In Europa 5 nuovi casi di tumore al minuto, l’Esmo di Madrid tra sfide e novità

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In Europa ogni anno si stimano 5 nuovi casi di tumore al minuto, 2,7 milioni in 365 giorni. Ma la buona notizia è che, grazie a ricerca e nuovi farmaci, dal 1988 a oggi sono stati evitati circa 7,3 milioni di morti nel Vecchio Continente. Il tutto mentre in 10 anni (2014 – 2023) la spesa per i farmaci anticancro è aumentata da 24,9 miliardi di euro a 64,3 miliardi. Una crescita trainata da una combinazione di effetti legati ai prezzi delle terapie e all’incremento del numero di casi di tumore. Lo ricorda l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), in occasione dell’apertura del Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo) a Madrid. “Un appuntamento che riunisce migliaia di specialisti da tutto il mondo, per capire in che direzione sta andando l’oncologia moderna”, dice a LaSalute di LaPresse Saverio Cinieri, direttore dell’Unità operativa complessa Oncologia medica e Breast Unit dell’Ospedale Antonio Perrino di Brindisi.Il vaccino a mRna contro il melanoma“Il fatto è che la ricerca sta andando in direzioni che, fino a poco tempo fa, erano assolutamente imprevedibili. Fra le novità più interessanti che verranno presentate a Madrid, ci sono gli ultimi dati del primo vaccino a mRna contro il melanoma. Non una vaccinazione preventiva – chiarisce Cinieri – ma una tecnica di ingegneria genetica per realizzare, a partire dal singolo paziente con melanoma, un vaccino che insegna al sistema immunitario a riconoscere ed eliminare eventuali cellule tumorali”. Obiettivo, ridurre il rischio di recidive. “E i dati sono molto interessanti: parliamo di un approccio personalizzato contro il singolo tumore che non è una soluzione per tutti, ma è sicuramente una strada importante da percorrere”.  Le classi di farmaci più promettenti contro il tumore“Poi – continua l’oncologo – ci sono gli anticorpi bispecifici, terapie composte da due due parti: una riconosce il bersaglio sulla cellula malata, l’altra si lega specificamente alla cellula immunitaria, individuando un recettore sui linfociti T del paziente. In questo modo il sistema immunitario distrugge finalmente la cellula tumorale. Si tratta di una grande e preziosa classe  di farmaci, già utilizzata in ematologia in Europa e in Italia. Ora nuovi anticorpi bispecifici sono in fase avanzata di sperimentazione nel tumore del polmone e in quello della prostata”. E ancora, dall’Esmo arriveranno interessanti novità sugli anticorpi farmaco coniugati, una classe avanzata di farmaci biotecnologici che funzionano come una sorta di ‘cavallo di Troia’ contro le cellule tumorali. “È un approccio molto interessante – riflette Cinieri – perché se l’anticorpo individua la cellula malata e si aggancia alla sua superficie, il farmaco citotossico viene inglobato distruggendola dall’interno e limitando i danni ai tessuti sani. Un approccio selettivo, che stiamo usando nel tumore della vescica e in quello della mammella, ma le sperimentazioni in corso sono davvero numerose”.Tumore tra costi e accesso ai nuovi farmaciIntanto grazie alla ricerca i costi indiretti del tumore in Europa, legati soprattutto alla perdita di produttività determinata dalla malattia, sono diminuiti del 16% in circa 30 anni, da 97 miliardi di euro nel 1995 a 82 miliardi nel 2023. Restano però criticità nell’accesso alle terapie innovative. In media nel Vecchio Continente viene reso disponibile per i pazienti solo il 51% dei nuovi farmaci approvati dall’Ema e servono 655 giorni per accedervi (nel 2025). L’Italia, segnala Aiom, presenta dati migliori (89%, seconda solo alla Germania), anche se i tempi sono ancora troppo lunghi. Nel nostro Paese devono i pazienti devono aspettare 470 giorni, cioè circa 15 mesi, per avere a disposizione le nuove cure.Come spiega Massimo Di Maio, presidente Aiom, “le terapie innovative non migliorano solo la sopravvivenza, ma favoriscono anche il ritorno al lavoro e alla vita sociale. Ma in un anno si sono allungati di oltre 2 mesi in Europa e di circa un mese in Italia i tempi per disporre dei nuovi farmaci anticancro. E ulteriori ritardi possono essere causati dalle gare regionali e dalla necessità di inclusione anche nei Prontuari Terapeutici Ospedalieri. Aiom da molti anni denuncia i ritardi regionali e locali per i farmaci. Va prevista l’immediata disponibilità dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”, evidenzia Di Maio.Perchè la Mfn preoccupa anche gli oncologiNon solo: a preoccupare gli oncologi – oltre alle aziende farmaceutiche – è la clausola della ‘nazione più favorita’ (Mfn, Most Favored Nation), stabilita dall’amministrazione statunitense, che prevede di ridurre i prezzi dei farmaci americani allineandoli a quelli più bassi di altri Paesi, Italia inclusa. “Questo provvedimento – dice Di Maio – rischia di dilatare ulteriormente i tempi e di generare pesanti ripercussioni sull’assistenza oncologica nel nostro Paese. Le aziende farmaceutiche, infatti, potrebbero decidere di ritardare il lancio di nuove terapie oncologiche innovative in Europa e in Italia, o di non renderle del tutto disponibili, per evitare che un prezzo basso locale condizioni o abbassi i ricavi sul più redditizio mercato statunitense”.Il tutto mentre ormai l’Italia sostiene il 14% della spesa europea per i farmaci oncologici e si colloca al terzo posto nel Vecchio Continente, dopo Germania (19%) e Francia (19%), come ricordano gli oncologi dall’Esmo di Madrid.Questo articolo In Europa 5 nuovi casi di tumore al minuto, l’Esmo di Madrid tra sfide e novità proviene da LaPresse