Azerbaijan, accordo con l’Italia su industria e materie prime critiche: investimenti e nuove opportunità

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Italia e Azerbaijan puntano ad ampliare la cooperazione economica oltre il settore energetico, estendendo il partenariato alle materie prime critiche, alle tecnologie digitali e all’industria avanzata. È questo il risultato dell’incontro organizzato oggi a Roma da Confindustria, insieme al ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla Farnesina e al ministero dell’Economia azero, in occasione della visita in Italia del ministro Mikayil Jabbarov.L’iniziativa ha portato alla firma di un accordo intergovernativo destinato a favorire nuovi investimenti e collaborazioni industriali. Particolare attenzione è stata riservata alle risorse minerarie dell’Azerbaijan e alla possibilità di coinvolgere le imprese italiane nelle attività di estrazione, lavorazione e riciclo delle materie prime strategiche, sempre più importanti per le industrie europee.Il rafforzamento dei rapporti economici si inserisce in una relazione commerciale già consolidata. Nel 2025 l’interscambio bilaterale ha raggiunto gli 8 miliardi di euro e l’Italia si è confermata il principale mercato di destinazione delle esportazioni azere. Una posizione legata soprattutto alle forniture energetiche, che rappresentano da anni il principale elemento di collegamento tra le economie dei due Paesi.Un ruolo centrale è svolto dal Trans Adriatic Pipeline (TAP), il gasdotto che collega l’Azerbaijan all’Italia attraverso il Corridoio meridionale del gas. Tra il 2021 e il 2025 l’infrastruttura ha consentito l’arrivo sul mercato italiano di quasi 48 miliardi di metri cubi di gas naturale, contribuendo alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento dopo la riduzione delle importazioni dalla Russia.La nuova fase della cooperazione mira tuttavia a ridurre il peso esclusivo degli idrocarburi nei rapporti bilaterali. Tra i comparti individuati figurano l’industria mineraria e metallurgica, l’intelligenza artificiale, la robotica, le infrastrutture digitali, i servizi informatici e il turismo. Per Baku l’interesse è anche quello di sviluppare settori produttivi alternativi al petrolio e al gas, mentre Roma punta a rafforzare la presenza delle proprie aziende in un mercato considerato strategico per i collegamenti tra Europa e Asia.Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha ricordato che nel 2025 le esportazioni italiane verso l’Azerbaijan hanno raggiunto i 432 milioni di euro. Secondo le stime del Centro Studi dell’associazione, esisterebbe un ulteriore potenziale commerciale superiore a 110 milioni di euro, da sviluppare attraverso nuovi progetti industriali e investimenti di lungo periodo.Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato il valore politico ed economico del partenariato con Baku, evidenziando come la dichiarazione congiunta sulla cooperazione strategica possa favorire l’integrazione tra le competenze tecnologiche italiane e le risorse minerarie azere. L’obiettivo è costruire una collaborazione che comprenda l’intera filiera produttiva, dall’estrazione alla trasformazione e al recupero dei materiali.Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha posto l’accento sulla possibilità di attrarre nuovi capitali azeri nel sistema industriale italiano. La cooperazione potrebbe riguardare anche applicazioni dell’intelligenza artificiale ai processi produttivi e tecnologie di robotica avanzata, con il possibile coinvolgimento del Fondo Nazionale del Made in Italy.Tra i progetti richiamati da Urso figura inoltre la realizzazione di un deposito strategico di materie prime critiche a Porto Marghera, in Veneto. L’Italia intende candidare il sito come iniziativa pilota europea per costituire riserve destinate a proteggere le imprese dalle interruzioni delle forniture internazionali. L’Azerbaijan potrebbe contribuire al progetto attraverso le proprie risorse minerarie, anche se non sono stati ancora annunciati impegni finanziari specifici.La questione delle materie prime critiche assume un’importanza crescente per l’Unione Europea, impegnata a ridurre la dipendenza da un numero limitato di fornitori esteri per materiali necessari alla transizione energetica, all’elettronica e alle produzioni industriali avanzate. In questo quadro il partenariato con Baku potrebbe offrire nuove opportunità di diversificazione, pur richiedendo ulteriori accordi per trasformare le dichiarazioni politiche in investimenti concreti.L’incontro romano, aperto dal vicepresidente di Confindustria per l’Energia Aurelio Regina, ha previsto anche la presentazione di progetti da parte delle imprese azere e colloqui diretti con le aziende italiane. Il confronto proseguirà con il Business Forum Italia-Azerbaijan, previsto a Baku entro la fine del 2026, dove le due parti intendono approfondire le opportunità individuate e favorire la conclusione di nuove intese commerciali.La strategia condivisa punta dunque a trasformare un rapporto finora dominato dalle forniture di gas e petrolio in una collaborazione industriale più articolata, nella quale l’Azerbaijan possa valorizzare le proprie risorse e l’Italia mettere a disposizione tecnologie, capacità progettuali e competenze manifatturiere.