Gio, 22 Ott 2026Intanto il commissario della FIGC attende una comunicazione ufficiale da parte del CONI per quanto riguarda un suo eventuale tesseramento alla Federcalcio in vista delle elezioni del prossimo dicembre.DiRedazioneCondividi l'articoloGiovanni Malagò (Foto: Andrea Staccioli / Insidefoto)Nonostante il Consiglio Federale sia decaduto con il commissariamento della FIGC, la situazione particolare venutasi a creare con la nomina a commissario da parte del CONI di Giovanni Malagò rende l’incontro informale di ieri con i membri decaduti e l’ex numero uno della Federcalcio un vero e proprio vertice federale per discutere dello stato dei lavori, con stadi e sponsor, in primo piano.Come riporta La Gazzetta dello Sport, fra le questioni volute affrontare da Malagò anche quella più politica riguardante la nomina di un nuovo segretario generale al posto di Marco Brunelli, che rimarrà comunque all’interno della Federcalcio ma con un ruolo diverso, ma che da quanto emerso dalla delibera di commissariamento di Giunta e Consiglio CONI viene considerato tra i maggiori responsabili del celebre caso tesseramento. Il nome su cui punta il commissario è quello di Giancarlo Viglione. Ma qui si apre una finestra di dialogo sulle tempistiche, visto che Malagò vorrebbe procedere solamente dopo la sua rielezione, che appare quantomai scontata, in vista dell’Assemblea elettiva di dicembre.Proprio in vista dell’appuntamento del 14 dicembre, il termine ultimo per presentare le candidature è fissato per il 4 novembre. Al momento non è emerso nessuno sfidante del presidente uscente, che comunque attende una mossa concreta della Serie A, componente che lo ha sostenuto per prima in occasione delle scorse elezioni, che però per il momento rimane silente, anche se la raccolta delle 11 firme necessarie, su 20 club del massimo campionato, viene vista come una mera formalità.Più delicata invece la questione tesseramento. Infatti, per evitare un altro caos come l’ultima volta, Malagò ha chiesto al CONI se è valido lo stesso discorso anche se la sua nomina a commissario sia arrivata dal Comitato stesso e se questa, in caso di tesseramento posa costituire un presunto conflitto di interessi, vista la sua posizione attuale. Un tema sollevato da alcuni consiglieri federali della LND (non tesserati), ma che coinvolge inevitabilmente lo stesso Malagò.Per evitare nuovi ricorsi, Malagò si attende dal CONI una comunicazione ufficiale che risolva definitivamente la questione e che, dall’altra parte, lo tuteli nel caso di mozioni a suo sfavore. Nel concreto, se Malagò non viene considerato un dirigente federale (come ad esempio accade per i presidenti delle componenti) perché nominato e non eletto, è giusto che – visti i rilievi fatti dal CONI stesso nel provvedimento di commissariamento – l’ex numero uno della Federcalcio si tesseri.In particolare, come si è detto, quello che si vuole evitare è che, se il suo incarico venisse equiparato a quello dei presidenti federali o di componenti, il tesseramento possa configurare un eventuale conflitto d’interessi. «Ho semplicemente chiesto un chiarimento sulle dinamiche di tutte le componenti, non sono entrato in un caso specifico», ha spiegato Malagò, che nel frattempo sta valutando a quale società rivolgersi per ottenere il tesseramento alla FIGC.Developed by 3x1010