PYONGYANG — Gli altoparlanti puntati verso il Sud torneranno «in stand-by entro pochi giorni» lungo tutto il confine, e con loro «nuovi mezzi di risposta» messi in allerta. Lo ha annunciato giovedì Kim Yo-jong, sorella del leader nordcoreano Kim Jong-un e dirigente del Partito dei lavoratori, in una dichiarazione diffusa dall’agenzia di Stato Kcna e rilanciata da Reuters. Se i colpi di avvertimento sudcoreani dovessero danneggiare territorio o uomini del Nord, ha aggiunto, i suoi soldati «elimineranno senza pietà» le forze del Sud.È il terzo messaggio in quattro giorni. Il 19 ottobre Kim aveva parlato di «misure preventive e repressive» contro i «guerrafondai» di Seul, accusati di sparare da agosto con fucili automatici e mitragliatrici di grosso calibro verso la linea di demarcazione. Mercoledì sera, dopo un’ispezione alle fortificazioni del confine con Pak Jong-chon, vicepresidente della Commissione militare centrale, aveva fissato la riaccensione degli altoparlanti entro fine ottobre. Oggi avverte il Sud della «situazione più orribile e angosciante» se continuerà quella che Pyongyang chiama interferenza negli affari interni.Seul risponde su due tavoli. Il ministero dell’Unificazione e l’esercito chiedono a Pyongyang di tornare al dialogo; i militari sostengono che le parole di Kim provano l’efficacia dei controlli sulla zona smilitarizzata decisi con il Comando Onu. Il ministero della Difesa promette «misure proporzionate» se il Nord agirà, ma precisa che nessuna decisione è stata presa, e il portavoce dello stato maggiore congiunto dice di non aver rilevato movimenti per installare nuove armi al confine. I colpi di avvertimento, ripete, sono «misure legittime e difensive».Lo stesso giovedì il ministero degli Esteri ha annunciato una lettera al Consiglio di sicurezza dell’Onu: le mine nordcoreane violano l’armistizio, Pyongyang deve chiedere scusa e tornare a parlare per evitare l’escalation. È il punto da cui tutto è ripartito.Le mine di settembreIl 21 settembre due esplosioni nel settore occidentale della zona smilitarizzata hanno ferito tre ufficiali sudcoreani impegnati in un’operazione di bonifica, due in modo grave, evacuati in elicottero all’ospedale militare vicino a Seul. Il 5 ottobre la Difesa ha chiuso l’indagine condotta con il Comando Onu: le mine, antiuomo in plastica, erano state piantate dal Nord a sud della linea di demarcazione; una è stata recuperata intatta e il capo operazioni dello stato maggiore l’ha mostrata ai giornalisti nel quartier generale di Yongsan. Il Comando Onu ha certificato la violazione dell’armistizio. Pyongyang nega: un incidente «fabbricato», «autoinflitto».Il ministro dell’Unificazione Chung Dong-young, su Facebook, ha scritto che «invece di dispute politiche sterili, dobbiamo riflettere sul perché continuino tragedie simili e cercare soluzioni di fondo», riferisce il Korea Herald.La zona smilitarizzata — 248 chilometri per 4, circa due milioni di mine — è dall’aprile 2024 un cantiere. Il Nord vi costruisce quello che chiama un confine permanente: nuove mine, filo spinato, barriere anticarro. Durante quei lavori l’esercito del Sud ha contato cinquanta sconfinamenti della linea quest’anno, ognuno seguito da avvisi e colpi di avvertimento. Gli altoparlanti sono su quel fronte da decenni: musica pop, notiziari e propaganda da una parte, rumori e invettive dall’altra.Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung, in carica dal giugno 2025, li aveva spenti e aveva smontato gli impianti fissi come gesto di fiducia; il Nord aveva sospeso i propri. La mossa di Kim Yo-jong riporta quel fronte al punto di partenza e trasforma i colpi di avvertimento del Sud, finora routine, nel pretesto dichiarato di un’escalation.Il precedente che Seul conosce meglio è dell’agosto 2015. Allora due soldati sudcoreani di pattuglia persero le gambe su mine attribuite al Nord; il Sud riaccese gli altoparlanti dopo undici anni di silenzio, Pyongyang rispose con colpi di artiglieria e con un ultimatum, e le due Coree rimasero per giorni sull’orlo dello scontro, fino a un accordo negoziato in oltre quaranta ore di colloqui a Panmunjom. Anche allora tutto era cominciato da una mina piantata a sud della linea.