Cortei, altro sabato di tensione: scontri a Torino e Roma

Wait 5 sec.

Il sabato della paura in diverse città italiane è cominciato con gli allarmi, le minacce e gli annunci di nuove iniziative del Movimento 17 ottobre, nato dopo le devastazioni dello scorso fine settimana a Milano. Le indicazioni diffuse sui social, con appuntamenti da comunicare all’ultimo momento e l’invito a muoversi in gruppi, hanno alimentato il timore di nuovi saccheggi. I commercianti si sono preparati proteggendo le vetrine o scegliendo di abbassare le serrande, mentre il governo ha rafforzato i dispositivi di sicurezza, con controlli preventivi e militari della Folgore nelle zone più esposte.Le manifestazioni di sabato 24 ottobre hanno coinvolto diverse città, da Milano a Torino, da Bologna a Roma, con iniziative contro il riarmo, la guerra e il caro vita. Ma accanto ai cortei pacifici si sono registrati momenti di tensione, lanci di bottiglie e petardi, cariche delle forze dell’ordine e gesti simbolici contro il governo e la Lega. In serata, gli scontri più gravi si sono concentrati a Torino, Bologna e nella capitale. Intanto, a Milano, la polizia ha individuato il presunto amministratore della pagina social del Movimento 17 ottobre, finito sotto indagine.Negozi in allerta e controlli preventiviA Milano la giornata è cominciata con un dispositivo di sicurezza straordinario. Oltre 1.400 operatori tra polizia, carabinieri, Guardia di finanza, polizia locale e militari sono stati mobilitati per presidiare il centro e le vie dello shopping. I controlli sono stati estesi alle stazioni ferroviarie e alla metropolitana, con l’obiettivo di intercettare eventuali gruppi di giovani diretti verso le zone più sensibili.In piazza Duomo sono arrivati anche i mezzi blindati dell’esercito, mentre i parà della Folgore hanno pattugliato il centro e il quadrilatero della moda. Diversi negozi hanno protetto le vetrine con pannelli di legno. La Rinascente ha chiuso nel pomeriggio, come annunciato nei giorni precedenti.La preoccupazione non ha però convinto tutti ad abbassare le serrande. Secondo un sondaggio di Confesercenti nelle aree interessate dalle manifestazioni a Milano, Roma, Firenze, Torino, Bologna, Napoli e Bari, sette attività commerciali su dieci hanno scelto di restare aperte. Circa il 30% ha invece preferito la chiusura preventiva.Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha condiviso l’appello del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a non cedere alla paura, chiedendo al tempo stesso fermezza e fiducia nelle istituzioni. «Milano non può cedere alla paura dei vandali», ha dichiarato.Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha invitato i commercianti a tenere aperto, dicendosi fiducioso nella capacità delle forze dell’ordine di evitare nuovi disordini. Il vicepremier Matteo Salvini, che ha visitato alcuni negozi in centro e incontrato gli agenti impegnati nel servizio, ha invece richiamato la responsabilità delle piattaforme social: «L’istigazione a delinquere è un reato, non è libertà di pensiero e di opinione».Torino, bottiglie e petardi contro gli agentiA Torino la manifestazione contro il riarmo ha richiamato migliaia di persone in piazza Castello. Il corteo studentesco, partito da piazza Arbarello, si è mosso con uno striscione dedicato alla scuola e al caro vita. In piazza sono comparse bandiere di diverse organizzazioni politiche e sindacali, oltre a quelle palestinesi e cubane.La protesta è stata accompagnata da cori contro il governo e da slogan contro la guerra. Una grande fotografia della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stata bruciata durante il raduno, tra insulti e contestazioni.Nel pomeriggio la situazione è degenerata. Durante il corteo sono stati lanciati oggetti e petardi contro le forze dell’ordine, che hanno effettuato una carica di alleggerimento con scudi e manganelli. In serata, all’altezza di ponte Mosca, i manifestanti hanno lanciato razzi e bottiglie contro gli agenti, che hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni.I controlli preventivi avevano già portato all’identificazione di 302 persone, 57 delle quali con precedenti. Sei sono state indagate per possesso di oggetti atti a offendere o per travisamento.Bologna, cariche e idranti dopo il lancio di bottiglieAnche a Bologna la manifestazione è stata segnata da momenti di scontro. Nel corso dei controlli nella zona della stazione ferroviaria, tre giovani sono stati fermati: negli zaini avevano catene, bastoni e passamontagna.Nel pomeriggio, in piazza dei Martiri, la polizia è intervenuta per respingere i manifestanti dopo il lancio di bottiglie contro le forze dell’ordine. Dal corteo sono partiti anche petardi diretti verso poliziotti e carabinieri. Gli agenti hanno effettuato una carica e sul posto è arrivato un mezzo idrante per allontanare i partecipanti.Roma, l’ingresso al Colosseo e gli scontri in centroNella capitale si sono svolte iniziative diverse, non tutte segnate da incidenti. Il corteo antimilitarista partito da piazza della Repubblica ha raggiunto Largo Corrado Ricci senza tensioni, fermandosi poco prima di via dei Fori Imperiali.Un altro gruppo di manifestanti ha invece tentato di raggiungere il Circo Massimo, trovando la strada sbarrata dalla polizia. Alcuni giovani sono riusciti a entrare nel Colosseo forzando gli ingressi. In seguito, centinaia di persone si sono ritrovate