AGI - Circa un soldato americano su quattro in servizio attivo presenta, in una singola misurazione mattutina, livelli di testosterone inferiori alla soglia clinica di 300 nanogrammi per decilitro. E' quanto emerge da uno studio del Pennington Biomedical Research Center, condotto da Stephen Hennigar, Steven Heymsfield, Asma Bukhari e Claire Berryman, oggi alla Purdue University, e pubblicato sulla rivista JAMA. I ricercatori avvertono tuttavia che un valore basso non equivale a una diagnosi di carenza patologica di testosterone.La ricercaLa ricerca ha analizzato 479 uomini arruolati nell'esercito statunitense, coinvolti nel Military Health and Nutrition Examination Study, condotto in cinque installazioni militari tra agosto 2024 e gennaio 2026. Applicando la soglia di 300 nanogrammi per decilitro, la prevalenza stimata di valori bassi è risultata del 25,7%, equivalente a circa 100.691 militari nell'intera popolazione di riferimento. Con una soglia più restrittiva, pari a 264 nanogrammi per decilitro, la percentuale scende al 14,7%, corrispondente a circa 57.788 uomini. L'età e l'indice di massa corporea sono risultati associati alla frequenza dei valori bassi.Tra i militari sotto i 30 anni, il 19,5% presentava concentrazioni inferiori a 300 nanogrammi per decilitro, contro il 32,8% degli uomini di almeno 30 anni. Utilizzando la soglia di 264 nanogrammi, le percentuali erano rispettivamente dell'11,4% e del 18,6%. I risultati arrivano mentre un memorandum del Dipartimento della Guerra statunitense raccomanda controlli annuali del testosterone per il personale in servizio attivo e della riserva dai 30 anni in su.Le conclusioni"Questi risultati aiutano a quantificare quanti membri delle forze armate potrebbero necessitare di ulteriori test e valutazioni cliniche dopo uno screening iniziale", spiega Berryman. Gli autori sottolineano che l'ipogonadismo non può essere diagnosticato attraverso un solo prelievo: occorrono sintomi compatibili, una seconda misurazione di conferma e un'adeguata valutazione clinica. Il testosterone può infatti variare in relazione all'età, all'obesità, alle malattie e allo stress fisico. Lo studio non stabilisce quanti militari abbiano effettivamente una condizione che richieda un trattamento.