Mer, 21 Ott 2026Il club modifica il progetto per recepire le prescrizioni della Soprintendenza: capienza ridotta e altezza allineata a quella dell’Auditorium. Ma restano alcuni nodi da sciogliere.DiRedazioneCondividi l'articoloUn rendering del progetto per lo stadio FlaminioLa Lazio rivede il progetto per il nuovo stadio Flaminio, con l’obiettivo di superare le criticità evidenziate dalla Soprintendenza e accelerare l’iter amministrativo per la riqualificazione dell’impianto. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, i progettisti incaricati dal club biancoceleste avrebbero raggiunto un’intesa informale di massima con le Belle Arti su alcune modifiche sostanziali: la capienza scenderebbe dagli iniziali 50mila posti a 47mila, mentre l’altezza complessiva dello stadio, copertura inclusa, verrebbe ridotta fino ad allinearsi a quella dell’Auditorium di Renzo Piano.Si tratta di interventi pensati per recepire le prescrizioni formulate dalla Soprintendenza nell’ambito della conferenza di servizi preliminare, conclusasi con un parere favorevole ma accompagnato da numerose condizioni. L’obiettivo è arrivare a una versione progettuale che possa ottenere il via libera degli enti competenti, prima di procedere con il riconoscimento del pubblico interesse da parte del Campidoglio.«La Società Sportiva Lazio ci ha informato di aver pronte le modifiche al progetto sullo Stadio Flaminio. Non appena Roma Capitale ci invierà per via ufficiale i documenti la Soprintendenza farà le sue valutazioni e una integrazione ai precedenti pareri», ha spiegato al quotidiano Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma.Il percorso amministrativo ha dunque subito un rallentamento rispetto alle previsioni estive, quando il passaggio in Giunta e successivamente in Consiglio comunale per la dichiarazione di pubblico interesse sembrava possibile già tra agosto e settembre. Il Comune ha invece preferito attendere una revisione del progetto, così da ridurre il rischio di contestazioni nelle fasi successive.Uno dei nodi principali riguarda l’inserimento della nuova struttura nel contesto urbano e architettonico circostante. Il Flaminio si trova infatti all’interno del cosiddetto Distretto del Contemporaneo, un’area che comprende, tra gli altri, il Foro Italico, la Farnesina, l’Auditorium, il Villaggio Olimpico, il Palazzetto dello Sport e il MAXXI. Da qui la richiesta di contenere l’altezza dell’impianto, armonizzandolo con gli edifici esistenti.Il nodo della copertura e la tutela dello stadio originaleUn’altra questione centrale riguarda la pensilina progettata da Pier Luigi Nervi, che copre la tribuna d’onore dell’impianto realizzato per le Olimpiadi di Roma del 1960. Nella proposta iniziale della Lazio era stata evidenziata la necessità di effettuare verifiche strutturali, considerando l’età della copertura e il deterioramento dovuto anche alla mancanza di manutenzione negli anni successivi alla chiusura dello stadio, avvenuta nel 2012.La Soprintendenza ha aperto alla possibilità di svolgere queste verifiche, precisando tuttavia che un eventuale abbattimento della pensilina dovrebbe essere autorizzato dalla Commissione regionale per il Patrimonio culturale del Lazio. Le simulazioni tecniche effettuate finora avrebbero evidenziato la necessità di rimuovere la copertura per ragioni di sicurezza. Per arrivare a una valutazione definitiva saranno però necessarie prove di carico, che non sono ancora state effettuate.A questo si aggiunge un’ulteriore prescrizione delle Belle Arti: il nuovo progetto dovrà consentire di rendere maggiormente visibile lo stadio originario di Nervi, che rimarrebbe all’interno della nuova struttura. Non sarà quindi sufficiente intervenire su altezza e capienza, ma sarà necessario rivedere anche alcuni aspetti architettonici per valorizzare l’impianto esistente.Il piano economico-finanziario e il confronto con il ComuneParallelamente alle modifiche progettuali, prosegue il confronto tra la Lazio e il Campidoglio sugli aspetti economici dell’operazione. Nelle ultime settimane si sarebbero svolti diversi incontri, alcuni dei quali con la partecipazione diretta del presidente biancoceleste Claudio Lotito. Al centro delle discussioni c’è il piano economico-finanziario (PEF), che dovrà definire la sostenibilità dell’investimento e le condizioni economiche dell’eventuale concessione dell’impianto.In particolare, restano da quantificare gli oneri di urbanizzazione da corrispondere al Comune e il canone concessorio. Su quest’ultimo punto, secondo il quotidiano, la Lazio punterebbe a contenere il più possibile l’esborso, considerando che l’intervento permetterebbe di recuperare uno stadio inutilizzato e in condizioni di forte deterioramento.Il Comune deve tuttavia tenere conto delle disposizioni che prevedono il pagamento di un canone da parte del concessionario. Il confronto resta quindi aperto, anche perché la normativa impone l’esame del PEF nell’ambito della conferenza di servizi relativa al progetto definitivo, mentre nella fase preliminare il Campidoglio ha scelto di affrontare la questione attraverso interlocuzioni dirette con il club.Mobilità e parcheggi: il piano per raggiungere il FlaminioTra gli altri aspetti ancora da definire figura quello della mobilità, particolarmente delicato per un impianto da 47mila spettatori collocato in una zona centrale della Capitale. Il progetto originario della Lazio prevede un numero limitato di parcheggi per le automobili nelle immediate vicinanze dello stadio, con una disponibilità maggiore di posti destinati alle motociclette. Per gestire l’afflusso dei tifosi, l’ipotesi è quella di istituire una sorta di ZTL in occasione delle partite e degli eventi, affiancata da un sistema di parcheggi esterni.In particolare, è prevista la realizzazione di un’ampia area di sosta a Tor di Quinto, oltre il Tevere, collegata al Flaminio attraverso un servizio di navette dedicate, sia all’andata sia al ritorno. Nel lungo periodo, il piano potrebbe beneficiare anche del potenziamento del trasporto pubblico. Un passaggio importante sarà l’apertura della fermata Auditorium della linea C della metropolitana, prevista per il 2036. Il nuovo collegamento si aggiungerebbe alla linea A e alla ferrovia Roma-Viterbo, accessibili dalla stazione Flaminio, alla fermata Euclide e al tram 2, rafforzando la rete di trasporto a disposizione degli spettatori.Resta infine da capire se il Campidoglio deciderà di avviare anche per il progetto della Lazio un dibattito pubblico, seguendo il percorso adottato per il nuovo stadio della Roma a Pietralata. In quel caso, dopo il riconoscimento del pubblico interesse, furono organizzati dieci incontri aperti alla cittadinanza, le cui conclusioni entrarono a far parte degli elementi da considerare nelle successive fasi progettuali.Developed by 3x1010