LHASA — Un terremoto di magnitudo 7,0 ha colpito giovedì alle 22.33 ora di Pechino (le 16.33 in Italia) il nord della Regione autonoma del Tibet, e nella contea di Baqên, la più vicina all’epicentro, «si registrano vittime». Lo riferisce l’agenzia di Stato cinese Xinhua citando le autorità locali, che non hanno diffuso alcun bilancio numerico. Case crollate, corrente e telefoni interrotti nel capoluogo di contea: a sera il quadro è questo, e poco altro.L’epicentro è nel township di Maru, un centro dell’altopiano a circa 70 chilometri dal capoluogo di Baqên, nella città-prefettura di Nagqu, al confine con la provincia del Qinghai. Siamo a circa 400 chilometri a nord-est di Lhasa, la capitale regionale, in un’area montuosa e poco popolata. Il Centro cinese delle reti sismiche colloca l’ipocentro a 10 chilometri di profondità; il servizio geologico degli Stati Uniti, l’Usgs, lo dà a 18 e stima una rottura di faglia di circa 50 chilometri per 20.Il vicecapo del township di Maru ha detto a Xinhua che la scossa è stata «chiaramente avvertita» negli uffici del governo locale, dove i muri si sono crepati. Nei villaggi intorno sono segnalate abitazioni crollate e i funzionari stanno facendo il giro delle case per contare i danni. Nel capoluogo di Baqên la scossa è stata violenta e ha interrotto l’elettricità e i collegamenti telefonici, il che rallenta le prime verifiche.Il terremoto è stato sentito fino a Qamdo e Nyingchi, nel Tibet orientale, a centinaia di chilometri dall’epicentro. Alle 23.12 una replica di magnitudo 4,3 ha colpito la contea di Zadoi, nel Qinghai, confinante con Baqên: crepe in alcune case, nessun crollo e nessuna vittima, secondo lo stesso centro sismologico cinese.La macchina dei soccorsiIl governo regionale del Tibet ha attivato la risposta d’emergenza di livello II, la seconda più alta nella scala cinese a quattro gradini. A Pechino l’ufficio del quartier generale per i soccorsi sismici del Consiglio di Stato, cioè il governo, e il ministero della Gestione delle emergenze hanno attivato il livello IV, il più basso, e inviato una squadra di lavoro nell’area colpita. Personale aggiuntivo è stato spedito sul posto per coordinare le operazioni.Sulla profondità le misure divergono, e la differenza pesa. L’istituto sismologico indiano ha registrato l’ipocentro a 173 chilometri, contro i 10 del centro cinese e i 18 dell’Usgs. Un sisma superficiale di questa magnitudo scarica sulle case molta più energia di uno profondo, e l’Usgs stima un’intensità massima di grado VIII, quella che danneggia seriamente le costruzioni ordinarie. Sul bilancio, invece, le autorità parlano di vittime senza dirne il numero, e Reuters nelle prime ore non aveva conferme indipendenti di morti o feriti.Il precedente è vicino. Il 7 gennaio 2025 un terremoto di magnitudo 7,1 colpì la contea di Tingri, nel Tibet meridionale ai piedi dell’Everest: 126 morti e 188 feriti secondo il governo cinese, oltre mille case danneggiate, 3.000 soccorritori mobilitati e il presidente Xi Jinping che chiese «sforzi a tutto campo». Anche allora il bilancio fu contestato: fonti tibetane indicarono cifre superiori e le autorità cinesi le liquidarono come voci infondate.Due mesi fa, il 26 agosto, una valanga di ghiaccio e roccia al confine tra Tibet e Nepal aveva provocato alluvioni improvvise che in Nepal hanno lasciato oltre 1.400 morti e più di 5.000 dispersi. Questa volta il sisma ha colpito dalla parte opposta dell’altopiano, lontano dal confine nepalese, in una zona dove le verifiche nei villaggi sono ancora in corso.Al momento della chiusura di questo pezzo né Xi Jinping né il governo centrale avevano detto nulla oltre l’attivazione dell’emergenza. Nessun bilancio numerico delle vittime è stato diffuso.