iPhone Duo, la migliore Recensione che vedrete: 11.000 piegature, test scientifici. La cerniera regga ma i compromessi sono altroveQuanto resiste davvero iPhone Duo? La piega dello schermo peggiora con l’uso? E come se la cava il pieghevole di Apple con batteria, temperature, fotocamere ed app? Sono le domande che ci siamo fatti tutti, ed è da qui che parte la videorecensione di MediaStorm, lo studio di Tim Pan, che ha messo alla prova il telefono con un approccio quasi da laboratorio: 11.000 piegature con un macchinario dedicato, una parte delle quali a -20°C, raggi X industriali, un microscopio a forza atomica, una testa microfonica per registrare gli altoparlanti ed un giro per la città per misurare il segnale 5G.Sono queste le grandi prove che rendono il tutto più oggettivo e scientifico possibile, senza azzerare le sensazioni personali, che di certo non mancano, ma basandole e supportandole con fatti reali e dimostrati.Il quadro che emerge è quello di un dispositivo costruito con grande cura, con uno schermo interno che da solo giustifica buona parte del fascino del prodotto, ma anche con diversi compromessi che chi è abituato ad un iPhone tradizionale noterà subito.Vi invitiamo caldamente a guardare tutto il video anche se purtroppo è in lingua inglese ma la buona notizia è che ci siamo impegnati a realizzare una buona trascrizione precisa e dettagliata in italiano che sarà da supporto per riuscire a comprendere davvero tutto: la trovate subito sotto.Leggi ancheRecensione iPhone Duo: il pieghevole di Apple valeva l'attesa (ma non è per tutti)21 Ott 20263 CommentiQuanto resiste la cerniera di iPhone Duo: 11.000 piegature, acqua e caduteIl primo test è anche il più semplice da capire: 500 aperture e chiusure, poi il confronto con un iPhone Duo nuovo. La piega dello schermo interno diventa effettivamente più profonda, ma passandoci sopra il dito e guardando il display acceso con un’immagine chiara la differenza in pratica non si nota.Cinquecento piegature sono poche per giudicare un pieghevole, ed infatti la prova vera arriva alla fine, quando il telefono ha già superato tutti gli altri test: 10.000 piegature consecutive a temperatura ambiente, più altre 1.000 a -20°C. Il risultato è netto: la cerniera resta molto fluida e continua ad accompagnare l’apertura esattamente come il primo giorno. La piega invece si è approfondita ancora, come c’era da aspettarsi.A proteggere il meccanismo c’è una struttura in titanio stampato in 3D. Durante le settimane di prova il telefono è caduto per sbaglio due volte, e l’unico segno rimasto è un piccolo graffio, senza ammaccature. iPhone Duo è anche certificato IP68: è rimasto immerso per mezz’ora senza problemi, ed è stato messo perfino in acqua con alghe bioluminescenti per rendere visibili le vibrazioni del motore aptico. Nessun danno, ma un dettaglio in più: le vibrazioni sono leggermente più deboli di quelle di iPhone 18 Pro.Ci sono due avvertenze. La prima riguarda i detriti: in certe angolazioni capelli o sabbia possono entrare nella cerniera. È improbabile, ma non impossibile. La seconda è più curiosa: anche piegando il telefono all’indietro, la struttura ha retto. Per MediaStorm iPhone Duo è molto solido, al punto da non doversi preoccupare se ci si siede sopra per sbaglio.Il difetto più fastidioso, a dirla tutta, non è meccanico. Esiste una sorta di zona grigia fra hardware e software in cui il telefono non capisce se lo si vuole aprire o chiudere: muovendo la cerniera lentamente mentre lo schermo cambia, lo sfondo può saltare o una delle due metà può tremolare, come una fotocamera che cerca la messa a fuoco. Se nel frattempo si ruota il telefono, l’orientamento può essere letto male, con l’interfaccia capovolta o lo schermo che diventa nero. Secondo Tim Pan un aggiornamento potrebbe non bastare, perché in gioco ci sono diversi