AGI - "Amo Roma. Ero qui in primavera per girare il film di Tom Ford, ho avuto tanto tempo per passeggiare e godermi la città, è semplicemente bellissimo essere tornata". Nelkla serata di ieri Julianne Moore e stata travolta da un grandissimo bagno di folla sul red carpet della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma.La star hollywoodiana ha presentato 'The Debut', terzo lungometraggio da regista di Jesse Eisenberg, sviscerando il messaggio universale dell'opera: "Il cambiamento è sempre possibile. Penso che quando senti di averne bisogno e inizi a muoverti verso qualcosa, dovresti ascoltare il tuo istinto".Esordirà come regista? "Probabilmente no"Sorridente e disponibile con i fan, regalando selfie e autografi, l'attrice premio Oscar per 'Still Alice' ai microfoni dell'AGI ha allontanato l'ipotesi di un suo futuro esordio dietro la macchina da presa: "Probabilmente no. Ho conosciuto molti registi da vicino ed è un lavoro molto difficile, non credo sia nel mio futuro, pur nutrendo una grande ammirazione per loro".Il debutto in un film horrorUn'occasione anche per svelare un curioso aneddoto sul suo personale debutto nell'industria cinematografica: "Era un film horror e non mi ero resa conto che il mio personaggio avrebbe dovuto guidare. Io non sapevo farlo e non sapevo cosa dire. Alla fine, all'ultimo minuto, hanno deciso che il motore faceva troppo rumore e hanno semplicemente spinto la macchina nell'inquadratura. Ero così grata di non dover confessare che non avevo la patente". Il premio alla carriera alla FestaL'omaggio della Capitale è culminato poco dopo sul palco della sala Sinopoli, dove Moore ha ritirato il prestigioso premio alla carriera. Un traguardo che ha voluto condividere con chi l'ha accompagnata in decenni di successi: "Tutta la mia carriera è il risultato dell'incredibile lavoro di altre persone che mi hanno permesso di interpretare il loro linguaggio e di essere un canale per trasmettere i loro sentimenti", ha dichiarato stringendo il riconoscimento.Il motivo per cui andiamo al cinema"E' stato un grande privilegio vedersi affidare queste storie, e io continuo a essere dipendente da questo processo creativo perché mi consente di capire che non sono sola". Un bisogno di empatia che, secondo la star, rappresenta l'essenza stessa della settima arte: "È questo il motivo per cui andiamo al cinema: per vedere noi stessi sullo schermo e veder riflessa la nostra condizione umana".Ringraziamento a Jesse EisenberegInfine, un tributo commosso all'autore del suo ultimo progetto: "Ringrazio chiunque mi abbia mai dato un lavoro, e in particolare Jesse. Diciamoci la verità, io non sarei assolutamente qui se Eisenberg non avesse scritto questo film, se non mi avesse scelto per il ruolo e se non avesse deciso di collaborare con me. Mi ha offerto il mio lavoro più recente e uno dei migliori che abbia mai avuto".