Maranza vs Green Pass: ecco perché serve un Capo dello Stato non di sinistra

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Il nostro Mattarella, nostro si fa per dire, ha la disinvoltura del moralismo di sinistra, un moralismo flessibile, duttile, adattabile alle circostanze. Non fiata sull’emergenza dei maranza di conquista, che poi è islamismo di conquista e per capirlo basta leggere le chat ispirate al 17 ottobre, gergo distillato da ideologi del brigatismo, da cattivi maestri ancora in circolazione, oggi convertiti all’Islam ma nell’inconfondibile codice intergenerazionale. 48 ore dopo non potendo più tacere dato l’allucinante scenario milanese, se ne esce con i soggetti ignoti, con gli eventi inaspettati, una manfrina che va a parare verso i chiarissimi orizzonti del giustificazionismo e dell’integrazionismo cieco e sordo alla prova dei fatti; passano altri due giorni e ci torna su, sempre in quel modo felpato, col pretesto del lavoro, dice che “La società non può trattare i giovani con indifferenza o meschina sottovalutazione”.Ben detto, presidente, è proprio la meschina sottovalutazione quella che ci frega. Non si è sentito un fiato, dal Colle, circa i doveri più scontati di questi giovanastri, martiri per il solo fatto di essere minorenni e maranza e in ciò autorizzati al saccheggio, indotti a diritto di preda e di stupro; non si è sentito un autorevole rimbrotto almeno sull’ovvietà per cui razziare e sfidare le forze dell’ordine sono reati da punire e punire nella severità più estrema, più spietata. Il nostro Mattarella invece si mette a capo dei pompieri e poi si mette inesorabilmente di mezzo sul pacchetto di norme di sicurezza o di salvezza che un governo tardivo si è finalmente deciso a spremere nell’affannosa preoccupazione di imminenti nuove scorribande, nella ricerca di un morto che finirebbe di travolgere una democrazia ormai sfaldata.Perché un Paese che deve sottomettersi a orde di ragazzini impuniti non è più un Paese democratico. Ma il nostro autorevole guardiano o notaio si ferma al feticismo formale per una Costituzione viceversa reinterpretata e perfino messa in un cassetto quando occorre. Non ferma le misure più urgenti perché sa che ci penseranno i giudici (e il governo abbozza), ma ostacola palesemente quella sui poteri di strada all’esercito, di fatto rendendolo figurina del presepe, a sancire la dimostrazione di impotenza dello Stato. Come a dire: se ci siamo finiti le divise da spaccare, mandiamo le mimetiche.Ma sempre senza alcuna possibilità, in ruolo puramente coreografico. La democrazia che non c’è più dovrebbe pensarci sa sola, risolvere nominalmente una guerra unilaterale e ormai dichiarata, “spacchiamo tutto, l’Italia siamo noi ed è nostra”? Il timore del nostro guardiano è la deriva sudamericana, lo abbiamo capito. Ma non ne nutriva altrettanto in tempi di pandemia, non la vedeva la deriva cinese quando alle forze di sicurezza venivano lasciati pieni poteri nella caccia al novax, al nomask, bersagli di comodo perché in mezzo c’era anche chi si era vaccinato, chi la mascherina la teneva, chi rivendicava un minimo di libertà costituzionale, chi giustamente trovava il greenpass una misura di controllo totalitario. Ma bastava dissentire, anche in ragione di Costituzione.Ricordate? Cinque anni fa proprio in questi giorni, il 15 ottobre 2021, il banchiere Mario Draghi eseguiva il progetto per il quale era stato piazzato a palazzo Chigi perfezionando il regime inaugurato dal politico di laboratorio Giuseppe Conte: l’introduzione di un permesso elettronico per poter lavorare, autentica mostruosità anticostituzionale soavemente avallata dal presidente della Repubblica, che flautava una frase incredibile come “Non si invochi la libertà per non vaccinarsi”. E quasi nessuno fiatava.La pena per chi non fece fu l’odio, la gogna, la terra bruciata, la rappresaglia, furono le punizioni brutali: disperazione sociale, perdita del lavoro, del pane, da cui suicidi, miseria, depressione, divisione, brutalità a colpi di idranti, di rincorse per la spiaggia, di manganelli, di persecuzione. Misure paranoiche e deliranti, perfettamente inutili o meglio buone a coltivare la sottomissione, a trasformare i cittadini in plebe.Dove stava allora la Costituzione baluardo delle libertà democratiche? Fu subito evidente che l’uso della tecnologia a fini concentrazionari non avrebbe risolto l’emergenza pandemica, che l’isolamento provocato dal greenpass era uno specchietto per le allodole, che il vaccino presentava seri dubbi circa l’efficacia e la stessa salute di chi lo assumeva, ed emerse in tutta la sua losca cifra con le chat private dei mammasantissima nei ministeri, nelle istituzioni.Cinque anni dopo il mondo ha maturato tutte le conferme ai dubbi di allora ma l’Italia resta un caso anomalo, lo stagno dove le consapevolezze affogano: avere denunciato la dannosità dei vaccini, pur avendoli assunti, continua a consegnare lo stigma di novax con ciò che ne consegue a dispetto delle risultanze scientifiche ed anzi a maggior ragione. Le ammissioni, abissali, di Fauci, l’immunologo di potere americano regista di quelle misure psicotiche e criminali, da noi sono state debitamente censurate, ignorate; le rivelazioni scaturite dai suoi diari, nei quali si prendeva gioco di tutto ciò che aveva indotto ad imporre in America, e, per emulazione, nel resto del mondo, non hanno lasciato traccia. “Il vaccino uccide”, scriveva il demone Fauci, “il distanziamento sociale è una stronzata, ma va bene per terrorizzarli”.Leggi anche: Maranza ;inediti; e violenze ;inatteseattarella, ma che stai a dì?Draghi piange per i giovani che ha impoveritoDi questa situazione porta la responsabilità un sistema politico-mediatico che tende a proteggersi, indifferente e perfino arrogante nei suoi cambi di prospettiva, nelle contorsioni del comando: ieri la pandemia imponeva la soluzione cilena, oggi la guerra dei maranza la fa temere e rifiutare. Sempre con la verità calata dall’alto, da sfoderare come un greenpass. Resta, insinuante, un sospetto: se il coprifuoco o l’esercito lo avessero imposto, come l’altra volta, da sinistra, oggi non è che staremmo ascoltando una voce canuta modulare: “Non si invochi la libertà…”? Una certezza, viceversa, è quella che configura una emergenza nell’emergenza: la sinistra che, in accordo con la chiesa rinnegata, con la magistratura militante, sta perfezionando la saldatura con l’islamismo, ha bisogno di mantenere con il presidio definitivo del Colle, che dopo decenni considera suo per usucapione; ma se il sistema-potere non si decide a votare un prossimo Capo dello Stato non per forza dell’altera pars, ma almeno laico, la musica non cambierà, in altre parole siamo fottuti.Sempre ammesso che fra poco più di due anni potremo ancora votare, che la sharia non avrà già scaricato nel bidone dell’indifferenziata la sacra Costituzione e codici annessi, che i fratelli musulmani dentro la bandiera del partito comunista non abbiano preso il controllo di tutte le città, che i maranza non saranno le nuove guardie rosse della rivoluzione.Max Del Papa, 22 ottobre 2026L'articolo Maranza vs Green Pass: ecco perché serve un Capo dello Stato non di sinistra proviene da Nicolaporro.it.