Kasia Smutniak presenta Mustang: il ricordo di Pietro Taricone e il viaggio di Sophie

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Kasia Smutniak torna a parlare di Pietro Taricone attraverso un progetto profondamente personale. Alla Festa del Cinema di Roma 2026, l’attrice e regista ha presentato Mustang, il documentario che ripercorre oltre vent’anni di ricordi, viaggi e promesse. Al centro del racconto anche Sophie Taricone, la figlia della coppia, protagonista di un viaggio sulle tracce dei genitori.Il film, presentato alla ventunesima edizione della manifestazione, nasce da una storia cominciata nel 2003, quando Kasia e Pietro partirono insieme per una remota regione del Nepal. Un’esperienza che avrebbe segnato profondamente entrambi e che, dopo la scomparsa dell’attore nel 2010, avrebbe assunto un significato ancora più importante.Kasia Smutniak e Pietro Taricone: il viaggio in Nepal che ha cambiato tuttoTutto comincia nel 2003, quando Pietro Taricone propone a Kasia Smutniak di partire per il Mustang, una regione montuosa del Nepal al confine con il Tibet. I due affrontano il viaggio con uno zaino e una piccola videocamera, documentando paesaggi, incontri e momenti della loro vita insieme. Durante quell’esperienza conoscono una comunità locale e maturano il desiderio di tornare per contribuire concretamente alla tutela della sua cultura e al futuro dei bambini.Nel giugno del 2010, però, Pietro Taricone muore a soli 35 anni in seguito a un incidente di paracadutismo. Una perdita improvvisa che cambia per sempre la vita di Kasia e della loro figlia Sophie, nata nel 2004. La promessa fatta durante quel viaggio, tuttavia, non viene dimenticata. Negli anni successivi, Smutniak torna più volte in Nepal e, insieme a Kunzom Thakuri e alla comunità locale, contribuisce alla realizzazione della Ghami Solar School, inaugurata nel 2016. La scuola permette ai bambini della regione di ricevere un’istruzione regolare, diventando il risultato concreto di un progetto nato molti anni prima.Foto: IPA Marco Provvisionato/ipa-agency.netLOL Halloween Special debutta a Roma: il cast e le nuove regoleSophie Taricone e la videocamera del padre: il cuore di MustangA dare una nuova direzione al documentario è stata proprio Sophie Taricone, oggi 22enne. Cresciuta conoscendo l’impegno della madre in Nepal, la ragazza ha deciso a 19 anni di intraprendere il suo primo viaggio in solitaria verso il Mustang. Prima di partire, ha chiesto alla madre dove fosse finita la vecchia videocamera di Pietro. Un oggetto che custodiva le immagini dei viaggi dei genitori e che sarebbe diventato il filo conduttore del film. Sophie ha portato con sé la MiniDV del padre, utilizzandola per riprendere gli stessi luoghi visitati da Kasia e Pietro oltre vent’anni prima.Le immagini del 2003 si intrecciano così con quelle realizzate dalla ragazza nel 2024, costruendo un dialogo tra passato e presente. Sophie è anche la voce narrante del documentario, accompagnando lo spettatore attraverso una storia che appartiene alla sua famiglia, ma che racconta anche una comunità lontana. Per Smutniak, la decisione della figlia di recuperare la videocamera è stata determinante: dopo anni di riprese e tentativi di trovare la giusta struttura narrativa, ha finalmente individuato il punto di vista attraverso cui raccontare Mustang.foto: screenshot video instagram @lasmutniakFesta del Cinema di Roma 2026: Deva Cassel e i beauty look più belliKasia Smutniak sul dolore per Pietro Taricone: «Non credo nella pace»Nelle interviste rilasciate in occasione della presentazione del film, Kasia Smutniak ha affrontato anche il tema del lutto, spiegando perché non considera Mustang un documentario sulla tristezza. Parlando al Corriere della Sera, l’attrice ha dichiarato: «Davanti a un lutto non credo nella pace, ma piuttosto nella trasformazione». Per Kasia, il dolore non scompare necessariamente con il passare degli anni, ma può cambiare forma e trasformarsi in qualcosa che coinvolge altre persone.È proprio questa l’idea alla base del documentario: raccontare come una perdita possa convivere con nuovi progetti, relazioni e possibilità. L’attrice ha ammesso anche i dubbi legati alla scelta di condividere immagini tanto intime della propria vita. «Non so se ho mostrato troppo», ha confessato, riconoscendo quanto sia stato complesso rivedere i filmati privati della relazione con Pietro. Il montaggio, realizzato insieme a Marella Bombini e Ilaria Fraioli, ha richiesto un lungo lavoro, durante il quale Smutniak ha dovuto confrontarsi con ricordi personali e trovare la distanza necessaria per trasformarli in un racconto cinematografico.Foto: instagram @lasmutniakSofia Felicetti, la sosia di Anne Hathaway nel Diavolo veste Prada 2Mustang, la scuola in Nepal e il futuro della comunitàAccanto alla vicenda familiare, Mustang affronta anche le trasformazioni che stanno interessando la regione nepalese. Negli ultimi vent’anni, l’arrivo delle strade, dell’elettricità e di Internet ha modificato profondamente la vita della popolazione. Allo stesso tempo, lo spopolamento e i cambiamenti climatici stanno mettendo in difficoltà le comunità locali, compresa quella che ospita la Ghami Solar School.La scuola, che negli anni ha accolto numerosi bambini, rischia oggi di chiudere a causa della progressiva diminuzione degli alunni. È anche per questo che Smutniak ha sentito l’urgenza di completare il documentario, mostrando una realtà che continua a cambiare. Alla Festa del Cinema di Roma, accanto alla regista, erano presenti la figlia Sophie, il marito Domenico Procacci e Kunzom Thakuri, la donna nepalese con cui Kasia ha portato avanti il progetto educativo. Una presenza significativa per un film che, pur partendo dalla memoria di Pietro Taricone, racconta soprattutto i legami costruiti nel corso degli anni.Kasia Smutniak presenta Mustang: un nuovo capitolo della sua vitaDopo Mur, il documentario dedicato alla situazione dei migranti al confine con la Bielorussia, Kasia Smutniak torna alla regia con un’opera ancora più vicina alla propria esperienza personale. Questa volta, però, la storia attraversa tre generazioni e mette insieme immagini familiari, il percorso di crescita di Sophie e il futuro di una piccola comunità himalayana. «Ho aperto le porte sul personale ma anche chiuso un cerchio», ha raccontato l’attrice, sintetizzando il significato di un progetto che l’ha accompagnata per molti anni.Per Smutniak, Mustang non vuole essere soltanto un omaggio a Pietro Taricone, ma un racconto capace di trasmettere speranza attraverso le scelte e le azioni delle persone. Il documentario, prodotto da Fandango in associazione con Luce Cinecittà, arriverà nelle sale italiane il 23 novembre 2026, distribuito da Fandango. Un film che riporta sullo schermo immagini private di Pietro Taricone, ma soprattutto mostra come il viaggio iniziato insieme a Kasia nel 2003 abbia trovato una nuova continuazione negli occhi e nelle immagini della loro figlia Sophie.| Da Rumors.it