Ven, 23 Ott 2026Sugli altri stadi: «Ogni città ha la sua storia e si sta facendo un grande sforzo, ma è uno sforzo necessario».DiRedazioneCondividi l'articoloMassimo Sessa (foto da video)Gli impianti italiani sembrano essere finalmente diventati protagonisti nelle politiche sportive e amministrative italiane con grande attenzione verso EURO 2032, torneo continentale che l’Italia sarà chiamata a organizzare insieme alla Turchia con le due nazioni che avranno a disposizione un numero totale di cinque stadi a testa.Fra quelli italiani ci sarà l’Allianz Stadium della Juventus più altri quattro che la UEFA sceglierà nelle prossime settimane. In corsa, come riporta La Nazione c’è sicuramente il Franchi di Firenze, che da diversi mesi è in fase di ristrutturazione ed è atteso da una decisa accelerata dopo la decisione del Comune di accettare il project financing della Fiorentina, con la famiglia Commisso che entra così ufficialmente nella gestione dei lavori come finanziatrice diretta.Il traguardo per la fine dei lavori resta fissato al 2029, mentre sullo sfondo si muovono le interlocuzioni istituzionali necessarie a tenere insieme stadio e infrastrutture. E qui al tavolo principale sono seduti gli esponenti del Comune di Firenze, insieme al ministro per lo Sport Andrea Abodi e quello delle Infrastrutture Matteo Salvini. Il dialogo fra le parti è costante con il recente sopralluogo al cantiere in corso della sindaca Sara Funaro.A seguire da vicinissimo ogni passo del cantiere c’è anche Massimo Sessa il commissario straordinario e consulente del Governo per gli stadi e le infrastrutture sportive, con un ruolo centrale nel coordinamento dei progetti legati a EURO 2032. «Sono ottimista – ha dichiarato senza tentennamenti lo stesso Sessa –. Il cantiere l’ho già visitato un altro paio di volte. Stiamo seguendo il percorso insieme al Comune e alla sindaca. È partito un rapporto di leale collaborazione, come previsto dalla Costituzione, attorno a un obiettivo come gli Europei del 2032, che interessa l’intero sistema Italia, il Paese».«Con il ministro Abodi condividiamo quotidianamente il cronoprogramma e tutte le attività. Ripeto, sono ottimista: vedo che i lavori vanno avanti. Il mio mestiere è capire, quando arrivo in un cantiere, come stanno le cose. E qui sembra che vada tutto bene – ha continuato il commissario –. Firenze esempio? Sì, perché il Comune si è organizzato anticipatamente, facendo anche un grosso sforzo amministrativo. Bisogna riconoscere il merito anche agli uffici: essendo io un burocrate, lo dico volentieri. È stato fatto un grande sforzo. Pertanto, chapeau».Sugli altri impianti in corsa per EURO 2032: «È evidente che intervenire in un Paese fortemente urbanizzato e antropizzato come il nostro, con città che hanno una lunga storia non è facile. Anche intervenire sulle infrastrutture fuori dagli stadi è complicato. Ogni città ha la sua storia e si sta facendo un grande sforzo, ma è uno sforzo necessario».«L’ultimo intervento importante è stato quello per i Mondiali degli anni Novanta. Se pensiamo che il calcio è uno sport che piace agli italiani, dobbiamo farlo andare avanti e riorganizzarci. Di fronte a cause di forza maggiore, dobbiamo riorganizzarci. Il Franchi è un esempio di intervento su una struttura storica. Si è cercato di coniugare il passato con il presente, rendendo moderno e funzionale con qualcosa che esiste già: non è mai un’operazione facile», ha concluso Sessa.Developed by 3x1010