Mer, 21 Ott 2026Il patron del club fornisce ai pm dell’inchiesta per presunto aggiotaggio la sua ricostruzione di un eventuale disegno con la finalità di togliergli il controllo della società biancoceleste.DiRedazioneCondividi l'articoloClaudio Lotito (Photo by Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)Continuano a emergere ulteriori dettagli delle dichiarazioni fornite ai pm dal patron della Lazio, nonché senatore di Forza Italia, Claudio Lotito nell’ambito dell’inchiesta su presunte pressioni a carico dell’imprenditore per convincerlo a cedere il club biancoceleste.Come riporta l’edizione odierna di Repubblica, il 30 giugno 2026 le dichiarazioni di Lotito fanno nascere un verbale corposo che è fra gli atti dell’inchiesta per aggiotaggio del pm Lorenzo Del Giudice. Nel fascicolo compaiono i nomi degli indagati Luigi Bisignani, faccendiere e firma del quotidiano Il Tempo, Mauro Masi e Francesco Maiolini, presidente e AD della Banca del Fucino.Per l’accusa i tre avrebbero diffuso notizie false sulla vendita della Lazio per alterarne il titolo in Borsa. Nel frattempo, il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro dei dispositivi a Bisignani e Maiolini. Lo scopo, per Lotito almeno, è chiaro: sottrargli il controllo della Lazio. «C’è un pezzo di politica (…) ma c’è gente che c’ha interessi economici e c’è qualcuno che vuole costringermi a vendere a un prezzo vile», le parole di Lotito ai pm. «Ancora non si è palesato l’individuo interessato. Lo mantengono nascosto – continua il senatore di Forza Italia –. La Lazio è inscalabile. Chiamassero l’emiro, ma io poi dirò non mi interessa, non la vendo».Nel frattempo la contestazione nei suoi confronti da parte dei tifosi biancocelesti continua ancora oggi. «Non dovete andare allo stadio, perché le partite dovete venirle a vedere nei nostri pub – la ricostruzione che Lotito consegna ai pm in base a sua supposizioni –. Lì c’è sicuramente il beverage, il food e poi altra cosa che lei può immaginare di natura illegale». Il riferimento è allo spaccio e al sesso in un sistema nel quale «sono 80-90 persone che governano ‘sto processo. Il risultato? I pub guadagnano e si sono tutti sistemati».Nel mirino anche le diverse collette apparse sul web: «Io devo fare il mestiere suo, perché ho lo spirito venatorio», inoltre Lotito presume che l’iban diffuso per organizzare una protesta contro di lui porti direttamente a «una società commerciale che vende abbigliamento da tifo». E tra manifesti e aerei che portano striscioni di contestazione alla sua presidenza, chiede: «Chi paga e perché?».E poi nelle dichiarazioni di Lotito c’è anche il quotidiano Il Tempo, che dalle sue colonne non ha lesinato attacchi contro il patron. «Chi commissiona gli articoli sul Tempo? Un giornale che si prende la briga e la responsabilità di fare una campagna in modo continuativo tutti i giorni (…) ci sarà una finalità, non è più un fatto sporadico, c’è un disegno». Per chiedere spiegazioni, Lotito ammette di aver chiamato anche l’editore Giampaolo Angelucci, che conosce «da bambino». Il senatore riporta la sua risposta: «Questo è vergognoso, adesso prendo (…) Capezzone (il direttore, ndr). Questo qua non se deve permettere, tu sei amico di famiglia». E Lotito rivela che avrebbe potuto comprare il quotidiano: «Potevo fare l’abbinata con la Lazio».«A Roma essere presidente di un club di calcio, lo dico da senatore, ha una valenza importante perché ha un’interlocuzione con le istituzioni, a tutti i livelli», ha aggiunto Lotito che poi spiega la sua discesa in politica: Berlusconi gli avrebbe detto «tu mi devi andare a dare una mano perché sei una persona diversa». Poi l’elezione: «Catapultato in Molise, quindi non sapevo neanche che esistesse il Molise, vi dico la verità». «Do fastidio perché sono una persona un po’ libera», l’ultima frase resa ai pm da Lotito.Developed by 3x1010