Francia, Bardella rieletto col 99% alla guida del partito di Marine Le Pen: 11.000 sfilano contro di lui

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ORLÉANS — Jordan Bardella, 31 anni, è stato rieletto presidente del Rassemblement National con il 98,98 per cento dei voti, da candidato unico, al diciannovesimo congresso del partito riunito nel palazzo dei congressi di Orléans, nel centro della Francia. Fuori, a distanza di sicurezza, sfilavano 11.000 persone secondo la prefettura, 26.000 per gli organizzatori, dietro cartelli contro «il fascismo». Nello stesso pomeriggio il ministero dell’Interno contava 410.000 manifestanti in tutto il Paese contro il carovita.Il sabato francese si legge in questi tre numeri. A sei mesi dalle presidenziali, il partito dato in testa nei sondaggi arriva all’appuntamento con un capo plebiscitato e una candidata senza rivali interni, mentre le forze che lo contestano si dividono tra la piazza di Orléans e quella sociale.Nella sala, davanti a circa 5.000 aderenti e quadri, il deputato incaricato dell’organizzazione ha proclamato i risultati: 75.497 voti per Bardella, 779 schede bianche, affluenza intorno al 68 per cento. «Il movimento ha dato prova di un’unità e di una fraternità militante ammirevoli», aveva detto Bardella poco prima. «E di questa unità sarò sempre il garante».Marine Le Pen, capogruppo del partito all’Assemblea nazionale e favorita nei sondaggi per la successione a Emmanuel Macron, ha salutato su X una rielezione «brillante»: «Insieme a tutti i nostri eletti, quadri e militanti, siamo pronti per la vittoria». Bardella guida il partito dal 2022, dopo un primo interim nel 2021, quando Le Pen preparava la corsa all’Eliseo. Il congresso chiude settimane segnate dalle accuse del sito d’inchiesta Mediapart, che gli ha attribuito messaggi privati antisemiti: Bardella ha parlato di «falsi palesi» e di «stampa militante» e ha incaricato il suo avvocato di procedere per vie legali.Il corteo e la bollaIl corteo, riferisce l’Afp, ha attraversato Orléans su un percorso deviato lontano dal centro e dal palazzo dei congressi. In testa lo slogan «Macron dimissioni, Le Pen in prigione»; sui cartelli «La gioventù se ne frega del RN». Una cinquantina fra partiti, sindacati e associazioni avevano lanciato l’appello «contro razzismo, fascismo e imperialismo». Attorno, circa 3.000 fra poliziotti e gendarmi con blindati, idranti, elicotteri e droni; il sindaco Serge Grouard ha imposto il coprifuoco per i minori di 15 anni per due notti. Dentro la bolla di sicurezza, perquisizioni anche ai giornalisti e controlli per prevenire incursioni delle Femen.Nel corteo c’erano il segretario socialista Olivier Faure, la leader della Cgt Sophie Binet e il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko, della sinistra radicale. «Siamo venuti a dire all’estrema destra, guardandola negli occhi, che non abbiamo paura», ha detto Bagayoko ad Associated Press, negando ogni intento violento e accusando il RN di retorica d’odio e Macron di inerzia. Il Rassemblement National non ha commentato la manifestazione; dall’Eliseo e dal governo nessuna reazione al congresso.La giornata nazionale pesa di più. Il ministero dell’Interno conta 410.000 manifestanti contro carovita e tagli alla scuola, la Cgt circa 800.000. Il ministro Laurent Nuñez ha annunciato 135 fermi e il sequestro di biglie metalliche, fionde, fuochi d’artificio e persino una katana, con 70.000 agenti mobilitati e «nessun incidente maggiore». A Parigi il corteo è stato spostato all’ultimo dalla Bastiglia a Porte d’Italie, una scelta «scandalosa» per la sindacalista Murielle Guilbert; in serata la polizia ha usato lacrimogeni e idranti contro lanci di oggetti. La settimana scorsa circa 3.000 negozi erano stati saccheggiati o danneggiati.Domenica il congresso di Orléans prosegue con il primo grande comizio di campagna di Marine Le Pen.