sensori oltre alla cerniera; il trucco che funziona è aprirlo e chiuderlo con un gesto deciso, che evita quasi tutti questi difetti.Lo schermo interno di iPhone Duo è il motivo per cui lo si compraPer spiegare quanto pesi il display, Tim Pan racconta un dato interno allo studio. L’anno scorso, quando l’azienda ha distribuito i telefoni ai dipendenti, una sola persona aveva scelto un iPhone Air; tutti gli altri avevano preso un Pro. Quest’anno, pur potendo avere subito un iPhone 18 Pro Max nella configurazione più alta, il 70% del personale, cioè 140 persone, ha scelto di aspettare iPhone Duo, anche pagandolo più del prezzo di listino e senza una data di consegna in vista. Il motivo dato da quasi tutti è lo stesso: uno schermo grande che sta in tasca.I numeri aiutano a capirlo. Lo schermo interno è appena più piccolo di quello di iPad mini, ma è il 50% più grande di quello di iPhone 18 Pro Max e l’80% più grande di quello di iPhone 18 Pro. È un OLED fino a 120Hz, raggiunge i 3.000 nit di picco ed ha cornici molto sottili. Chi è sensibile allo sfarfallio può stare tranquillo: con una videocamera ad alta velocità MediaStorm ha verificato che iPhone 18 Pro ed entrambi gli schermi di iPhone Duo usano la PWM a frequenze molto simili, senza differenze visibili ad occhio nudo.Guardare video a tutto schermo dà la sensazione di affacciarsi ad una finestra, ma l’uso preferito di Tim Pan resta la lettura. Fumetti e romanzi, con il telefono aperto ed appoggiato in piedi sulle gambe, raggiungono una dimensione del testo che uno smartphone tradizionale non riesce quasi mai ad offrire. Sembra un dettaglio quando esistono tablet ed e-reader, ma tirare fuori dalla tasca un fumetto che si apre come un libro, nella pratica, cambia il piacere di leggere.Gran parte del merito va alla finitura nano-texture dello schermo interno, che ricorda in modo sorprendente la carta. Al microscopio, però, la superficie non è la stessa del vetro nano-texture di iPad: quella è regolare ed ordinata, mentre su iPhone Duo appare irregolare, come una distesa di minuscole lenti, e si interrompe solo in corrispondenza della fotocamera sotto lo schermo. Messa a confronto con il vetro di iPad e con una normale pellicola opaca, sta nel mezzo: controlla i riflessi un po’ meglio del nano-texture di iPad e dà un’immagine più nitida della pellicola opaca, con angoli di visione molto ampi. Il prezzo da pagare si vede sotto luci forti, dove il contrasto cala sensibilmente rispetto ad uno schermo lucido e l’immagine appare meno vivace.Questo strato si può staccare, ma Apple ha ribadito più volte che non va rimosso da soli: la sostituzione si fa in Apple Store o presso un centro di assistenza autorizzato, ed in Italia costa 55€ senza AppleCare+. Il rischio, togliendolo in casa, è danneggiare lo schermo interno, la cui sostituzione fuori garanzia da noi costa 1.149€.Leggi ancheiPhone Duo, la piega dello schermo si cancella con 55€: lo strato sostituibile può giustificare il prezzo?15 Ott 20264 CommentiLa stessa superficie nasconde un inconveniente che MediaStorm non aveva mai visto su uno schermo. Il nano-texture trattiene molto le impronte, e per la maggior parte delle persone basta una passata per toglierle. Con uno o due colleghi, però, sudore, sebo ed alcuni trucchi restavano attaccati in modo quasi impossibile da pulire.Per capire il perché, lo studio si è rivolto ad uno specialista che ha preso un calco della superficie e l’ha fatto analizzare con un microscopio a forza atomica (AFM), capace di misurare picchi e valli su scala nanometrica. Il risultato: la superficie di iPhone Duo ha dislivelli molto più marcati sia del vetro nano-texture sia della pellicola opaca. Con le mani particolarmente sudate, lo sporco resta intrappolato nei solchi, ed è per questo che servono un liquido detergente ed un panno insieme. Per chi è