nella zona di Largo Corrado Ricci, dove è nato un confronto con i partecipanti alla manifestazione autorizzata.La situazione è rimasta tesa per diverse ore. In serata, all’altezza di largo di Santa Susanna, il corteo ha manifestato l’intenzione di proseguire verso i palazzi istituzionali. Dopo il lancio di bottiglie contro le forze dell’ordine, la polizia ha utilizzato idranti e lacrimogeni, facendo poi partire alcune cariche di alleggerimento.Anche a Roma i controlli erano cominciati nelle ore precedenti alle manifestazioni. Nel pomeriggio gli identificati hanno superato quota 200 e 63 persone sono state accompagnate in questura per accertamenti, dopo essere state trovate in possesso di materiale ritenuto compatibile con le indicazioni diffuse sul web.Milano, migliaia in corteo e il cartello della Lega bruciatoNel capoluogo lombardo, dove non era prevista una manifestazione ufficiale del Movimento 17 ottobre in centro, nel pomeriggio si sono formati diversi gruppi di studenti e attivisti. Due cortei, partiti rispettivamente dalla zona di Lanza e da Città Studi, si sono poi riuniti dando vita a una marcia con alcune migliaia di partecipanti.Le rivendicazioni hanno riguardato soprattutto il diritto allo studio, la casa, il caro vita e la contrarietà alle spese militari. Non sono mancati gli slogan contro il governo, Meloni e Salvini. In piazza Repubblica un giovane si è arrampicato su un palo della luce e ha bruciato uno striscione della Lega, tra gli applausi dei presenti. Altri cartelli del partito, affissi per il congresso federale in corso a Milano, sono stati imbrattati.La tensione è salita anche all’altezza di corso Venezia, dove i manifestanti si sono fronteggiati con le forze dell’ordine. Il corteo è stato bloccato in via Borghetto e sono volate alcune manganellate. Nel frattempo, la polizia ha effettuato controlli in largo Cairoli e nelle stazioni Centrale e Cadorna, fermando alcuni giovani per ulteriori verifiche.La giornata milanese ha avuto anche momenti di segno diverso. Al corteo erano presenti il capogruppo del Pd in Regione Lombardia, Pierfrancesco Majorino, e l’eurodeputata Cecilia Strada. Majorino ha definito la manifestazione «una piazza assolutamente pacifica e determinata», giudicando «sacrosante» le richieste degli studenti sul diritto allo studio e alla casa.Fermi e controlli anche nelle altre cittàL’attività di prevenzione ha interessato anche il resto del Paese. A Bari, dopo le perquisizioni dei giorni precedenti, le forze dell’ordine hanno fermato un gruppo di giovanissimi tra i 15 e i 18 anni che si stava dirigendo verso il centro. Sono stati sequestrati passamontagna, artifizi pirotecnici e alcuni telefoni cellulari; i minori sono stati poi affidati ai genitori.A Verona una quindicina di ragazzi, in gran parte minorenni, è stata accompagnata in questura. Negli zaini gli agenti hanno trovato coltellini, catene e petardi. A Bergamo, durante i controlli legati alla manifestazione studentesca, 29 persone sono state portate in questura per accertamenti e sono stati sequestrati un cacciavite, un martelletto, maschere e passamontagna.A Firenze il corteo ha attraversato il centro storico, mentre una decina di persone trovate con il passamontagna è stata accompagnata in questura per l’identificazione. A Napoli la manifestazione contro il caro vita, con oltre 500 partecipanti, ha registrato momenti di tensione davanti alla sede di una compagnia di crociere e l’esplosione di due petardi, senza conseguenze di rilievo. A Genova, invece, il corteo si è sciolto senza incidenti.Il presunto amministratore del Movimento 17 ottobre indagatoSul fronte delle indagini, la polizia ha individuato il presunto amministratore della pagina Instagram «Movimento 17 ottobre». Si tratta di Youssef Siher, trentenne residente in provincia di Brescia, accompagnato negli uffici della polizia a Milano per essere interrogato. La Procura di Milano lo ha indagato per istigazione a delinquere aggravata.L’attività investigativa si inserisce nel quadro degli accertamenti avviati dopo le devastazioni e i saccheggi del fine settimana precedente. In una chat WhatsApp sequestrata nell’ambito dell’inchiesta erano emersi messaggi con propositi di aggressione contro le forze dell’ordine, di sottrazione delle armi in dotazione agli agenti e di danneggiamento di auto di servizio ed edifici pubblici. Gli investigatori avevano inoltre trovato riferimenti alla manifestazione del 24 ottobre e contenuti relativi alla preparazione di possibili azioni violente.Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha ringraziato il titolare dell’Interno, Matteo Piantedosi, e la polizia per l’individuazione del presunto ideatore della pagina. Piantedosi, intervenendo a Napoli prima delle manifestazioni, aveva avvertito che il governo avrebbe affrontato la giornata con «fermezza e grande equilibrio», aggiungendo che, una volta superata l’emergenza, sarà necessario interrogarsi sugli strumenti con cui rispondere al disagio dei giovani.Una giornata che ha mostrato ancora una volta la distanza tra le rivendicazioni di chi è sceso in piazza per protestare contro guerra e caro vita e gli episodi di violenza che hanno accompagnato alcune manifestazioni. Il bilancio definitivo degli accertamenti e delle eventuali responsabilità resta affidato alle indagini.L'articolo Cortei, altro sabato di tensione: scontri a Torino e Roma proviene da La Verità.