BRASILIA — A quattro giorni dal ballottaggio di domenica, i due uomini che si contendono la presidenza del Brasile chiedono alla stessa corte di cancellare l’altro dalla scheda. Il presidente in carica Luiz Inácio Lula da Silva deposita oggi al Tribunale superiore elettorale un ricorso per annullare la candidatura del rivale, il senatore Flávio Bolsonaro, accusandolo di aver beneficiato di una «manipolazione algoritmica» di Meta. I legali di Bolsonaro hanno giocato d’anticipo: martedì hanno chiesto alla stessa corte di invalidare la candidatura di Lula per «abuso di potere».La partita è apertissima. Al primo turno di inizio ottobre Flávio Bolsonaro ha preso il 47 per cento, Lula il 45, e i sondaggi danno i due in pareggio tecnico. In mezzo c’è Meta, la società di Facebook, Instagram e WhatsApp, cioè le piattaforme su cui passa la campagna in un Paese di 214 milioni di abitanti.Il ricorso di Lula era stato anticipato lunedì dal quotidiano Folha de S. Paulo e atteso per martedì, poi rinviato. Il coordinatore della campagna, il senatore Camilo Santana, ha detto ai cronisti che il deposito avverrà mercoledì. La campagna sostiene che contenuti del presidente sono stati soppressi su Facebook, Instagram e WhatsApp e che l’assistente di intelligenza artificiale di WhatsApp limitava le risposte elettorali su Lula, non quelle su Bolsonaro.La corte si era già mossa. Lunedì ha dato a Meta 24 ore per dimostrare di rispettare l’ordine di trattare i due candidati in modo paritario, con la minaccia di una multa di circa 200.000 dollari al giorno. Non era la prima volta: la campagna di Lula aveva già ottenuto una decisione favorevole dalla corte sul presunto sbilanciamento degli algoritmi a favore di Bolsonaro. Martedì i rappresentanti di Meta e gli avvocati delle due campagne si sono incontrati nella sede della corte, a Brasilia.Meta nega di aver favorito una parte. «Abbiamo completato l’attuazione delle misure per conformarci alla decisione del Tribunale superiore elettorale», ha dichiarato martedì la società, che ha però riconosciuto che alcuni annunci della campagna di Lula erano stati disattivati per errori tecnici.Il contrattacco di BolsonaroIl ricorso di Bolsonaro, visionato da AFP, accusa Lula di aver usato i canali del governo per diffondere messaggi di massa su WhatsApp durante la campagna, un abuso di potere che secondo i suoi legali rende invalida la candidatura. Nessuno dei due ricorsi può realisticamente cambiare la scheda in quattro giorni: entrambi mettono agli atti, prima dello spoglio, le ragioni con cui contestare il risultato.Lula ha 80 anni e corre per un quarto mandato non consecutivo. Flávio Bolsonaro ne ha 45 ed è figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni per il tentato colpo di Stato seguito alla sconfitta del 2022 e oggi agli arresti domiciliari. Il figlio ha promesso di liberarlo se eletto.Lo scontro ha una sponda a Washington. Lula ha accusato il governo degli Stati Uniti di ingerenza a favore di Bolsonaro. Donald Trump non ha dato un appoggio esplicito, ma ha definito il risultato a sorpresa del primo turno «una vittoria molto, molto grande». Il Partito dei lavoratori di Lula annuncia inoltre una denuncia contro l’«ingerenza» di Meta all’Organizzazione degli Stati americani.Lunedì decine di sostenitori del presidente hanno manifestato davanti agli uffici di Meta a San Paolo con cartelli e lo slogan «Meta fuori dal Brasile». Lula ha tenuto martedì il suo comizio a Porto Alegre, Bolsonaro aveva chiuso a San Paolo nel fine settimana, dopo il dibattito televisivo di domenica. A Brasilia le urne elettroniche sono già in preparazione: domenica si vota comunque.