STRASBURGO — Gli investigatori della Procura europea sono entrati questa mattina negli uffici amministrativi del gruppo Patrioti per l’Europa, nel palazzo del Parlamento a Strasburgo e in quello di Bruxelles, e ci sono rimasti per ore, mentre in aula proseguiva la settimana di plenaria. A dare la notizia è stato il gruppo stesso, con un messaggio su X: «Da questa mattina la Procura europea sta effettuando perquisizioni negli uffici amministrativi del Parlamento europeo a Bruxelles e Strasburgo». Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National e del gruppo, è passato oltre senza commentare.L’inchiesta, riferisce Reuters, riguarda oltre 4,3 milioni di euro che l’ex gruppo Identità e Democrazia, sciolto nel 2024, avrebbe speso in modo indebito nella legislatura 2019-2024. Identità e Democrazia riuniva il Rassemblement National di Marine Le Pen, la Lega di Matteo Salvini, l’AfD tedesca, i liberalnazionali austriaci dell’FPÖ e il partito di Geert Wilders; i Patrioti, oggi terzo gruppo dell’Europarlamento con Fidesz di Orbán e Vox, ne sono in larga parte gli eredi. La Procura europea, organo indipendente dell’Unione con sede in Lussemburgo competente sulle frodi ai fondi comunitari, ha confermato perquisizioni «in Francia e Belgio» legate all’uso dei fondi da parte di un ex gruppo parlamentare, senza nominarlo, «per non pregiudicare il procedimento».Al centro dell’operazione, secondo funzionari del Parlamento, c’è l’ufficio di Philip Claeys, già segretario generale di Identità e Democrazia e oggi segretario generale dei Patrioti, che sarebbe stato anche interrogato dagli inquirenti. Perquisiti gli uffici del segretariato del gruppo, non quelli degli eletti.L’indagine è aperta dal luglio 2025. Nasce da una relazione della direzione affari finanziari del Parlamento, redatta alla chiusura dei conti del gruppo, che calcolava «almeno» 4,3 milioni «indebitamente spesi». Due i filoni: contratti assegnati a società vicine al gruppo senza rispettare le regole sulle gare d’appalto, e donazioni ad associazioni senza legame con l’attività parlamentare europea.Il rapporto indica 1,7 milioni versati alla società e-Politic e 1,4 milioni alla società Unanime, entrambe riconducibili a Frédéric Chatillon, ex capo del Gud, gruppo studentesco dell’estrema destra francese, e alla moglie Sighid Blanc. Altri 700.000 euro sarebbero andati in donazioni ad associazioni, tra cui organizzazioni contrarie all’aborto e realtà regionali in vari Paesi dell’Unione.La difesa dei PatriotiIl gruppo ha respinto ogni coinvolgimento. Le perquisizioni, si legge nel comunicato, «sembrerebbero legate alla denuncia depositata contro il gruppo Identità e Democrazia, sciolto nel 2024»; tra le due formazioni non c’è «continuità giuridica» e i Patrioti non sono «coinvolti nell’indagine in corso». Un dirigente del gruppo ha detto all’AFP: «La perquisizione riguarda l’ex segretario generale del gruppo ID nel quadro di un’indagine su quell’ex gruppo. I Patrioti non sono presi di mira. Nessun eletto è perquisito».Jean-Paul Garraud, capodelegazione del Rassemblement National all’Europarlamento, ha confermato su X le perquisizioni «negli uffici dei collaboratori dell’ex gruppo Identità e Democrazia, oggi sciolto, di cui il Rassemblement National faceva parte». Poi l’attacco: «Mentre le strade di Francia sprofondano nel caos, la priorità dei pubblici poteri sembra essere questa. Nessuno deve farsi ingannare da un simile accanimento». Il portavoce del Parlamento europeo si è limitato a dire che l’istituzione «coopera con le autorità competenti», «come di consueto».Non è il primo passaggio degli inquirenti. Il 30 giugno la Procura europea aveva perquisito sedi e abitazioni in Francia, Spagna, Italia e Belgio, comprese quelle di fornitori di servizi di comunicazione vicini al Rassemblement National. Allora il portavoce del partito, Philippe Ballard, aveva detto: «Siamo sereni. Dimostreremo che siamo, ancora una volta, completamente innocenti». Il fascicolo è distinto da quello sugli assistenti parlamentari, che ha portato alla condanna di Marine Le Pen; un ulteriore filone riguarderebbe 130.000 euro di spese di formazione mediatica chieste da più eurodeputati, a beneficio soprattutto di Bardella.Il nodo per il gruppo di Bardella è la continuità, perché se i Patrioti sono gli eredi di Identità e Democrazia tocca a loro restituire i soldi. A settembre la commissione Controllo dei bilanci del Parlamento ha approvato un parere in questo senso, elencando i criteri: «una quota decisiva dei membri dell’ex gruppo è passata insieme nella nuova formazione», sono passati «locali, sistemi informatici, conti bancari o altri beni», e il cambio di nome «appare concepito principalmente per scrollarsi di dosso le responsabilità».