AGI - Rafforzare le competenze dei professionisti del patrimonio culturale e promuovere la cooperazione tra Italia e Africa per contrastare il traffico illecito di beni culturali. Con questo obiettivo è iniziato il 5 ottobre il programma "Patrimonio culturale, provenienza e tutela: formazione e rafforzamento delle competenze professionali tra Italia e Africa per contrastare il traffico illecito di beni culturali", primo corso di formazione promosso dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali e dall’'École du Patrimoine africain (Epa) nell'ambito dell'accordo triennale che le due istituzioni hanno sottoscritto per la formazione, la ricerca e l’innovazione nella gestione del patrimonio culturale e museale."La lotta al traffico illecito di beni culturali è una responsabilità condivisa, che richiede competenze qualificate e collaborazione tra istituzioni. Con questo accordo, la Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali consolida il proprio ruolo nella formazione e nella cooperazione internazionale, mettendo in relazione professionisti italiani e africani". Un partenariato nell'ambito del Piano Mattei"Nel quadro del Piano Mattei, promuoviamo un partenariato fondato sulla reciprocità, sullo scambio di conoscenze e sul rispetto delle identità culturali. Proteggere le testimonianze della storia significa custodire la memoria delle comunità e il loro diritto a trasmetterla alle generazioni future. Il contributo dei Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale porta in questo percorso l’esperienza italiana nella prevenzione e nel contrasto ai traffici illeciti", dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli."Con questo accordo diamo continuità a un percorso di cooperazione che la Scuola porta avanti da anni con le istituzioni internazionali impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio culturale. Promuovendo lo scambio tra Africa e Italia, contribuiamo a consolidare le competenze necessarie per conservare, salvaguardare e promuovere il patrimonio per le generazioni presenti e future. Con questa iniziativa rispondiamo agli indirizzi del ministero della Cultura nell’ambito del Piano Mattei e rinnoviamo l’impegno a favore del continente africano per la creazione di comunità di pratica tra i professionisti di Africa e Italia", spiega Gerardo Villanacci, presidente della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali."Sono molto lieto che questa collaborazione sia diventata realtà. È la prova che l’Italia e l'École du Patrimoine africain stiano ritrovando la loro lunga amicizia, consolidatasi sin dall’inizio dell’avventura dell’Epa in Africa. L'Italia dimostra così il suo impegno a collaborare con l'Africa, e l'École du Patrimoine africain ne è il tramite. Non mi resta che augurarci una collaborazione lunga e proficua", afferma Franck Ogou, direttore dell'École du Patrimoine africain.Coinvolti professionisti del patrimonio culturale dei paesi africaniIl corso di formazione coinvolge i professionisti del patrimonio culturale dei Paesi africani francofoni, in particolare provenienti da Algeria, Costa d’Avorio, Gabon, Marocco, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Senegal e Tunisia, e mira a rafforzare le capacità tecniche e operative necessarie per la salvaguardia dei beni culturali, favorendo al contempo la cooperazione tra istituzioni, amministrazioni e operatori dei diversi Paesi coinvolti.In un contesto in cui il traffico illecito di beni culturali rappresenta una minaccia attuale, soprattutto nelle aree segnate da conflitti e instabilità politica, il percorso formativo approfondisce strumenti e metodologie fondamentali per la tutela del patrimonio: dalla documentazione delle collezioni alla ricerca sulla provenienza (provenance research), dalla digitalizzazione alla tracciabilità dei beni culturali, fino alla cooperazione internazionale e all’impiego degli strumenti digitali.L’iniziativa è sostenuta dalla direzione generale Affari europei e internazionali del Ministero della Cultura e si inserisce nel più ampio quadro delle attività di cooperazione internazionale sviluppate nell'ambito della IV edizione della International School of Cultural Heritage, promossa dalla stessa direzione generale e dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali.