Colombia, sequestrate a Cartagena 7,6 tonnellate di cocaina nascoste nello zucchero di canna: erano dirette in Olanda

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CARTAGENA — Un container nel porto di Cartagena, sulla costa caraibica della Colombia, 7,6 tonnellate di cocaina mescolate a panela in polvere, lo zucchero di canna grezzo che doveva ingannare gli scanner, e una destinazione: i Paesi Bassi. È la ricostruzione che il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha diffuso martedì su X, riferisce Al Jazeera, e che la Policía Nacional e la Dea, l’antidroga americana, hanno confermato. Il valore, secondo il capo dello Stato, supera i 200 milioni di dollari una volta che la droga fosse arrivata in Europa.Per la Presidenza è il maggiore sequestro degli ultimi dieci anni nello scalo di Cartagena: 43 miliardi di pesos sul mercato interno, «più di 19 milioni di dosi che non arriveranno in strada». Il giorno dopo l’annuncio il presidente ha chiesto di riprendere la fumigazione aerea delle coltivazioni di coca, oggi fortemente limitata per ragioni ambientali: «Non guadagniamo nulla se sequestriamo la droga ma non combattiamo la radice».De la Espriella, avvocato penalista arrivato al potere da outsider di destra, è in carica dal 7 agosto, succeduto a Gustavo Petro, primo presidente di sinistra del Paese. In un video con accanto il ministro della Difesa, il generale in pensione Jorge Mora, ha parlato di «colpo storico al narcoterrorismo» e ha avvertito i trafficanti: «Non importa come nascondete la droga. Vi troveremo e vi colpiremo dove fa più male: le vostre strutture criminali e le vostre finanze». Il bilancio che rivendica è di 132 tonnellate sequestrate nei primi 75 giorni di governo.Il secondo personaggio è Washington. Terry Cole, direttore della Dea, ha scritto su X che l’impegno con la polizia colombiana «non è negoziabile» e che le due agenzie restano «spalla a spalla contro i cartelli». L’operazione, battezzata «Estrategia Esmeralda», è stata coordinata con l’ufficio della Dea a Bogotá. A metà settembre, però, l’amministrazione Trump aveva confermato la decertificazione della Colombia nella lotta antidroga, giudicando che il Paese «ha fallito in modo dimostrabile», pur riconoscendo gli impegni del nuovo presidente. Trump aveva legato un ripensamento a «progressi su un’eradicazione aggressiva della coca».Già in agosto, come riferì il segretario alla Difesa Pete Hegseth, De la Espriella aveva chiesto alla Casa Bianca di estendere alla Colombia la campagna militare contro i gruppi del narcotraffico. La Colombia è il primo produttore mondiale di cocaina e la produzione ha toccato livelli record negli anni in cui Petro aveva ridotto l’eradicazione.Sul carico di Cartagena restano però i vuoti. I comunicati ufficiali non dicono quale compagnia di navigazione trasportava il container, da dove arrivava la panela, chi l’aveva spedita né quale organizzazione fosse dietro la partita. Nessun arresto è stato collegato al sequestro e l’operatore del porto non ha commentato. Né Petro né l’opposizione hanno reagito, al sequestro come alla proposta di tornare alla fumigazione.Due arresti a Cali e MedellínSul versante olandese la procura nazionale, l’Openbaar Ministerie, ha confermato al quotidiano AD che due cittadini dei Paesi Bassi sono stati arrestati in Colombia su sua richiesta, con l’accusa di traffico di droga su larga scala. Gli inquirenti colombiani li identificano come Ronny H. e Ulrich van D., fermati a Cali, terza città del Paese, e a Medellín. Il primo sarebbe legato a una banda che spediva container di cocaina dal porto di Buenaventura, sul Pacifico, verso Belgio e Paesi Bassi; il secondo è sospettato di «contaminare» spedizioni legali in porti e aeroporti. La polizia cita messaggi intercettati che raccontano anni di traffici dal Sudamerica all’Europa.Né L’Aia né Bogotá collegano i due arresti al container di Cartagena: sono inchieste distinte. La rotta però è la stessa, ed è quella che oggi pesa di più nel traffico verso il continente: un porto caraibico, un container di merce legale, uno scalo del Nord Europa. Nel 2024 nell’Unione europea sono state sequestrate 330 tonnellate di cocaina, in calo rispetto alle 419 dell’anno prima, secondo l’Agenzia Ue sulle droghe; i Paesi Bassi restano una delle principali porte d’ingresso della cocaina colombiana.Per i due olandesi l’estradizione non è stata ancora decisa. Per le 7,6 tonnellate di Cartagena, a due giorni dall’annuncio, non c’è ancora un responsabile con un nome.