testata nella quale aveva lavorato prima di approdare alla trasmissione di Rai3. Ma non è tutto. Perché mentre prepara il ritorno sul piccolo schermo, lavora anche a un libro destinato a riaccendere i riflettori su una delle vicende più controverse degli ultimi mesi: il rapporto con Valter Lavitola, l’amico fraterno finito in carcere dopo aver ammesso di essere il mandante dell’attentato dinamitardo. Una storia che continua a riservare sorprese, tra amicizie ingombranti, affari, intercettazioni e interrogativi ancora senza risposta.A rivelare i nuovi progetti dell’ex volto di Report è Il Foglio, che racconta di un Ranucci intenzionato a ricostruire una sorta di versione ridotta della sua vecchia trasmissione all’interno di Rainews24. Il progetto ruoterebbe attorno a “Spotlight“, uno spazio dedicato alle inchieste, con un appuntamento settimanale. Insomma, tolto dalla guida del programma che conduceva dal 2017, il giornalista potrebbe ritrovarsi a fare sostanzialmente lo stesso mestiere, cambiando soltanto redazione e contenitore televisivo. Con buona pace di chi immaginava il suo trasferimento come un ridimensionamento definitivo.La scelta è arrivata dopo settimane di polemiche e una battaglia giudiziaria tutt’altro che conclusa. La Rai aveva offerto a Ranucci tre possibilità: un incarico al Tg3, la corrispondenza dal Cairo oppure la vicedirezione di Rainews24 con delega agli approfondimenti. Il giornalista ha optato per quest’ultima soluzione, annunciando personalmente la decisione sui social. “Dopo giorni tormentati ho scelto di tornare a Rainews, il porto da cui ero salpato prima di approdare a Report”, ha spiegato, ricordando gli anni trascorsi nella testata fondata da Roberto Morrione e le inchieste realizzate prima della chiamata di Milena Gabanelli.Un ritorno alle origini, almeno nella ricostruzione dell’interessato. Ma anche un trasferimento che potrebbe riservare qualche grattacapo ai vertici di Viale Mazzini. Rainews rappresenta storicamente una delle roccaforti dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai spesso protagonista di durissimi scontri con l’azienda. Da quella redazione proviene anche Vittorio Di Trapani, già segretario dell’Usigrai e oggi presidente della Federazione nazionale della stampa. L’arrivo di Ranucci, dunque, potrebbe rafforzare ulteriormente una componente sindacale particolarmente combattiva. Con il paradosso di una Rai che, nel tentativo di chiudere un caso, rischia di ritrovarsene un altro tra le mani.Del resto, l’uscita di Ranucci da Report non è stata indolore. E la storia dell’amicizia tra Ranucci e il faccendiere è tutt’altro che un dettaglio secondario. L’esplosione del 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione del giornalista, nella zona di Pomezia, aveva inizialmente alimentato diverse ipotesi sul possibile movente. Le successive indagini della Procura di Roma hanno invece portato all’arresto degli esecutori materiali e, soprattutto, di Lavitola, che ha ammesso di aver commissionato l’azione. Secondo la sua ricostruzione, l’obiettivo sarebbe stato quello di proteggere l’amico e ottenere un rafforzamento delle misure di sicurezza. Una spiegazione a dir poco singolare, mentre gli investigatori hanno approfondito anche l’ipotesi di un progetto per favorire l’ingresso di Ranucci in politica. Sia chiaro: il giornalista risulta persona offesa nell’inchiesta e non sono emersi elementi che dimostrino una sua conoscenza preventiva del piano.Lavitola, del resto, non aveva mai nascosto le proprie ambizioni. Secondo quanto emerso dalle indagini, aveva immaginato per Ranucci un futuro politico, arrivando a commissionare un sondaggio sulla sua possibile candidatura. Un progetto che avrebbe consentito al faccendiere di ritagliarsi il ruolo di