Una nuova risonanza magnetica per studiare il funzionamento del cervello, approfondire i meccanismi delle malattie neurologiche e ridurre fino al 50% i tempi di molte acquisizioni. All’ospedale Molinette di Torino è stata inaugurata la nuova apparecchiatura 3 Tesla, di proprietà dell’Università di Torino e gestita dal Neuroscience Institute of Turin (Nit). L’investimento ammonta a circa 1,6 milioni di euro, finanziati dal ministero dell’Università e della ricerca e dalla Regione Piemonte.Lo scanner sarà utilizzato sia per le attività cliniche e diagnostiche della Neuroradiologia della Città della Salute e della Scienza di Torino sia per gli studi sperimentali e clinici del Nit. L’obiettivo è integrare assistenza e ricerca, mettendo a disposizione di pazienti e ricercatori la stessa infrastruttura tecnologica.La nuova risonanza consente di visualizzare l’anatomia cerebrale, studiare l’attività funzionale, ricostruire le connessioni tra le diverse aree e analizzare l’afflusso di sangue ai tessuti. Grazie a tecniche avanzate di acquisizione e ricostruzione delle immagini i tempi di molte acquisizioni possono ridursi fino al 50%, con esami più brevi e la possibilità di contribuire a ridurre le attese.Le potenzialità riguardano anche lo studio delle funzioni mentali e dei processi attraverso cui il cervello genera percezioni, emozioni e memorie. Le immagini potranno essere integrate con misure cognitive, comportamentali e fisiologiche per approfondire le differenze individuali e la plasticità cerebrale, cioè la capacità del sistema nervoso di modificarsi con l’esperienza, l’apprendimento o dopo una lesione.Gli studi coinvolgeranno volontari sani e pazienti, con l’obiettivo di confrontare il funzionamento del cervello in condizioni normali con le alterazioni associate alle malattie. Tra gli ambiti di ricerca figurano Alzheimer, sclerosi laterale amiotrofica (Sla), sclerosi multipla, epilessia, tumori cerebrali, ictus e disturbi psichiatrici. Si punta anche a individuare nuovi biomarcatori per caratterizzare le patologie, seguirne l’evoluzione e valutare l’efficacia dei trattamenti, aprendo la strada a percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi personalizzati.“Il valore di questa infrastruttura – spiega Marco Tamietto, direttore del Neuroscience Institute of Turin – non sta soltanto nelle sue prestazioni, ma nelle domande scientifiche che ci permette di affrontare e nelle collaborazioni che rende possibili”. Per Tamietto la sfida è fare in modo che “ciò che impariamo sui meccanismi del cervello diventi più rapidamente diagnosi, cura e riabilitazione”.Anche sul piano clinico, sottolinea Paolo Fonio, direttore del Dipartimento di Diagnostica per immagini della Città della Salute e del Dipartimento di Scienze chirurgiche dell’Università di Torino, la nuova apparecchiatura rappresenta “un salto in avanti enorme nelle nostre capacità diagnostiche”. L’utilizzo sui pazienti con diverse patologie neurologiche, aggiunge, potrà favorire diagnosi più precoci e tempestive e terapie più mirate.Questo articolo Malattie del cervello, alle Molinette una nuova risonanza magnetica 3 Tesla proviene da LaPresse