La Francia torna in piazza per il secondo sabato: 410.000 manifestanti, 135 fermi, scontri a Nantes e Lione

Wait 5 sec.

ORLÉANS — Jordan Bardella, 31 anni, eurodeputato e presidente del Rassemblement National, ha incassato stamattina la sua rielezione alla guida del partito con quasi il 99% dei voti, candidato unico, nella sala del congresso di Orléans. «Per portare Marine all’Eliseo, avrò bisogno di voi», ha detto ai militanti. A pochi isolati, 11.000 persone secondo la prefettura (26.000 per gli organizzatori) sfilavano contro il suo partito dietro lo striscione di una cinquantina fra sindacati, partiti e associazioni.Fuori da Orléans la Francia viveva il secondo sabato consecutivo di mobilitazione nazionale: 410.000 manifestanti secondo il ministero dell’Interno, «quasi 800.000» per gli organizzatori, sotto un dispositivo di 70.000 agenti e gendarmi con blindati, elicotteri e droni. A sera il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha contato 135 fermi e armi sequestrate e ha parlato di «nessun incidente maggiore», riferisce France 24.A Parigi la prefettura ha stimato 110.000 persone in un corteo spostato dal governo verso la periferia sud-est. Il Louvre e il Musée d’Orsay sono rimasti chiusi, diverse stazioni della metropolitana sbarrate, le vetrine del centro incassate. Un blindato Centaure presidiava il retro dell’Assemblea nazionale, i militari dell’operazione Sentinelle gli Champs-Élysées. Nel pomeriggio idranti e lacrimogeni hanno disperso la coda del corteo: oltre 3.000 persone controllate, 65 fermi.In provincia la giornata è stata più dura. A Nantes migliaia di manifestanti hanno sfondato le linee di polizia sull’Île de Nantes per raggiungere il centro, con lacrimogeni e idranti sui ponti della Loira e fuochi d’artificio lanciati contro gli agenti. A Lione circa 10.000 persone hanno sfilato malgrado il divieto, con i blindati schierati; gas anche a Lille, Marsiglia, Bordeaux, Strasburgo e Clermont-Ferrand. Opposizione e associazioni contestano i divieti di corteo come una lesione della libertà di riunione.Il precedente che ha dettato il dispositivo è il sabato del 17 ottobre: oltre mezzo milione in piazza, saccheggi, auto bruciate, circa 3.000 negozi danneggiati e circa 2.500 arresti nei giorni seguenti, secondo il Wall Street Journal. Le proteste erano nate dalle carenze di organico nella scuola e si sono allargate al carovita e ai servizi pubblici. Venerdì Emmanuel Macron ha riunito un consiglio di difesa e ricevuto i sindacati studenteschi.La sparatoria di TrappesSempre venerdì, a Trappes e La Verrière, due comuni a ovest di Parigi, un uomo ha sparato da un’auto davanti a una stazione di servizio, a un centro medico e a un parco giochi: un morto e cinque feriti, fra cui una bambina di 12 anni colpita otto volte. Il sospetto, 39 anni, è stato arrestato a Coignières con una mitraglietta e granate lacrimogene; la procura indaga per omicidio in relazione con un’impresa terroristica. Sul posto Macron ha parlato di «una svolta, perché è la prima volta che abbiamo un atto terroristico pianificato per uccidere nostri compatrioti, nostri figli, in base al colore della pelle o alla religione». Dopo i saccheggi del 17 ottobre, alcuni esponenti della destra radicale li avevano attribuiti all’immigrazione.È su questo terreno, l’ordine, che la settimana ha spostato la partita verso Orléans. Marine Le Pen, in un videomessaggio del 18 ottobre, ha definito le violenze urbane «una profonda crisi di fiducia e di autorità» e accusato il governo di aver «perso il controllo di tutto». Per l’istituto Ifop un secondo turno presidenziale non è mai stato così favorevole a Le Pen; il suo direttore Frédéric Dabi attribuisce la crescita all’immagine di candidata dell’ordine.Domani Bardella parlerà allo Zénith di Orléans davanti a circa 10.000 persone, poi toccherà a Le Pen per una quarantina di minuti su tre parole, «renaissance», «puissance», «présidence». La città ha imposto un coprifuoco notturno per i minori e vietato le manifestazioni di domenica; il partito ha chiesto ai militanti di evitare bar e ristoranti del centro.Resta la sentenza. Le Pen è stata condannata per distrazione di fondi europei, pena confermata in appello a Parigi in luglio, e ha fatto ricorso in Cassazione. La decisione sulla sua eleggibilità è attesa entro l’inizio di aprile 2027.