consigliere e intermediario. Davanti ai giudici del Riesame, tuttavia, Lavitola ha sostenuto che l’amico non avesse alcuna intenzione di candidarsi e che, anzi, fosse infastidito dalle sue continue proposte. Ha inoltre spiegato di cercare attraverso quell’amicizia una sorta di riabilitazione personale e sociale.Ma il rapporto non si esauriva certo nei progetti politici. C’erano le frequentazioni al Cefalù Bistrò, il ristorante romano di Lavitola, gli incontri con imprenditori e personaggi influenti, i consigli e le conversazioni sulle inchieste televisive. Il Corriere della Sera ha ricostruito anche il tentativo di acquistare l’immobile che ospitava il locale, operazione per la quale Ranucci avrebbe svolto un ruolo di mediazione con i proprietari, i costruttori Pulcini. E poi il capitolo dei carbon credit in Africa, gli interessi imprenditoriali di Lavitola e i contatti con soggetti finiti in passato sotto la lente di Report.Su questi e molti altri intrecci sono stati sollevati interrogativi pesanti. Ranucci, da parte sua, ha sempre respinto categoricamente l’ipotesi che Lavitola potesse influenzare il lavoro della trasmissione. “In generale non esiste nessuna inchiesta di Report condizionata da Lavitola”, aveva assicurato, sostenendo che i suoi collaboratori potessero confermarlo.Ed è proprio su questo terreno che si inserisce la novità del libro. Secondo Il Foglio, Ranucci starebbe lavorando a una ricostruzione personale della vicenda Lavitola, con particolare attenzione al rapporto tra i due e a quanto accaduto attorno al Cefalù. Un racconto che promette di offrire la versione del giornalista su un’amicizia diventata improvvisamente un caso giudiziario e mediatico.Un progetto editoriale, peraltro, era già stato annunciato ufficialmente. Il prossimo 17 febbraio 2027 Bompiani pubblicherà “Il bianco e il nero”, il nuovo volume di Ranucci dedicato alle ultime inchieste e agli avvenimenti che hanno segnato la sua esperienza professionale. Non è ancora chiarito se il racconto su Lavitola anticipato dal Foglio costituisca una parte di questo libro oppure un progetto distinto. La casa editrice ha comunque precisato che il giornalista è legato da un contratto di esclusiva fino al 2029. Leggi anche:Ranucci, da Re Sole ad “appestato” il passo è breveIl materiale, certamente, non manca. Dalla bomba davanti a casa alle ammissioni del presunto mandante, dalle confidenze tra amici ai progetti politici, passando per le polemiche interne alla Rai e l’addio alla conduzione di Report. Resta da capire quanto spazio sarà riservato ai passaggi più controversi, quelli che riguardano non soltanto Lavitola, ma anche la natura di un rapporto che nel tempo era diventato particolarmente stretto.Per il giornalista che ha costruito una carriera chiedendo spiegazioni agli altri, sarà un’occasione per rispondere alle domande che da mesi lo riguardano direttamente. Perché essere vittima di un attentato non significa dover rinunciare a raccontare la propria storia, naturalmente. Ma non cancella nemmeno il diritto di interrogarsi sulle frequentazioni, sui rapporti e sulle eventuali interferenze tra giornalismo e interessi privati.Nel frattempo, il futuro professionale sembra ormai delineato. Ranucci torna a Rainews, prepara nuove inchieste e lavora al suo libro. Report va avanti senza di lui, ma lui potrebbe ripartire con un altro Report. E mentre l’ex conduttore è pronto a tornare sotto i riflettori, rimane aperta la questione più delicata: quando arriverà il momento di raccontare fino in fondo l’amicizia con Lavitola, il giornalista delle domande scomode sarà altrettanto disposto a rispondere?Massimo Balsamo, 21 ottobre 2026L'articolo Ranucci, la bomba diventa un affare editoriale: “Arriva il libro su Lavitola” proviene da Nicolaporro.it.