Hormuz, Araghchi esclude un ritorno al passato. Il comando USA: «Rotte libere da mine»

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Le rotte e la gestione dello Stretto di Hormuz non torneranno a essere quelle precedenti alla guerra. Lo ha detto domenica 25 ottobre il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, durante una cerimonia a Teheran, secondo l’agenzia di Stato IRNA, ripresa dall’agenzia cinese Xinhua.Araghchi ha sostenuto che la guerra iniziata il 28 febbraio con gli attacchi di Stati Uniti e Israele ha prodotto cambiamenti «fondamentali e strategici» in Asia occidentale. Ha aggiunto che la sicurezza della regione deve essere garantita dai paesi che vi si affacciano, senza forze straniere, e che l’Iran è pronto a collaborare con tutti i paesi della regione.Lo stesso giorno il comandante del Comando centrale statunitense (CENTCOM), l’ammiraglio Brad Cooper, ha sorvolato lo stretto a bordo di un elicottero CH-47 Chinook. In un comunicato, CENTCOM afferma che le principali rotte di transito restano libere da mine iraniane. Secondo il comando, nell’operazione di sminamento le forze statunitensi hanno ripulito le rotte internazionali dalle mine posate dai Pasdaran, il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica. CENTCOM dichiara inoltre di aver accompagnato oltre 3mila transiti di navi commerciali negli ultimi sei mesi. Dall’estate, sempre secondo il comando, ha aiutato i paesi del Golfo a esportare più di 1,5 miliardi di barili di greggio.Le due versioni sono in contrasto. Nelle ultime settimane i Pasdaran hanno attribuito a mine i danni subiti da diverse navi, sostenendo che lo stretto non è sicuro per chi non si coordina con l’autorità creata da Teheran durante la guerra per gestire il passaggio. CENTCOM attribuisce invece gli stessi episodi a proiettili lanciati dai Pasdaran.Sempre domenica il presidente statunitense Donald Trump ha detto ai giornalisti che quel giorno non ci sarebbe stato alcun attacco contro l’Iran. In mattinata, in un’intervista a Fox News, aveva dichiarato di dover ancora scegliere tra un accordo con Teheran e la ripresa delle operazioni militari. Trump aveva in precedenza escluso attacchi prima delle elezioni di metà mandato del 3 novembre.