infastidito dalle impronte, lo schermo interno può diventare un pensiero fisso.Batteria, ricarica e temperature: cosa dicono le misurazioniL’autonomia è andata meglio del previsto, con una regola chiara: tutto dipende da quanti pixel dello schermo grande sono accesi. Durante la registrazione video, ad esempio, una buona parte del display resta nera. Dopo due ore di registrazione continua iPhone Duo aveva ancora il 61% di batteria, contro il 59% di iPhone 18 Pro Max ed il 45% di iPhone 18 Pro. Con tre ore di video in 16:9 la classifica si ribalta: iPhone 18 Pro Max chiude al 93%, iPhone 18 Pro all’87% ed iPhone Duo all’84%. Quando lo schermo interno lavora per intero, consuma più degli altri iPhone.Sulla ricarica non ci sono lamentele. Con MagSafe MediaStorm ha misurato un picco di 33W, un valore sorprendentemente alto; via cavo la ricarica completa richiede 88 minuti, con un picco di 36-37W, contro i circa 70 minuti di iPhone 18 Pro Max.Ai raggi X gli altoparlanti non mostrano granché, ma è emerso altro: l’anello magnetico MagSafe di iPhone 18 Pro e quello di iPhone Duo hanno delle interruzioni, in posizioni diverse fra i due modelli, come conferma anche una pellicola che rende visibili i campi magnetici. Al centro c’è poi un magnete insolito, la cui funzione resta sconosciuta. Quello che si sa è che l’attrazione magnetica di iPhone Duo è più debole di quella di iPhone 18 Pro.Questo pesa soprattutto sulle custodie, che per la forma pieghevole sono difficili da realizzare: molte devono essere fissate con un adesivo, comprese alcune di quelle ufficiali di Apple. MediaStorm ha anche sentito di custodie che interferiscono con il magnete centrale e rendono instabile la ricarica wireless. Il consiglio è aspettare, chiedere conferma al venditore oppure scegliere una custodia Apple: con quella provata la ricarica funziona senza problemi.Leggi ancheiPhone Duo, la custodia ufficiale in silicone di Apple si attacca con l'adesivo: cosa sapere prima di comprarla17 Ott 202610 CommentiSul calore, la storia ha avuto due capitoli. Le unità dimostrative provate al lancio scaldavano parecchio, mentre dopo l’ultimo aggiornamento software Apple sembra aver migliorato la gestione termica: la temperatura massima registrata è di circa 49°C, peggio di un iPhone tradizionale ma meglio della prima volta. Strano, invece, che usarlo aperto faccia salire la temperatura di circa 2°C rispetto a quando è chiuso.Per capire se Apple limiti il chip per tenere a bada il calore, MediaStorm ha messo a confronto iPhone Duo ed iPhone 18 Pro, che montano lo stesso A20 Pro. Nei test sulla CPU i risultati sono quasi identici; nei lavori pesanti per la GPU, come l’elaborazione delle immagini, iPhone Duo resta chiaramente indietro rispetto alla serie 18 Pro, e scalda di più. C’è anche un effetto che si sente in mano: il chip sta in una sola delle due metà, quindi tenendo il telefono aperto il lato caldo sembra ancora più caldo. Il giudizio resta comunque positivo, perché tenere sotto controllo un chip come l’A20 Pro in un pieghevole così sottile è già un risultato notevole.Meno bene il segnale. Pur avendo lo stesso modem C2, iPhone Duo ha una disposizione diversa delle antenne, e nelle prove in giro per la città le velocità 5G in download ed upload sono risultate inferiori a quelle della gamma iPhone 18 Pro.Uso quotidiano: digitazione, chiamate, Touch ID ed appChi arriva da un iPhone tradizionale dovrà cambiare alcune abitudini, a partire dalla scrittura. Si può digitare in verticale, in orizzontale, con il telefono piegato a metà o chiuso: delle quattro posizioni, la verticale è la più veloce e precisa, quella a metà piegatura la più lenta. MediaStorm ha provato anche una tastiera fisica, che rende la scrittura molto più rapida, ed un mouse, che funziona ma senza il puntatore di iPad e con una compatibilità ancora limitata.Le chiamate sono un’altra sorpresa. Aprire il telefono per rispondere con stile non funziona: all’interno non c’è la capsula auricolare, quindi aprendolo la chiamata passa automaticamente in vivavoce, e per sentire bene bisogna richiuderlo. Anche l’NFC sta su un solo lato, e passare un tornello della metropolitana con il telefono aperto ha un effetto piuttosto buffo.Gli altoparlanti, registrati con una testa microfonica con il telefono chiuso, aperto, in verticale ed in orizzontale, non raggiungono la qualità di iPhone 18 Pro, ma restano bilanciati in ogni posizione. Il confronto con altri pieghevoli spiega i complimenti di Tim Pan: il suono rimane al centro, senza sbilanciarsi da un lato.Poi c’è lo sblocco. iPhone Duo non ha il Face ID, e nelle prove il Touch ID è risultato perfino più lento di quello di iPad mini, senza una ragione evidente. Si può chiedere l’autenticazione meno spesso o sbloccarlo con Apple Watch, ma il Face ID manca. Del resto, per Tim Pan è stato iPhone Air ad aprire la strada: iPhone Duo è in sostanza un Air a cui è stata aggiunta l’ultra grandangolare, poi schiacciato ed allungato.Da chiuso, quello che colpisce è quanto è largo rispetto agli iPhone del passato. Tim Pan lo usa con una mano, ma una collega con le mani più piccole fa fatica ad arrivare dall’altra parte. Lo spazio in verticale è minore, al punto che rispetto ad un iPhone normale si perde almeno un paragrafo di testo, e spostare il Dock di lato si è rivelato necessario. L’uso preferito dello schermo esterno? L’orologio da scrivania, personalizzabile tenendo premuto.Leggi ancheiPhone Duo, l'Accesso facilitato arriverà più avanti: ecco come aiuterà chi ha le mani piccole22 Ott 20260 CommentiLa cerniera comunica la sua posizione con grande precisione ed Apple mette a disposizione degli sviluppatori un’API per sfruttarla. Il programmatore dello studio ne ha approfittato per un gioco in cui vince chi piega il telefono all’angolo esatto, un’app di color grading con le rotelle di un pannello fisico ed un ciak digitale per segnare le riprese. Più seriamente, l’ottimizzazione delle app è a due velocità. Messaggi e Netflix funzionano bene sia sullo schermo esterno sia su quello interno; Pages e GarageBand, per ora, sono poco più che app per iPhone ingrandite, che non sfruttano il nuovo formato. Altre, come Blackmagic Camera, al momento sono inutilizzabili, e non si può ripiegare sulla versione per iPad: si usa solo quella per iPhone, con un ridimensionamento forzato che si vede.Quando un’app è ottimizzata, invece, l’esperienza è ottima. Zenless Zone Zero passa da uno schermo all’altro in modo fluidissimo, YouTube ora riproduce i video in 4:3 e su iPhone Duo rendono benissimo, e nelle app compatibili si possono aprire due finestre della stessa app (non due copie diverse), come due pagine del browser. La cosa che Tim Pan apprezza di più è quanto diventi comodo usare gli strumenti di intelligenza artificiale, trascinando immagini e documenti da una parte all’altra. Con iOS 27.2 arriva anche il supporto ad Apple Pencil (USB-C) sullo schermo interno, che permette di cerchiare o annotare a mano quello che si vuole passare all’AI, proprio l’uso che Tim Pan immagina nel video. Resta invece da completare l’ottimizzazione: Apple ha fissato ad aprile 2027 la scadenza per l’adeguamento delle app, e fino ad allora, fra app bancarie e giochi meno diffusi, capiterà di trovare esperienze poco da Apple.Leggi ancheLa compatibilità della Apple Pencil su iPhone Duo arriva già con iOS 27.222 Ott 20260 CommentiLeggi ancheXcode 27.1 RC è disponibile: Apple apre l'App Store alle app per iPhone Duo (e fissa una scadenza)6 Ott 20260 CommentiFotocamere di iPhone Duo: la cerniera conta più degli obiettiviSulla qualità d’immagine MediaStorm non si dilunga: entrambe le fotocamere posteriori sono buone, con foto e video nitidi ed alte luci ed ombre ben conservate. L’unico vero limite è il teleobiettivo, più debole perché manca un obiettivo tele ottico. Registra in 4K Dolby Vision a 120fps, con un ottimo rallentatore, e fa anche timelapse in 4K Dolby Vision, la modalità preferita di Tim Pan: lo si appoggia in palestra o in viaggio e lo si lascia lavorare.La vera differenza, però, la fa la cerniera, che trasforma il telefono in un cavalletto regolabile. Dal barbiere, con iPhone Duo appoggiato ed un programma scritto con l’AI che trasforma il barbiere in una scia di movimento, lo studio ha ottenuto un video di un “taglio di capelli in un secondo”. Con un telefono normale si può fare lo stesso, ma serve un supporto, regolare l’angolo richiede più tempo ed è difficile trovarne uno sottilissimo con inclinazione continua. MediaStorm ha preparato anche una versione di prova della sua app StormCam che dialoga con uno slider iFootage: montato il telefono, i comandi dello slider compaiono sulla metà inferiore dello schermo e l’inclinazione si regola senza altri accessori.Lo schermo esterno permette i selfie con la fotocamera principale, spegnendo l’altro lato per non farsi vedere mentre si gira un vlog. Nei selfie di gruppo, però, quasi tutti guardano se stessi sullo schermo invece dell’obiettivo, e lo sguardo risulta fuori asse; lo stesso succede usando lo schermo come gobbo. Le fotocamere frontali sono il punto debole: quella esterna va bene, quella interna è adatta solo alle videochiamate. Il mirino che non riempie lo schermo dipende dal sensore, che non è allineato con l’orientamento del telefono: un limite hardware che, secondo MediaStorm, solo un futuro iPhone Duo 2 potrà risolvere.Ottima invece la porta, che supporta i 10Gbps: collegato a varie videocamere professionali, lo schermo interno diventa un monitor luminoso, nitido ed antiriflesso. Ed è qui che Tim Pan fa la sua previsione più interessante: i video più alti, nel formato vicino a quello IMAX, diventeranno sempre più diffusi. Non solo per riempire lo schermo di iPhone Duo, ma perché i telefoni tradizionali hanno la forma che hanno per stare in tasca, e pieghevoli, visori ed occhiali AR stanno finalmente superando quel limite.Da Steve Jobs a John Ternus: quindici anni per arrivare ad iPhone DuoIl finale della recensione è un piccolo viaggio nel tempo. Nel 2010, l’anno del primo iPad, a Steve Jobs fu chiesto se immaginasse un iPad che non fosse una superficie di vetro rigida. La sua risposta:Non abbiamo la tecnologia per farlo, e non è all’orizzonte. Non sono un esperto di ciò che serve per realizzare display flessibili, ma molte persone ci hanno provato e molte ci stanno provando. Forse qualcuno avrà una svolta, ma i display flessibili e stampabili sono probabilmente ancora lontani molti anni.Lontani, ma non irraggiungibili. Il 30 settembre 2011 Apple depositò un brevetto per un dispositivo pieghevole, e cinque giorni dopo Jobs scomparve. Quel brevetto, però, non fu dimenticato: fra i suoi inventori c’era John Ternus, oggi CEO di Apple. Sviluppato attraverso tre amministratori delegati, il pieghevole di Apple è arrivato quindici anni dopo, e si chiama iPhone Duo. Per MediaStorm, lo schizzo di quel brevetto era la meta verso cui Apple stava correndo da sempre.iPhone Duo 256 GB: – Bianco stellareVerifica su AmazonAggiornato il 22/10/26iPhone Duo 256 GB: – Cielo notturnoVerifica su AmazonAggiornato il 22/10/26iPhone Duo 512 GB: – Bianco stellareVerifica su AmazonAggiornato il 22/10/26iPhone Duo 512 GB: – Cielo notturnoVerifica su AmazonAggiornato il 22/10/26iPhone Duo 1 TB: – Bianco stellareVerifica su AmazonAggiornato il 22/10/26iPhone Duo 1 TB: – Cielo notturnoVerifica su AmazonAggiornato il 22/10/26iPhone Duo 2 TB: – Bianco stellareVerifica su AmazonAggiornato il 22/10/26iPhone Duo 2 TB: – Cielo notturnoVerifica su AmazonAggiornato il 22/10/26