Francia, droni sorvolano la base navale di Tolone durante l’esercitazione che doveva difenderla: nessun apparecchio abbattuto

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TOLONE — La Marine nationale ha confermato mercoledì che droni non autorizzati hanno sorvolato di notte, tra il 9 e il 13 ottobre, la base navale di Tolone, il principale porto militare francese sul Mediterraneo, un sito della Direzione generale degli armamenti nella stessa città e il 54° reggimento di artiglieria a Hyères, pochi chilometri a est. Nelle stesse notti era in corso Typhon, l’esercitazione interforze del 5-16 ottobre dedicata proprio alla protezione della rada da terra, dal cielo e dal mare.I dispositivi anti-drone sono scattati a ogni passaggio, disturbo elettromagnetico compreso, ma nessun apparecchio è stato recuperato e il numero e i modelli restano indeterminati. «Erano comunque più di uno ogni volta, e apparecchi grossi», ha detto una fonte a Ici Provence, l’emittente pubblica regionale che ha dato per prima la notizia, confermata poi da Le Monde.La procura di Tolone ha aperto un’inchiesta per stabilire origine, responsabili e movente. Parigi non ha formulato accuse verso nessuno Stato e nessuno ha rivendicato i sorvoli. La prefettura marittima conferma i fatti ma sostiene che nessuna infrastruttura sensibile sia stata minacciata. Lo spazio aereo sopra la rada è interdetto per decreto a tutela delle installazioni militari, con la sola eccezione dei soccorsi.Non è il primo episodio. Nel dicembre 2025 droni avevano sorvolato l’Île Longue, presso Brest, dove la Francia tiene i sottomarini a propulsione nucleare armati di missili balistici. Quell’ondata di incursioni ha prodotto una legge, approvata dal Parlamento in agosto, che autorizza gli operatori di infrastrutture critiche e i loro fornitori a rilevare, disturbare e abbattere i droni vicino ai siti designati.Le utility con i jammerÈ il secondo fronte della stessa storia. Un’inchiesta di Reuters, basata su oltre trenta interviste a dirigenti, funzionari ed esperti, descrive governi europei che stanno trasferendo a gestori di reti elettriche e ferrovie poteri finora riservati ai militari. «Eravamo indifesi di fronte alla minaccia», ha detto all’agenzia un alto funzionario francese: l’obiettivo è dotare entro il 2027 una lista allargata di siti «di importanza vitale» di sistemi omologati, dai jammer ai droni intercettori, per operatori come EDF, l’elettricità pubblica, e SNCF, le ferrovie. Le due società non hanno voluto commentare.Una corsa che rende ancora più scomodo quel che è successo a Tolone: lì le regole c’erano già, i jammer pure, e i droni se ne sono andati intatti. La tesi di Reuters è che la tecnologia per rilevare e abbattere i droni matura più in fretta delle norme su chi può usarla; il caso francese mostra che neanche le norme bastano, quando l’apparecchio è più grande e più veloce del previsto.In Germania il contrasto ai droni resta compito della polizia, ma il ministero dell’Interno dice di studiare come coinvolgere legalmente operatori e terzi. Il precedente è un drone carico di esplosivo trovato in agosto accanto a un cargo ucraino all’aeroporto di Lipsia: Berlino ha accusato Mosca, che ha negato come nega ogni attacco ibrido in Europa. L’Austria ha annunciato a settembre poteri analoghi per i gestori di infrastrutture. In Polonia le unità di sicurezza possono distruggere o prendere il controllo dei droni, e l’operatore di rete statale PSE pattuglia in elicottero circa 16.500 chilometri di linee ad alta tensione.Non tutti vogliono quei poteri. L’amministratrice delegata di Fingrid, il gestore della rete finlandese, dice a Reuters che la responsabilità deve restare alle forze armate e che il contrario sarebbe «un cambiamento molto, molto grande»; il responsabile della sicurezza di Fortum, utility finlandese, aggiunge che le aziende energetiche devono produrre energia e lasciare la sicurezza a polizia e militari. Rheinmetall, l’industria della difesa tedesca, individua il nodo nel ritardo tra rilevamento e decisione, con responsabilità legali frammentate.Il segretario generale di Eurelectric, l’associazione europea dell’elettricità, mette in conto «la possibilità teorica, e sempre più pratica» di interruzioni del riscaldamento quest’inverno per attacchi ibridi. Le autorità tedesche hanno registrato oltre 1.000 incidenti sospetti legati a droni da gennaio 2025, circa 1,5 al giorno. L’International Institute for Strategic Studies di Londra ne conta 144 in sei Paesi europei tra 2024 e 2026, con l’ipotesi di lanci dalle navi della «flotta ombra» russa per sorvegliare siti militari e testare le difese della Nato.