Il caro carburanti pesa sui bilanci familiari e sulla catena di approvvigionamento di beni di prima necessità in tutto il Paese, come dimostrano le proteste degli autotrasportatori di questi giorni, che stanno creando disagi soprattutto nel sud italia. Un’emergenza che rende sempre più urgente un intervento strutturale, considerando che in Italia l’auto resta indispensabile per raggiungere il lavoro, la scuola e i servizi essenziali.La dimensione sociale del problema è evidente: il 18,46% delle famiglie italiane, circa 4,9 milioni di nuclei familiari, incontra gravi difficoltà nel sostenere i costi degli spostamenti, anche per tragitti brevi. Tra queste, oltre 640 mila famiglie appartengono alle fasce a basso reddito e risultano quindi più esposte alle continue impennate dei prezzi dei carburanti. È il fenomeno della povertà dei trasporti, analizzato in uno studio commissionato da Transport & Environment, la principale organizzazione indipendente europea non profit impegnata nella mobilità sostenibile, a TESSA, agenzia di ricerca dell’Università degli Studi della Tuscia. Un’analisi che accende i riflettori su un problema da affrontare al più presto con misure concrete a sostegno delle famiglie.In questo contesto critico entra in gioco la mobilità elettrica, che può già oggi offrire un’alternativa economicamente vantaggiosa e ridurre sensibilmente la spesa delle famiglie italiane. I numeri parlano chiaro: gli esperti del settore sfruttando i dati disponibili stimano che percorrere 100 chilometri in elettrico costa circa 7,80 euro, contro i 15,50 euro di un’auto a benzina e i 12,90 euro di una diesel. Ricaricando a casa tramite una wallbox, la stazione di ricarica domestica, la spesa può scendere ulteriormente, fino a circa 6,30 euro ogni 100 chilometri.Il risparmio è facilmente misurabile anche sulle lunghe distanze: per un viaggio di 500 chilometri, un automobilista può spendere circa 39 euro in elettrico, contro i 77,50 euro a benzina. Una differenza che, su base annua, può tradursi in un vantaggio significativo: per chi percorre 10.000 chilometri, il risparmio può raggiungere i 750-800 euro e arrivare a circa 920 euro scegliendo esclusivamente la ricarica domestica.La mobilità elettrica è una realtà in crescita, sostenuta da una rete di ricarica in continua espansione. Secondo Motus-E (l’associazione che riunisce gli operatori che si occupano di mobilità elettrica in Italia), a giugno 2026 l’Italia contava 84.564 punti di ricarica pubblici, 17.003 in più rispetto all’anno precedente. Sulle autostrade, ormai una stazione di servizio su due dispone di infrastrutture di ricarica. Anche il parco circolante elettrico è in espansione. Sempre secondo Motus-E, nei primi nove mesi del 2026 sono state immatricolate 100.923 auto elettriche a batteria (BEV), con un aumento del 65,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota di mercato ha raggiunto il 7,95%, mentre il parco circolante è stimato in 454.437 veicoli.Il vantaggio economico tra l’altro non si esaurisce con la ricarica. Secondo le stime di Bloomberg, nel segmento delle auto di grandi dimensioni il costo medio dei modelli elettrici è già inferiore del 4% rispetto a quello delle vetture a combustione. Negli altri segmenti permane un differenziale di prezzo compreso tra il 18% e il 28%, ma in diminuzione tra il 2024 e il 2025.Scegliere l’elettrico, quindi, non è soltanto una questione ambientale, ma anche e soprattutto, economica: significa poter ridurre i costi di utilizzo dell’auto e contenere l’esposizione alle oscillazioni del mercato petrolifero. Continuare a dipendere dai carburanti tradizionali significa, al contrario, espone al rischio di prezzi instabili e difficili da prevedere.L'articolo Il caro carburanti pesa sul portafoglio e sempre più famiglie scelgono l’elettrico proviene da Nicolaporro.it.