Fabrizio Corona ha mostrato sicurezza uscendo dall’aula del tribunale civile di Milano in cui si è svolta la prima udienza della maxi causa che Mediaset e alcuni volti della Tv gli hanno intentato. In particolare, gli sono stati chiesti 160 milioni di euro per “danni reputazionali e patrimoniali”, dopo quanto dichiarato dall’ex re dei paparazzi in alcune puntate del podcast Falsissimo. Oltre al colosso di Cologno Monzese, a chiedere i danni sono stati Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui.Mediaset chiede 160 milioni, Fabrizio Corona fuori dal tribunale: “Non ho paura”“Mi prendo la responsabilità di tutto ciò che ho detto, non ho paura”, ha scandito Corona parlando con i cronisti fuori dal tribunale. Il 52enne è convinto che quanto ha affermato sia frutto di un certosino lavoro di inchiesta e che non abbia infranto alcuna legge. Non la pensano allo stesso modo Mediaset e i personaggi televisivi coinvolti nel caso. I legali di questi ultimi parlano infatti di “campagna d’odio” e diffamazione.Gli avvocati delle due parti, martedì 20 ottobre, hanno discusso per un’ora davanti alla giudice Stefania Novelli della prima sezione civile. A rappresentare Mediaset e i volti del piccolo schermo c’erano Andrea Di Porto, Giulia Bongiorno e Salvatore Pino, mentre a difendere Corona c’erano Piergiorgio Molinari, Umberto Ilardo e Laura Bertani.Cosa succede ora: tutto dipende dall’ammissione delle proveI legali dell’ex re dei paparazzi, come riporta il quotidiano La Repubblica, chiedono di non ammettere alcune prove richieste dall’altra parte. la giudice depositerà nei prossimi giorni un’ordinanza con cui prenderà una decisione proprio sulle prove. Qualora ci sia l’ok all’ammissione del materiale, il procedimento civile proseguirà con altre udienze. Se invece arriverà un no, si arriverà subito a una decisione.In una memoria, depositata di recente dai legali di Mediaset e dei volti televisivi promotori della causa, è stato scritto che Corona “si pone deliberatamente al di fuori di qualsivoglia contesto regolamentato, sfruttando i vuoti normativi connessi ai nuovi mezzi di comunicazione, per provare a operare legibus solutus, svincolato da qualsiasi regola etica e deontologica”.Fabrizio Corona: “Atto intimidatorio”Lo scorso febbraio Corona aveva così commentato la richiesta di 160 milioni di euro: “Un atto intimidatorio, una minaccia per spaventare quelli normali”. A Today, l’avvocato Giovanni Adamo, esperto in diritto civile, commerciale e di impresa, si era espresso sulla causa intentata da Mediaset, dicendo che, a suo avviso, non si era di fronte a un atto intimidatorio, anche se è evidente che una “richiesta di risarcimento danni molto pesante possa avere, in concreto, anche un effetto deterrente rispetto all’eventualità di ulteriori reiterazioni ad libitum dell’illecito”.Adamo aveva inoltre posto il focus su due punti importanti che avevano portato all’azione legale contro l’ex re dei paparazzi: “In primo luogo, il fatto che, oltre alle società editoriali, a richiedere il risarcimento dei danni sarebbero numerosi esponenti apicali della televisione privata e dello spettacolo. In secondo luogo, il fatto che le due società siano anche quotate in Borsa rende effettivamente possibili gli ordini di grandezza di cui stiamo parlando”.L'articolo Fabrizio Corona, “non ho paura di Mediaset”: processo da 160 milioni, cos’è successo nella prima udienza proviene da Gossip e Tv.