Gli Usa vietano l’intelligenza artificiale cinese DeepSeek nelle agenzie federali: «Trasferisce dati sensibili a Pechino»

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WASHINGTON — Il dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti ha messo al bando DeepSeek, la società cinese di intelligenza artificiale che ha reso celebri i suoi modelli gratuiti. Le agenzie civili federali non potranno più comprarne i prodotti e dovranno rimuovere subito quelli già installati. Il divieto vale anche per i software di terzi costruiti sopra i modelli DeepSeek.È un bando a metà. L’ordine non tocca il Pentagono né i sistemi di sicurezza nazionale, già coperti da una legge del dicembre 2025, e le agenzie hanno 60 giorni per chiedere eccezioni. Porta la firma del segretario Markwayne Mullin ed è datato 24 luglio: è rimasto nel cassetto quasi tre mesi, fino alla pubblicazione sul Federal Register, la gazzetta ufficiale americana, martedì 20 ottobre.La base giuridica è una legge del 2018 sulla sicurezza delle forniture pubbliche, che permette di escludere un fornitore dagli acquisti federali su raccomandazione di un consiglio interministeriale. Il divieto si estende ai marketplace online e alle liste di prodotti approvati, e i quesiti delle amministrazioni vanno a una squadra della Cisa, l’agenzia federale per la cybersicurezza. Fra i dipartimenti coinvolti ci sono il Tesoro, lo Stato e la Giustizia.Le motivazioni occupano buona parte del testo. I modelli di DeepSeek «presentano molteplici vettori di minaccia», scrive il dipartimento: i server sono in Cina e accessibili alle autorità, l’azienda raccoglie dati personali e può «tracciare o schedare digitalmente» gli utenti, i prodotti contengono vulnerabilità e malware. Il pericolo è «il trasferimento di dati sensibili alla Repubblica popolare» se i modelli vengono usati da dipendenti o fornitori del governo, informazioni che «potrebbero produrre intelligence utilizzabile su cittadini americani o programmi governativi».Il bando colpisce un fornitore che le agenzie quasi non pagano, perché i modelli sono in gran parte gratuiti: la posta è meno il contratto che il segnale a Pechino.La replica di PechinoLa risposta cinese è arrivata in giornata, su due canali. Al briefing di martedì la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning ha detto che la Cina «si oppone costantemente all’estensione eccessiva del concetto di sicurezza nazionale e alla politicizzazione delle questioni scientifiche, tecnologiche e commerciali» e che «salvaguarderà con fermezza i diritti e gli interessi legittimi delle imprese cinesi», riferisce l’Associated Press. Le stesse parole le ha rilanciate l’emittente statale Cgtn.Più dura la nota del ministero del Commercio, citata da Reuters. Pechino è «fortemente insoddisfatta e fermamente contraria», chiede a Washington di «correggere immediatamente le pratiche sbagliate» e di revocare le «misure restrittive discriminatorie», e si riserva «tutte le misure necessarie». Il ministero accusa gli Stati Uniti di ignorare il consenso raggiunto da Xi Jinping e Donald Trump e li invita a usare il meccanismo di dialogo bilaterale sull’intelligenza artificiale. DeepSeek, che ha sede a Hangzhou, non ha risposto a una richiesta di commento.Per capire la portata dell’ordine bisogna tornare ai modelli stessi. DeepSeek li pubblica a pesi aperti: chiunque può scaricarli e farli girare sui propri server, e per questo sono diffusi anche negli Stati Uniti, dentro prodotti di altre aziende. È la ragione della clausola sui software di terzi, la parte del bando che le agenzie faranno più fatica ad applicare. Il Congresso aveva già chiuso la porta nel dicembre 2025, ma solo per i sistemi di sicurezza nazionale.Lo stesso lunedì il dipartimento di Stato ha sanzionato Shanghai Zhisuan Technology, società di intelligenza artificiale fondata da Linwei Ding, ex ingegnere di Google, insieme a un fondo di venture capital e a tre entità collegate. Anche qui il ministero del Commercio cinese ha espresso «ferma opposizione», accusando Washington di «gonfiare la cosiddetta questione del furto di segreti industriali».L’ordine non dice nulla della partita più grande. Trump e Xi sono attesi a metà novembre a Shenzhen, a margine del vertice dell’Apec, il forum delle economie del Pacifico, con l’intelligenza artificiale all’ordine del giorno. Nelle ultime settimane i due governi avevano fatto passi avanti sulla governance dell’IA, compresa una proposta americana di un sistema di notifica reciproca sugli incidenti di sicurezza nazionale. Su quel tavolo, da martedì, c’è anche la richiesta cinese di ritirare il bando.