L’Uganda mette in quarantena chi torna dal Congo e risponde alla Svizzera sull’Ebola: «Scienza, non politica»

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KAMPALA — Il ministro della Salute ugandese Chris Baryomunsi ha annunciato domenica che chiunque rientri in Uganda dopo un soggiorno nella Repubblica Democratica del Congo dovrà passare 21 giorni in quarantena, a proprie spese. Lo ha detto in conferenza stampa allo Uganda Media Centre di Kampala, riferisce Reuters, e nella stessa sede ha risposto alla Svizzera, che da giovedì sostiene che la paziente di Ebola ricoverata ad Abuja si è contagiata proprio in Uganda. La donna, 42 anni, nata in Uganda e moglie di un diplomatico svizzero, è il primo caso registrato in Nigeria da oltre dieci anni.Le due mosse si leggono insieme: Kampala si dichiara libera dal virus e colloca nel Congo, dove l’epidemia del ceppo Bundibugyo ha superato i 9.700 contagi, l’origine del rischio. «Il ministero ha intensificato i controlli sui viaggiatori all’aeroporto internazionale di Entebbe e a tutti i valichi terrestri», ha detto Baryomunsi. Chi entra nel Paese per via aerea, terrestre o fluviale dovrà compilare un modulo di localizzazione.La versione svizzera è arrivata per iscritto dal Dipartimento federale degli Affari esteri: la donna «si ritiene abbia contratto il virus durante un viaggio in Uganda circa due settimane fa», era rimasta per circa una settimana in una clinica privata di Abuja con i sintomi prima della diagnosi e non è mai stata in Congo. Il marito, che viaggiava con lei, è in isolamento e non ha sintomi; i 25 dipendenti dell’ambasciata ad Abuja stanno bene.Baryomunsi ha replicato che Berna «sta parlando prematuramente». «Che prove hanno che non sia mai andata lì?», ha chiesto, riferendosi al Congo. «Dovremmo parlare di scienza, non di politica». Secondo il ministro, alcuni parenti della donna, provenienti dal West Nile, la regione ugandese al confine con Congo e Sud Sudan, e reduci da un viaggio in Congo, l’avevano incontrata a Kansanga, un sobborgo della capitale. Giovedì sera il portavoce del governo aveva ribadito che l’Uganda non ha casi di Ebola: la propria epidemia è stata dichiarata chiusa il 28 luglio, con 20 contagi e 2 morti. Berna non ha risposto alle parole di domenica.Le date di EntebbeL’Organizzazione mondiale della sanità non segue la ricostruzione di Kampala. Il suo rappresentante in Nigeria, Pavel Ursu, ha detto che la paziente «è rientrata ad Abuja il 3 ottobre, dopo essere stata in Uganda dal 16 settembre», e che le informazioni ricevute non indicano viaggi fuori dal Paese. Il 3 ottobre è anche il giorno in cui il primo malato keniano, arrivato dal Congo attraverso l’Uganda, ha preso un volo da Entebbe a Nairobi. È morto due giorni dopo.Diana Atwine, segretaria permanente del ministero della Salute ugandese, ha confermato che i due pazienti sono transitati nello stesso aeroporto lo stesso giorno, ma ha aggiunto che le telecamere a circuito chiuso non mostrano alcun contatto fisico tra loro. Il sequenziamento genomico eseguito in Nigeria dice che il virus della donna è strettamente imparentato con quello del caso keniano; le autorità nigeriane non vedono però la prova di un legame diretto. I 60 contatti tracciati in Uganda per il paziente keniano, tra alberghi, trasporti e punti di frontiera, hanno completato i 21 giorni di sorveglianza senza sintomi.Il Kenya ha annunciato venerdì una seconda morte. In Congo, dove i primi casi risalgono al 14 maggio nell’Ituri, l’Oms conta al 20 ottobre 9.704 contagi confermati e 4.687 morti in otto province: è la più vasta epidemia mai registrata di questo ceppo, identificato per la prima volta proprio in Uganda nel 2007. Domenica il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha riferito che un’infermiera è stata uccisa e un operatore sanitario gravemente ferito in un attacco a Bafwasende, nel nord del Paese, mentre rispondevano a un allarme Ebola.Venerdì a Bunia, capoluogo dell’Ituri ed epicentro dell’epidemia, è partita la sperimentazione «Tumaini», speranza in swahili, con il vaccino Ervebo di Merck, autorizzato contro il ceppo Zaire ma mai provato contro il Bundibugyo. L’Oms ha ripetuto il 23 ottobre che sconsiglia restrizioni ai viaggi e al commercio con i Paesi colpiti. Il ministero della Salute congolese non ha commentato la quarantena ugandese. Patrick Otim, funzionario per le emergenze dell’Oms, ha detto: «La fonte dell’esposizione non è ancora nota. La storia dei viaggi della paziente è ancora in corso di ricostruzione».