NAPOLI — I camion parcheggiati da una settimana lungo le strade di Napoli, i cartelli nei supermercati che avvertono «alcuni prodotti potrebbero essere temporaneamente non disponibili», le pompe a secco e gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria senza carburante per gli aerei: giovedì la protesta degli autotrasportatori del Mezzogiorno comincia a sciogliersi. I rappresentanti della categoria annunciano la rimozione dei blocchi in Sicilia dopo i colloqui col governo, in Calabria la mobilitazione è sospesa e in Campania il portavoce Vincenzo Parisi spera di veder cadere i presidi attorno a Napoli «più tardi oggi».Si allenta così una settimana di blocchi contro il caro gasolio che ha svuotato gli scaffali di Napoli, della Calabria e della Puglia e fermato fabbriche e distributori. A Roma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riunito il Consiglio dei ministri per approvare un decreto che unifica gli aiuti ad autotrasportatori e agricoltori, con compensazioni per il prezzo del carburante: oltre 1 miliardo di euro, secondo le cifre dei ministri, tra rimborsi per il gasolio e fondi per il rinnovo delle flotte.Il gasolio costa in Italia circa un terzo in più rispetto a prima della guerra con l’Iran, riferisce l’Associated Press, e lo sconto temporaneo sulle accise è scaduto a inizio ottobre. Da lì è partita la protesta, prima con le code ai caselli, poi, lunedì, con i blocchi al carico e allo scarico dei magazzini della grande distribuzione nell’area di Napoli. Martedì in città le pompe erano vuote e nei supermercati mancavano interi reparti.Il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi ha parlato giovedì di gravi disagi in Campania, con ricadute su supermercati, distributori e ospedali. L’Ordine dei medici di Napoli, per bocca del presidente Bruno Zuccarelli, ha chiesto «una protesta responsabile»: «Le forniture di carburante per le ambulanze devono essere garantite e gli operatori sanitari devono poter raggiungere il lavoro». Il governo ha fatto scortare dalla polizia i camion con cibo e medicinali, 500 mezzi nella sola Campania.L’industria conta i danni. Antonio Ferraioli, presidente della La Doria, tra i maggiori produttori italiani di conserve di pomodoro e pasta, ha detto, citato da Reuters, che la produzione è ferma in sette stabilimenti del Sud e che metà dei dipendenti è in ferie forzate. «Se la protesta continua, i prodotti del Sud spariranno dagli scaffali dei supermercati di tutto il Paese e saranno sostituiti da importazioni o prodotti di altre zone d’Italia».La linea dura di mercoledìMercoledì il governo aveva alzato il tono. Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha annunciato l’identificazione dei responsabili dei blocchi e la loro rimozione, con il rischio di conseguenze penali fino alla reclusione: 1.339 persone identificate, 71 denunciate, 242 sanzioni amministrative. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha messo in dubbio le intenzioni di alcuni organizzatori: «Dobbiamo sbloccare l’Italia perché i nostri imprenditori possano vendere e i cittadini comprare». I promotori dei presidi non hanno replicato.Nello stesso giorno Urso ha messo sul tavolo i soldi: 434,8 milioni già stanziati come compensazione per il caro gasolio e circa 590 milioni per il rinnovo delle flotte. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha indicato cifre simili e ha contato oltre 32.000 domande già presentate per i rimborsi. In Parlamento è in discussione un tetto flessibile ai prezzi di benzina e gasolio, dentro un decreto carburanti già approvato dal Senato e ora alla Camera.La frattura è passata dentro la categoria. Dopo l’incontro con Salvini, le associazioni nazionali dell’autotrasporto hanno chiesto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di far rimuovere i blocchi, perché la protesta ormai danneggia il settore stesso. Paolo Uggè, presidente di Unatras, il coordinamento delle sigle del settore, aveva ottenuto la promessa dell’avvio dei pagamenti da mercoledì e di una legge sui costi di esercizio. Con le sigle nazionali schierate per la riapertura, i presidi spontanei sono rimasti soli al tavolo.I sindaci di Napoli, Gaetano Manfredi, e di Bari, Vito Leccese, avevano avvertito in una nota congiunta che «la situazione nelle città del Sud resta estremamente critica e rischia di peggiorare con il passare delle ore», con la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico coinvolti. Mercoledì gli avvisi aeronautici ufficiali segnalavano ancora l’assenza di carburante avio a Crotone e Reggio Calabria e alle uscite autostradali le code si misuravano in chilometri.L’Associated Press colloca la protesta italiana nella scia delle manifestazioni che attraversano l’Europa per gli effetti economici della guerra con l’Iran.