Saccheggi a Milano, dopo i rapper arriva Draghi: «I giovani non si sentono ascoltati»

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Non bastava la sinistra. Anche l’ex premier ed ex presidente della Bce Mario Draghi si è schierato con le migliaia di giovani che sono scese nelle piazze europee, con le conseguenze distruttive che abbiamo visto e che stanno dominando il dibattito pubblico.«Non è affatto semplice spiegare queste rivolte in tre Paesi diversi; ognuno ha le proprie motivazioni specifiche. L’unico che accomuna tutti e tre i casi è che, l’anno prossimo, si terranno elezioni di estrema importanza», ha affermato Draghi in un’intervista a Bloomberg. «Tuttavia, questa è solo la cornice. A mio avviso, la spiegazione più solida risiede nel blocco delle aspettative: i giovani hanno la sensazione che nessuno li ascolti». L’ex premier ha anche sottolineato che, secondo lui, i ragazzi percepiscono «le dinamiche sociali come bloccate: fanno fatica a trovare un lavoro e si sentono impreparati di fronte a una società che sta vivendo una trasformazione tecnologica rapidissima».La Meloni ingabbia i maranza. Ma re Sergio disarma i soldatiL’«ansia» per la crescita che porta alla violenza Questo, secondo Draghi, genererebbe in loro «ansia», perché i ragazzi non vedrebbero «crescita accompagnata da giustizia sociale» che, per i giovani, «si traduce in giustizia sociale intergenerazionale; quando la crescita viene a mancare, diventa estremamente difficile garantirla».Per l’ex presidente della Bce, oltre a trasformazione tecnologica e difficoltà nel trovare un lavoro, vi sarebbero anche altri elementi che hanno portato così tante persone a occupare strade e piazze: «il ruolo degli attori politici, le dinamiche di piazza, gli scontri e la violenza – che va condannata in ogni circostanza». Tutti questi fattori, però, sarebbero più degli «amplificatori» che delle «spiegazioni» delle scene a cui abbiamo assistito.La giustificazione dei nuovi rivoluzionariInsomma, Mario Draghi si è unito a tutta quella schiera di politici, intellettuali e giornalisti che “condannano le violenze” e aggiungono sempre quel “ma”, quel giustificazionismo che deresponsabilizza gli attori materiali delle devastazioni, degli incendi, dei saccheggi e delle violenze. I colpevoli sono sempre altri. I giovani stanno semplicemente dando sfogo ad una rabbia interiorizzata. “Son ragazzi”, direbbe qualcuno.La psicosi maranza costringe studenti e famiglie all’auto-lockdownGli stessi ragazzi che un giorno vengono elogiati per il loro impegno politico, e quello dopo considerati come incapaci di avere una piena comprensione di ciò che stanno facendo. Gli stessi ragazzi le cui azioni hanno portato ad una paura diffusa, con genitori che hanno preferito lasciare a casa i figli da scuola e ragazze che hanno ricevuto allerte su possibili tentativi di aggressioni e stupri da parte di quei maranza che sono diventati i nuovi eroi rivoluzionari.L'articolo Saccheggi a Milano, dopo i rapper arriva Draghi: «I giovani non si sentono ascoltati» proviene da La Verità.