Subaru, la crisi costringe al sacrificio più grande: addio al motore boxer

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Il marchio giapponese rinuncerà su tutti i modelli al celebre motore termico boxer. Una notizia che era nell’aria. Già qualche anno fa con il lancio della WRX STi EJ20 Final Edition, un’edizione limitata dell’iconica berlina Subaru, arrivò il congedo dell'EJ20, il due litri boxer in servizio dal 1989. Il brand che prende il nome dall'ammasso stellare delle Pleiadi ha fatto la storia del JDM con modelli entrati di diritto nell’immaginario collettivo per le imprese nei rally.La fama per la Casa nipponica arrivò alla metà dagli anni ’90 con i titoli piloti e costruttori nel WRC con Colin McRae. I successi sullo sterrato dell’Impreza determinarono il lancio a doppio filo delle sue versioni più popolari, le WRX (soprattutto le STi), diventate nel 2014 un modello a sé, già da anni non importate alle nostre latitudini. Eppure Subaru rese celebre il motore boxer, con l’architettura a cilindri orizzontali contrapposti, proprio come Porsche e altri top brand, ma dal 2027 non sembra esserci più spazio a una leggendaria tradizione motoristica.Un addio soffertoIl motore boxer sta a Subaru come la trazione integrale, offrendo massima performance e un piacere di guida immediato. Con un motore di questo tipo lunghezza e altezza risultano più contenute rispetto a un tradizionale motore in linea, garantendo anche un peso leggero. Grazie a un bilanciamento ideale, il baricentro della vettura rimaneva basso, offrendo una super stabilità su qualsiasi superficie. I campionati WRC non si sono mai vinti per caso ma purtroppo in Europa questa soluzione tecnica, straordinaria nel panorama automobilistico attuale, è destinata a uscire di scena.Entro la fine del prossimo anno i vertici Subaru hanno annunciato, dopo sei decenni, che rinunceranno a modelli con motori a combustione interna. L’identità del produttore si evolverà sempre di più verso la tecnologia elettrica. Con il motore boxer, amato dai puristi per la sua struttura compatta e orizzontalmente contrapposta, Subaru si è spinta oltre i limiti della progettazione. Secondo quanto emerso sulle colonne di AMuS, gli ultimi modelli termici usciranno di produzione nel corso del 2027.[caption id="attachment_291882" align="alignnone" width="1200"] Subaru: addio al motore boxer[/caption]Listino elettricoUna svolta green è prevista per ottemperare alle regole dei burocrati di Bruxelles. Una scelta che comporta dei grossi rischi in una fase in cui la tecnologia elettrica stenta ancora a decollare del tutto in Europa. In Giappone e in Nord America Subaru continuerà a sviluppare l’architettura termica per un sistema full hybrid all’avanguardia. Porsche, ad esempio, ha scelto di fare un passo indietro e con la presentazione della Mission S avrebbe intenzione di sviluppare un otto cilindri boxer.Se per la Casa di Stoccarda il boxer resta una soluzione ancora e soprattutto legata al segmento delle sportive, Subaru ne ha fatto un impiego diffuso per decenni nella gamma. Tutto ebbe inizio il 14 maggio 1966 con la Subaru 1000, il cui quattro cilindri boxer raffreddato ad acqua diede il via a una rivoluzione tecnica che nel 2016 celebrò il 50° anniversario. Subaru, dopo oltre 16 milioni di motori boxer venduti, a distanza di 10 anni dallo straordinario traguardo ha scelto di rinunciare, almeno nel Vecchio Continente, al suo marchio di fabbrica.[drivek_widget brand_id="subaru" model_id="forester"]Lo Smartphone piccolo che va bene a tutti? Motorola Edge 50 Neo, compralo al miglior prezzo da Amazon Marketplace a 281 euro. CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE