Scontri a Milano, Piantedosi: “Non c’è una regia dietro i disordini”. Sala: “Bene l’arrivo dei soldati”

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Sabato prossimo, a Milano, la gestione dell’ordine pubblico corre sul filo del rasoio. L’obiettivo ora è prevenire ed evitare che vi siano altre vetrine spaccate, altri negozi saccheggiati, altri scontri con le forze dell’ordine. Sala: “Ben vengano i militari. Ora controllo e repressione”In Prefettura, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, con i vertici delle forze dell’ordine hanno preso parte al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata dal prefetto Claudio Sgaraglia. “Ben vengano” nelle parole del sindaco Giuseppe Sala, i 500 militari della Folgore perché “in questa fase critica, vengono il controllo e la repressione“. Per “non rischiare di essere ambiguo” ripete: “Non sono per niente contrario al fatto che arrivino 500 militari” anche perché “non possiamo immaginare che ogni sabato si ripetano situazioni del genere”. Piantedosi sugli scontri a Milano: “Non ci sono evidenze di una regia”I 500 soldati in arrivo “avranno la massima mobilità sul territorio, come già avviene a Roma”, dice Piantedosi, che parla di “fenomeno mai visto prima al mondo” rispetto ai disordini di Milano, dietro i quali “non ci sono evidenze di una regia”. “C’è una differenza tra lo spontaneismo di questi ragazzi, alcuni dei quali sono sembrati persino inconsapevoli di capire a che cosa stessero partecipando e una organizzazione solida che potrebbe esserci dietro”, afferma. Per Salvini, “questi cercavano le Nike, l’iPhone, ambivano ai Rolex: non penso a regie esterne o regie occulte né guerre ibride”. “Non c’entrano nulla rivendicazioni politiche, il caro gasolio, il carovita, gli studentati universitari – aggiunge – questi sono arrivati a Milano per rubare e devastare, senza alcun tipo di ideale”.Per Sala, non è escluso che “ci sia qualche tentativo di infiltrarsi in questi mondi giovanili che magari fanno anche un po’ fatica a capire perché sono in piazza”. “Il procuratore minorile, per esempio, ha raccontato che non c’era un solo ragazzo che dava una ragione che inducesse a pensare a una sensibilità sociale o alla politica. Dicevano di essere stati in piazza perché c’era da fare casino. È evidente che questi ragazzi sono manovrabili e quindi se c’è qualcuno che ha interesse a manovrarli ha un’occasione per farlo”.Dopo le polemiche esplose nei giorni immediatamente successivi agli scontri, per le dichiarazioni di Sala, sui pochi agenti in strada, Piantedosi spiega che con il primo cittadino vi è “condivisione degli obiettivi” e cioè “tutelare” la città. “La gente non deve avere paura di vivere una condizione di normalità”, anche perché, assicura Piantedosi, “c’è il massimo impegno per fare in modo non solo che le persone vengano arrestate, denunciate, assicurate alla giustizia, ma che il fenomeno non generi più questo tipo di sensazioni”. “Bisogna evitare la psicosi di chiudere i negozi. È troppo per una città come Milano, che ha una storia di partecipazione della vita nelle piazze”, conclude Sala. Questo articolo Scontri a Milano, Piantedosi: “Non c’è una regia dietro i disordini”. Sala: “Bene l’arrivo dei soldati” proviene da LaPresse