Farmaci di automedicazione, fino a 4,8 mesi di vita in salute in più

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Sono noti come farmaci di automedicazione o senza obbligo di prescrizione, valgono il 13,5% dei volumi della farmaceutica territoriale e, soprattutto, rappresentano la risposta sanitaria più adeguata a oltre l’80% dei disturbi più comuni nei Paesi avanzati. Quando affrontiamo un raffreddore, un mal di testa o un mal di schiena, problemi spesso lievi eppure in grado di condizionare la nostra vita quotidiana, “li gestiamo seguendo i consigli del farmacista e sappiamo quando è il momento di rivolgerci al medico. Questo gesto che diamo per scontato ha un nome: automedicazione”, spiega Michele Albero, presidente di Federchimica Assosalute, all’evento ‘Farmaci di automedicazione: asset strategico per la salute e il Ssn e la competitività del sistema Paese’, ospitato a Roma da Palazzo Baldassini. Palazzo Baldassini a Roma I farmaci di automedicazione I farmaci di automedicazione sono “medicinali che offrono una risposta efficace, sicura e appropriata ai disturbi più comuni”, chiarisce il presidente di Assosalute, l’associazione nazionale che rappresenta la maggior parte delle imprese del comparto. Con un obiettivo preciso: “Promuovere una cultura dell’autocura che risponda in modo appropriato alla propensione dei cittadini a essere sempre più partecipi delle proprie scelte di salute”. Il report Lo studio realizzato da The European House Ambrosetti e presentato durante l’evento ha misurato l’impatto concreto del comparto sul Servizio sanitario e sulla salute delle persone. “Il contributo dei farmaci di automedicazione si traduce in una guadagno di 4,8 mesi di vita in buona salute, gli stessi che abbiamo perso in termini di aspettativa di vita con la pandemia”, informa Daniela Bianco, partner di The European House Ambrosetti e responsabile Health & Life Sciences di Thea Group. Michele Alberto, presidente di AssosaluteE consente ogni anno di “gestire disturbi lievi e comuni che altrimenti richiederebbero 90,7 milioni di visite presso i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta”, prosegue Bianco. “È capacità assistenziale che torna disponibile, un tempo medico il cui valore è stimato in 1,9 miliardi di euro e che può essere dedicato ai pazienti cronici, fragili e con bisogni più complessi”. E poi c’è il tema, non secondario, del carico sopportato dai pronto soccorso. Secondo la Società italiana di medicina d’emergenza-urgenza dei 19 milioni di accessi registrati nel 2024 quasi cinque milioni possono essere considerati impropri. “Quasi un milione di accessi all’anno, pari al 5,3% del totale, potrebbe essere gestito con un ricorso appropriato all’automedicazione, con un costo associato di circa 306 milioni di euro”, fa sapere Bianco. Sommando le due voci arriviamo a oltre 2,2 mld di euro.Le priorità di Assosalute Due le priorità per Assosalute. La prima è l’offerta: “Non c’è automedicazione senza un’offerta che si rinnovi e si ampli nel tempo. Il confronto con Aifa sulle nuove linee guida per la classificazione dei medicinali senza obbligo di ricetta, adottate quest’anno a quasi trent’anni dalle precedenti, ha rappresentato un passo importante”, sottolinea Albero. E poi un’informazione corretta e tempestiva, “affinché l’automedicazione sia davvero responsabile”.I numeri del comparto Nel 2025 le aziende associate ad Assosalute, che rappresentano più del 70% del mercato, hanno registrato ricavi per 1,383 miliardi di euro, con un valore aggiunto pari a 350 milioni. Il valore aggiunto per addetto vale invece 156mila euro, quasi il doppio rispetto agli 82mila della manifattura.Uno strumento per la sostenibilità del SsnIn un momento storico in cui il sistema sanitario è chiamato a confrontarsi con l’invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento della cronicità e della domanda di salute, oltre che con crescenti vincoli economici, il ricorso appropriato alla automedicazione può contribuire ad alleggerire la pressione sul Ssn, favorendo un utilizzo più appropriato delle risorse sanitarie. “Il sistema è in difficoltà perché è saltato l’equilibrio tra le generazioni”, analizza Luciano Ciocchetti, vicepresidente della XII Commissione della Camera dei Deputati. Bisogna allora “puntare sulla prevenzione e aprire spazi per insegnare a utilizzare i farmaci di automedicazione, che possono portare un risparmio significativo sulla spesa farmaceutica”.L’alfabetizzazione sanitaria Assumere farmaci in autonomia richiede però adeguate conoscenze di base. Secondo il report di The European House Ambrosetti il 58% degli italiani presenta competenze sanitarie inadeguate o problematiche, contro il 46% della media europea. Per il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca “le istituzioni hanno il dovere di promuovere la cultura della salute, con particolare attenzione alle persone più fragili, affinché i cittadini sappiano quando ricorrere all’automedicazione”.“Nella nostra epoca il vero competitor è ‘dottor Google’, che spesso produce delle distorsioni, dà consigli dannosi e incrina il rapporto di fiducia con la scienza e la medicina”, fa notare Gian Antonio Girelli, membro della XII Commissione della Camera.“Il farmaco non può diventare una scorciatoia per guarire prima e non può essere assunto senza la dovuta consapevolezza”, aggiunge. IPer Anna Lisa Mandorino, segretario nazionale di Cittadinanzattiva, i cittadini devono “imparare a distinguere quando la scelta può essere autonoma e quando invece più prudentemente bisogna farsi orientare dal farmacista e dal medico di medicina generale”. Questo è anche lo spazio per implementare campagne di alfabetizzazione sanitaria.Un tasto su cui batte da tempo anche la deputata Ilenia Malavasi. “Abbiamo scarsa conoscenza sanitaria, basta vedere i dati sulla prevenzione”, rimarca Malavasi, componente della XII Commissione della Camera. Per accrescere le competenze degli italiani servono allora “campagne di sensibilizzazione mirate, ma io renderei anche obbligatoria l’educazione sanitaria nelle scuole. Sarebbe un investimento per la protezione del futuro delle nostre comunità”.  Questo articolo Farmaci di automedicazione, fino a 4,8 mesi di vita in salute in più proviene da LaPresse